La scoperta dell’Arabia calda

Come spesso succede, ci vuole lo sport per farci capire qualcosa in più del mondo. E’ un veicolo che, dal punto di vista della comunicazione, funziona più di mille convegni. Poi però bisognerebbe indagare su quanto effettivamente sappiamo di quel che succede oltre i nostri confini. La scoperta della settimana è che l’Arabia Saudita non ha grande considerazione per le donne. Ma pensate un po’… è bastato organizzare là una partita di calcio (che si chiama Supercoppa “italiana”) per capire che laggiù  la parità di genere non è esattamente di stampo occidentale (il che non significa che in Occidente si rasenti la perfezione…). E tutti a indignarsi, da Salvini alla Boldrini, che, nella geografia della politica nostrana, dovrebbero essere agli antipodi. Dobbiamo metterci d’accordo, però: se vogliamo i soldi degli arabi, che per ospitare la partita sborsano cifre importanti, dobbiamo fare i conti anche con le loro abitudini, seppur  deprecabili. D’altronde, non siamo noi a pretendere il rispetto delle leggi e delle regole italiane dagli stranieri che vengono da noi, peraltro senza neanche arricchirsi? E, infine: chi ha organizzato la partita in Arabia, almeno un giro su Wikipedia avrebbe potuto farlo, per capire con che Paese ci si sarebbe confrontati.

Massimo Brusasco

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