Mondiali da orfani

Orfani dell’Italia è un’altra cosa. Ma, stando almeno ai dati Auditel, i Mondiali di calcio funzionano comunque, malgrado io abbia  la sensazione che il tifoso italiano, in questi giorni, sia più interessato agli sviluppi del calciomercato che alle gesta di Messi e Ronaldo. Probabilmente, quando si entrerà nel clou della manifestazione salirà anche l’interesse, anche se è la prima fase quella storicamente più interessante, per la partecipazione di squadre “minori” che, però, se non proprio qualità tecniche eccelse, sanno aggiungere all’evento qualcosa di interessante, almeno dal punto di vista del folclore. E’ per questo, probabilmente, che la “Gazzetta” ha deciso di sposare la causa dell’Islanda. Noi, al “Piccolo”, abbiamo invece pensato di seguire i Mondiali con Nicholas, un richiedente asilo originario del Camerun ma grande tifoso della Nigeria. Poco fa la Nigeria ha battuto l’Islanda, per la cronaca. In realtà, la mia dichiarazione di preferenza l’ho fatta in tempi non sospetti: tiro Croazia, che il sorteggio beffardo ha voluto nello stesso girone della Nigeria di Nicholas e dell’Islanda della Gazzetta. Un girone in cui i più forti sarebbero dovuti essere altri, ovvero gli argentini, con Messi, Aguero e campioni assortiti. I quali, però, al momento hanno deluso, offrendoci un’altra sorpresa, dopo la frenata iniziale del Brasile e lo stop della Germania. Il Mondiale funziona anche per questo. E il calciomercato  può attendere. Forse.

Massimo Brusasco

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