Aldo nell’Italia del bla bla

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Premesso che  il giornalismo per come l’ha interpretato  Aldo Biscardi (cioè con contorno di urla, confusione, fantomatici scoop) non mi appassiona per niente, non posso negare che l’inventore del “Processo del lunedì” sia stato un autentico genio. Più di altri, e forse prima di tutti, ha saputo parlare alla pancia del tifoso, cavalcando emozioni, vis polemica e irrazionalità di chi si nutre di calcio, di chi riempie le proprie  ore di illazioni (“l’arbitro è venduto”) e di chi, se non c’è il torbido, se lo inventa. Biscardi ha violato un tempio sacro com’è il pallone per farne spettacolo da dare in pasto all’Italia  che confonde il concreto  col fantasioso  e il reale con la moviola. S’è inventato un linguaggio, un modo di comunicare e di fare interagire gli ospiti, ha creato personaggi ed è diventato personaggio egli stesso. E poi ha generato una serie di trasmissioni che spopolano su emittenti locali e che talvolta (pazzescamente) hanno più audience delle partite. Aldo Biscardi è morto a 86 anni. Secondo me era molto meglio di come appariva. Ma doveva fare come ha fatto, per avere successo nell’Italia del bla bla.

Massimo Brusasco

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