Salvate il soldato Bonolis

L’argomento di oggi è Vasco Rossi. E ne prendo atto, adeguandomi. 220.000 persone al Modena Park, un ambaradan pazzesco, con diretta televisiva (pur non integrale) e pure nei cinema. E poi sui social tutti a commentare, qualcuno che si indigna, qualcuno che ammette di essere rabbrividito con “Vivere”, qualcuno che confessa di essersi innamorato con “Albachiara”, qualcun altro che ne ricorda il passato turbolento, come se c’entrasse…  C’è chiede meno soldi per Vasco e più per i terremotati, chi parla di playback e chi sostiene che, comunque, Vasco abbia fatto un grande regalo a chi ama davvero la musica. Io, che son comunque pro Vasco, voglio qui difendere non la rockstar ma il povero Paolo Bonolis che ha avuto l’ingrato compito, durante il concerto su Raiuno, di parlare e raccontare mentre quell’altro cantava. Bonolis, stimato professionista (poi può non piacere, s’intende; a me a volte fa venire mal di testa), ha avuto quel compito specifico: commentare un evento che, per varie ragioni di contratti, non sarebbe potuto andare in diretta integralmente. Gli hanno detto di parlare e lui ha parlato, profanando il tempio della musica. Bonolis non ha sbagliato, anzi era pure preparato; semmai ha sbagliato la Rai che ha ragionato all’insegna del “vorrei ma non posso”: non era obbligatorio trasmettere il concerto di Vasco. Mandarlo a spizzichi è stato un po’ come trasmettere la diretta di una partita e interromperla di continuo con filmati dedicati all’infanzia dei calciatori protagonisti.

Vasco Rossi ride durante il concerto di ieri sera a Modena  (ANSA/ALESSANDRO DI MEO)

Vasco Rossi ride durante il concerto di ieri sera a Modena
(ANSA/ALESSANDRO DI MEO)

Massimo Brusasco

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