La gara a chi ruba di meno

A un mese dalle elezioni amministrative che interessano (anche) le quattro principali città italiane e a qualche mese da un referendum probabilmente decisivo per il Governo Renzi, assistiamo – ancora  una volta – all’intervento della magistratura contro i politici ai quali, evidentemente, la parola “tangentopoli” non dice proprio nulla e ciò che  è successo a inizio Anni Novanta non ha  fatto alcun effetto. Fatto salvo che fin che la Giustizia non compie il proprio corso, vale la presunzione di innocenza, resto seriamente preoccupato dalle accuse che, in sintesi, si stanno muovendo a vicenda Pd e Movimento Cinque stelle; entrambi i partiti sono impegnati a ricordare le malefatte altrui, a scagionare se stessi (o almeno a mitigarne le colpe)  e a spiegare di avere, comunque, rubato di meno dell’avversario. Noi, che siamo semplicemente opinione pubblica, possiamo avere la pretesa di  una classe politica incorrotta e incorruttibile? Possiamo indignarci di fronte a gente che, anziché preoccuparsi di non rubare, accusa l’altro di avere rubato di più? E, infine: possibile che il recente e burrascoso passato sia trascorso invano, senza insegnare nulla?

soldi-mazzetta

 

Massimo Brusasco

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