In morte di Bella Figheira

Ieri è morta Anna Marchesini, all’età in cui molto si è dato ma moltissimo si può ancora dare. Io me la immagino che sia arrivata in Paradiso, e abbia salutato dicendo “Ciao, sono Bella Figheira”, o che magari sia andata da San Pietro dicendogli, a ripetizione, “Vuoi bere qualcosa, Pedro? Bevi qualcosa”. O che, incontrando la comunità musulmana (il Paradiso è un luogo dove non sai chi puoi trovare…), abbia discusso sulla gag, inscenata con Tullio Solenghi e Massimo Lopez,  che tanto fece discutere. O, ancora, che trovi Ray Charles (in Paradiso, Ray Charles ci dev’essere) e gli dica: “Siccome che so cecata”; o che tenga lezioni di sessuologia a mezza bocca.  Ecco, mi immagino che Anna Marchesini un po’ di scompliglio lo crei, come ha fatto qui con le sue parodie. Di più: con la sua bravura, che ha consentito a testi efficaci di diventare favolosi.  L’artrite reumatoide ce l’ha tolta dalle scene da un pezzo; la sua ultima intervista è la somma di umanità, ironia, buonsenso. Le Teche Rai hanno di che sbizzarrirsi e ce la renderanno immortale. Di certo, tutti noi che ambiamo a fare teatro comico abbiamo cercato di rubare qualcosa dalla Marchesini, attrice prima ancora che cabarettista, sublime con un Trio che ha fatto epoca.  Ah, già che ci siamo, mi immagino pure che la Marchesini incontri Manzoni e gli dica: “Grazie per averci regalato  ‘I Promessi sposi’, ma la nostra versione… vuoi mettere?”.

anna

Massimo Brusasco

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2 thoughts on “In morte di Bella Figheira
  1. Laura Ghibaudi

    Grazie per aver scritto queste belle parole che rappresentano in pieno mio avviso Anna marchesini

     
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