Le ong e le panchine dei neri

Essere diffidenti talvolta è legittimo. Tifare, però, anche. Io tifo per le ong, nella speranza che la loro opera nei mari sia effettivamente trasparente, legale. Tifo per le ong perché, nel marciume generale, bisogna pur credere in qualcosa e se dovesse mai crollarci addosso anche il castello delle organizzazioni non governative e di tutti quelli che si prodigano (dovrebbero prodigarsi, se preferite) per salvare vite umane o, semplicemente, per migliorare le condizioni di chi vive in condizioni sventurate… ecco, se dovessimo mai vedere svanite anche quelle che consideriamo  azioni nobili, allora probabilmente di appigli a cui aggrappare il nostro ottimismo ce ne sarebbero davvero pochi. Con ciò, che la Giustizia lavori seriamente. Poi valuteremo (sempre ammesso che ci si possa fidare della Giustizia). Certamente il clima non è dei migliori. Lo sanno anche ad Alessandria dove un esponente della Lega ha pubblicato su Facebook l’immagine di alcuni migranti seduti sulle nuove panchine di piazza Santa Maria di Castello. Sono bastate poche parole a commento, però, a scatenare un putiferio e a indurre altri a scattare una contro-foto, da pubblicare, condividere e mettere alla prova dei “mi piace”. Buttare benzina sul fuoco  di chi lamenta mancanza di sicurezza non è la soluzione migliore. Lavorare per la convivenza sarebbe più opportuno, per non dire gratificante. Pretendere di limitare la delinquenza è lecito e doveroso, dal momento che eliminarla è impossibile. E, comunque, quella era solo gente seduta sulla panchina di una piazza.

Massimo Brusasco

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