Il contenuto e il contenitore

Ammetto d’aver guardato il contenitore e di essermi reso conto che era la prima cosa che saltava agli occhi. Diletta Leotta, 25 anni, giornalista Sky, al Festival di Sanremo ha raccontato la storia che l’ha resa protagonista: le hanno rubato immagini dal telefonino, diffuse poi in rete. E, dal momento che non erano foto da educanda e che lei non è esattamente uno scorfano, la cosa ha fatto notizia. Ha fatto ulteriore  notizia perché “era lei”, giovane, bella e personaggio pubblico. E di lei si parla nelle ultime ore perché non si è presentata sul palco dell’Ariston in scafandro ma con un vestito generoso che uno non si metterebbe per andare a fare la spesa. Detto che, comunque, lei non era lì per fare la spesa (né per comprare, semmai per vendere), va aggiunto anche altro: la Leotta ha trattato un argomento molto serio, mettendo in guardia dalla tecnologia, tanto alleata quanto insidiosa. Ha voluto lanciare  un messaggio importante, insomma. Naturalmente, la critica – l’opinione pubblica in generale – si è soffermata sull’abito; d’altronde, nel tempo (e nel tempio) in cui si ragiona di Auditel e non di qualità, non c’è da aspettarsi altro. Non penso che la Leotta (o chi la guida) sia una ingenuona: sapeva bene cos’aveva addosso. Sapeva anche che avrebbero parlato di lei. Talvolta, per fare passare un messaggio, c’è un prezzo da pagare. Anche al sarto.

diletta

Massimo Brusasco

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