Terremoto di stupidaggini

Se proprio non si può aiutare in qualche modo (per distanza, per indole, per ristrettezze economiche,  per mille ragioni comprensibili) lo si potrebbe fare, almeno, stando zitti. O meglio, spegnendo quel computer che ci induce, con la protezione garantitaci da schermo e tastiera, a “dare il nostro parere” anche sul terremoto. Di solito le scempiaggini sono direttamente proporzionali alla gravità dell’evento. E il sisma che ha colpito il Centro Italia è stato devastante. Ho letto di gente che non vuole donare neanche un euro “perché intanto poi se lo mangiano i politici”; che “gli sfollati sono nelle tendopoli mentre per i richiedenti asilo sono riservati appartamenti”; che “il terremoto si può prevedere”; che “ci deve pensare il  Vaticano perché ha tanti soldi”…. Insomma, siamo all’ennesima potenza del  qualunquismo. Per fortuna i social network sono anche altro, uno splendido modo per accelerare le richieste e le offerte di aiuto. Ecco, usiamoli così, cercando di evitare, almeno,  il terremoto evitabile: quello delle stupidaggini.

terremoto

Massimo Brusasco

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7 thoughts on “Terremoto di stupidaggini
  1. gianfranco

    su F.B. ho chiesto che il governo dia la priorità a questa povera gente. Priorità intendo un riparo, alimentazione e cure, portando in secondo piano l’immigrazione. Non ho parlato di altro come nell’articolo perchè chiaramente prematuro…. però….. prima di tutto l’assistenza totale al terremotato. Dove potrò, verificando la genuinità di tutto e tutti, provvederò personalmente !

     
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  2. Patrizia Rossato

    Ho offerto una stanza in casa mia . Ho telefonato ed inviato la mail alla protezione civile. Posso ospitare una coppia, due amici ,per il periodo che serve perché possano ritrovare un equilibrio dopo un trauma così devastante. Chiedo solo educazione ed onestà. Io sono in Piemonte ma forse in queste situazioni per qualcuno è meglio allontanarsi un po

     
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  3. Pier Rita Calcagno

    Condivido pienamente. Se hai fede prega, se puoi dona… altrimenti facciamo silenzio.

     
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  4. Emanoela

    Dovremmo imparare a tacere,dovremmo imparare a fare silenzio anche dentro di noi,forse senza tante opinioni potremmo capire come fare qualcosa di più concreto per il nostro meraviglioso paese. Grazie

     
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  5. Pansecco Pino

    Sono pienamente d’accordo con te. Hai espresso il concetto in maniera chiara e precisa. Aggiungerei che è sempre meglio stare zitti se non si conoscono le cose che mettere in evidenza la propria inconsapevolezza.

     
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