Lasciateci criticare (con la chitarra in mano)

Buon Festival di Sanremo anche a tutti quelli che  se ne fregano del principale evento canoro italiano. Che poi, mica è solo canzone, mica è solo gara. E’ il nostro Paese che si specchia in questa pozza larga quasi una settimana in cui galleggiano artisti affermati, cantanti in erba, gente in cerca di gloria, oltre a tutto quello che in tivù non si vede, che sui giornali non passa ma che chi  ha modo di vivere l’atmosfera “de visu” percepisce di sicuro. La Rai mette in campo il meglio che ha a disposizione, ruba il piatto forte alla concorrenza (Ave Maria De Filippi) e trascina dalla propria parte emittenti radiotelevisive che fanno le antagoniste al desco preparato dalla tivù di Stato. Il Festival di Sanremo è la curiosità di vedere, la possibilità di ascoltare musica (se tentate di liberarvi dalla nostalgia, probabilmente troverete anche qualche canzone che vi aggrada) e di veder sfilare comici e big internazionali. Che sono lautamente pagati, perché tutto ha un prezzo, e figuratevi questo baraccone. Buon Festival a chi se lo gode, a chi non trova di meglio su altri canali, a chi deve cercare argomenti per competere, l’indomani, con i colleghi. L’alternativa comunque c’è. Si chiama libro, ad esempio.

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Massimo Brusasco

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