Mese: maggio 2016

Portiamo il “procione” a Piacenza

Stasera, 6 maggio, la Compagnia Teatrale Fubinese sarà in trasferta a Piacenza dove, alle ore 21, al Teatro San Matteo, presenterà la commedia “Il paradiso del procione” che ho avuto il piacere di scrivere e dirigere. Torniamo, dopo qualche anno, in Emilia, grazie alla collaborazione instaurata con la compagnia piacentina Quarta Parete, già ospite della nostra rassegna Fubine Ridens. Il legame con altri sodalizi spesso è fondamentale. Ci si scambiano idee, consigli, progetti. E, in questo caso, anche… palcoscenici. Gli amici di Piacenza hanno a disposizione un teatro che è un piccolo gioiello, e siamo ben lieti di partecipare alla loro rassegna “Linea di confine” che stavolta, appunto, ci porta davvero oltre confine. Nel cast di stasera: Doriana Bellinaso, Massimo Bosia, Maurizio Ferrari, Flavia Bigotti, Paolo Tafuri, Giuseppe Balestrero, Daniela Buzio, Marina Roncati, oltre al sottoscritto. Torneremo a esibirci nella nostra provincia   sabato 14 maggio, a Sarezzano, nel Tortonese. Il 20, invece, ci attendono gli amici del circolo Casetta di Alessandria.IMG-20160422-WA0012

Dopo il Leicester, la salvezza del Carpi

Dopo 136 anni di storia, il Leicester vince il campionato inglese. Lo fa con un allenatore italiano, il “normal one” Claudio Ranieri, che in Italia non ha vinto nulla (bravo col Cagliari, poi ha guidato anche Roma e Juventus). Lo ha fa in barba agli scommettitori che, a inizio stagione, lo davano 1 a 5.000. Per capirci: era considerato più probabile trovare vivo Elvis Presley. Il calcio è fantastico anche per questo, perché nel Paese dei “maestri del football”, un’apparente modesta squadra costruita per salvarsi trova eroi per caso (Vardy, anzitutto), le magie di un allenatore senza blasone e la capacità di lasciarsi alle spalle club quotatissimi, come i due Manchester, il Chelsea, il Liverpool… Non so quando in Italia una formazione come il Sassuolo potrà mai  vincere il campionato, o quando si ripeterà un “caso Verona”, ormai vecchio di trent’anni. So però che, anche qui, un mezzo miracolo sportivo può arrivare con la salvezza del Carpi, squadra che, al pari del Frosinone, era data per spacciata. I più ottimisti dicevano che a marzo sarebbe già stata retrocessa. E, invece… a due giornate dalla fine, il Carpi ce la può fare (per il Frosinone è molto più dura), col gioco, la compattezza, la forza del gruppo, le idee del suo allenatore Castori (quando venne esonerato, fu il crollo; per fortuna lo richiamarono). Se non si è di Palermo, altra compagine in lotta per non retrocedere, bisogna tifare Carpi: significa che il calcio non è solo dei più ricchi e dei più potenti. Insomma, ci piace pensare che 2+2 non faccia sempre, banalmente, quattro.

ClaudioRanieri

Lavoro: dopo la retorica, qualcosa di serio

Premessa: il concertone di Roma, quello di Taranto e le molte iniziative del Primo Maggio sono certamente utili a focalizzare i problemi, ma si ha avuto ancora una volta l’impressione di imbatterci in frasi già sentite, lamentele già espresse, discorsi ritriti e tutt’altro che inediti. E’ chiaro che le manifestazioni della giornata di ieri siano utili per accendere riflettori, però mi sembra palese che ci si debba davvero impegnare per invertire una pericolosa tendenza, perché la mancanza di lavoro sta raggiungendo livelli drammatici e certi contratti, che non si definiscono neanche più “precari” ma “truffa”, sono più umilianti della disoccupazione. Dalle proteste, però, bisogna passare alle proposte. Sergio Didier è il segretario della Cisl di Alessandria e Asti: anziché parlare di salari e proletariato, ha fatto, secondo me,  un salto in avanti (per un sindacato, almeno) chiedendo alla politica di aiutare, ad esempio con sgravi fiscali, gli imprenditori seri e sani che vogliano investire concretamente nel nostro territorio. Ecco, non sarà la soluzione definitiva, ma è certamente un punto da cui possono partire Comune, Provincia, Camera di commercio, Prefettura e tutti quegli enti ai quali i sindacati si stanno rivolgendo per fare squadra. Sempre ammesso che abbiano davvero voglia di impegnarsi, la smettano con la retorica inutile e cerchino, senza campanilismi di sorta, di tirare tutti dalla stessa parte.

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