Vincere perdendo

A me piace pensare che sia giusto che Bolt abbia perso, nella sua ultima apparizione sui 100 metri. Tifavo per lui, l’ho fatto anche nella sera dell’epilogo. Mi è spiaciuto vederlo arrivare “solo” terzo (al mondo!). Poi però ho riflettuto su quanto, comunque,  una medaglia di bronzo possa essere importante per uno che ha vinto sempre, stracciando tutti, ovunque, per molti anni. Mi piace l’idea che Bolt, lo stratosferico marziano, sia stato umanizzato. Gli eroi sono tali, e forse lo sono ancora di più, anche quando perdono. Non è questo bronzo a scalfire un atleta pazzesco per fisico e charme, né a limitare una persona che è anche personaggio, fenomenale clown che fa da traino al mondo dell’atletica, la disciplina sportiva per eccellenza.  E poi sarebbe stato banale, forse, l’ennesimo successo nel giorno della calata del sipario. Invece   Bolt, che ha sempre stupito vincendo, ha continuato a stupire cedendo lo scettro a   Gatlin, quello che ha dovuto pagare il conto con la giustizia a causa del famigerato doping. Ha scontato la pena, è tornato in pista e si è dimostrato bravissimo. Ho un altro motivo per pensare che sia stato giusto così, in fondo.

Massimo Brusasco

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