Niente è scontato al rotolar di un pallone

Non avevo ancora esaurito la quota di soddisfazione per il successo dell’Italia contro la Spagna, che è arrivato quello dell’Islanda contro l’Inghilterra. A me che gli inglesi, dopo il caso Brext, se ne escano dall’Europeo e non solo dall’Europa, importa piuttosto poco. Ma godo infinitamente nel sapere degli islandesi ai quarti di finale, perché incarnano la gioia di giocare, supportati da una tifoseria senza eguali. Lunga vita all’Islanda, paese dalle mille contraddizioni, dove ci sono il caldo e il freddo, i vulcani e i ghiacciai, e dove il vicino di casa abita a 15 km di distanza. Adoro questa Islanda di  vichinghi dai nomi impronunciabili; questa sfilza di desinenze “son” che sembrano venuti dal Veneto, invece arrivano da lassù, dove d’estate non c’è notte e d’inverno non c’è dì. Hanno preso i pronostici, distruggendoli. L’Italia ha fatto più o meno la stessa cosa contro la Spagna, anche se è plausibile che Buffon superi Morata e che Conte si divori il tiqui-taca. Il pallone è straordinario per questo; perché – ed è storia di poche ore fa – la grande Argentina perde una Coppa America già vinta, contro un Cile che l’ha condannata di nuovo, e di nuovo ai rigori. A proposito, dal dischetto ha sbagliato il divino Messi che poi, conigliescamente, ha fatto sapere  che non giocherà più in Nazionale, dando esempio di come “non” deve fare un vero capitato. Se ci fosse Bud Spencer, gli darebbe un legittimo  cazzotto, tanto per fargli capire come funziona. Ma il vecchio Bud è morto oggi. Lui sportivo, lui campione. Se n’è andato in un giorno non banale.

is

Massimo Brusasco

View more posts from this author

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *