Alla fermata del bus che non la caricherà

Claudia, 41 anni,  abita a Ovada e lavora come usciere in Comune ad Alessandria. E’ disabile al 100%, si sposta solo con le stampelle. Ogni mattina, alle 6.30, va alla fermata del bus, ma la corriera non la carica. “Troppo pericoloso salire sul mezzo con la pedana per i disabili, che può essere utilizzata se si ha una carrozzina, non le stampelle”. Questa è la sintetica motivazione che avrebbe dato l’Arfea, giustificando il fatto che la lascia in strada.  Claudia  non può utilizzare la carrozzina perché non ha sufficiente forza nelle braccia; ha chiesto di poter comunque salire sul pullman assumendosi ogni responsabilità, ma niente da fare: Arfea non ha risposto alla sua richiesta. Claudia, ligia al dovere, ogni mattina va alla fermata, comunque. Col freddo che fa, con le speranze legittime. Poi torna a casa, delusa e intristita.  Venerdì, sul “Piccolo”, vi racconto i dettagli di una storia paradossale, assurda, nell’epoca in cui una parola come “accessibilità” dovrebbe essere all’ordine del giorno.

disabili

 

Massimo Brusasco

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