Mestieri pericolosi (perché c’è da prendersele)

E’ probabile che ognuno reputi pericoloso o, almeno, usurante il proprio lavoro. In tempi di stress ed esasperazione è difficile trovare un mestiere perfetto, ideale, immune da problemi. Oggi, su un treno, una dipendente delle Ferrovie ha avuto l’insana pensata di prendersela con zingari e questuanti attraverso un annuncio fatto al microfono: ora rischia il licenziamento. E’ una pensata insana, l’ho premesso. Ma ho pensato che, se è arrivata a tanto, probabilmente è a causa dell’esasperazione. Ho visto di persona controllori sbeffeggiati, anzi umiliati,  da passeggeri che pretendevano di viaggiare senza biglietto. Credo che, alla fin fine, abbia lasciato perdere, preferendo la garanzia di portare a casa la pelle. Qualche mese fa ho scritto di medici aggrediti, in studio, da un tizio secondo il quale il proprio padre sarebbe morto perché non curato dai due che gli dissero  di recarsi al pronto soccorso, perché un ambulatorio di paese non è attrezzato per certi tipi di urgenze. Un vigile, fresco di pensione, mi ha detto di essere stato più volte pesantemente insultato. E poi ci sono le aggressioni in canonica, quelle in municipio, quelle negli uffici pubblici… Forse bisogna cominciare a riflettere seriamente sul fatto che stiamo andando verso la deriva. Peraltro, non è che noi giornalisti si sia in una botte di ferro, anzi.

Massimo Brusasco

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