La tristezza del caso Malerba

Devo ammettere che il caso Malerba mi intristisce. Angelo Malerba è il capogruppo dei Cinque stelle in Comune ad Alessandria, arrestato ieri per furto aggravato: stava cercando di rubare 100 euro in un armadietto della palestra che era solito frequentare. Sorpreso in flagrante, ora è ai domiciliari, in attesa della convalida del fermo prevista per stamani. Ecco: sono triste più che indignato. Triste perché mi è difficile immaginare un amministratore comunale che scassina l’armadietto di uno spogliatoio; triste perché lo fa per rubare una cifra irrisoria; triste perché un uomo si è rovinato la vita (non quella politica; proprio la vita in sé) e perché il caso ha dato libero sfogo ai novelli moralizzatori, pronti ad accanirsi sulla preda, che – comunque – scagionare, a quanto sembra, è piuttosto complicato. Uno che ruba è un ladro, e di dubbi non ce n’è. Il movimento di Grillo lo ha espulso dal partito, chiedendone legittime dimissioni da incarichi pubblici. Mi intristisce anche che Alessandria faccia notizia per la scempiaggine di un suo amministratore, come se questa città – fatta salva la parentesi calcistica culminata con la partita dei Grigi a San Siro – non abbia già di che lagnarsi. Oggi va così, è una di quelle giornate che buttano in tristezza. E leggere certi commenti sui social non è il modo migliore per trovare consolazione.

Comune di Alessandria

Massimo Brusasco

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