Mese: gennaio 2019

Le Roberte e la casa dell’amante

Tutto inizia quando il signor Siluro (non ho ben capito se il nome voglia per forza dire qualcosa…), un tizio che non si è mai sposato perché non crede nel matrimonio, va a casa dell’amante. Evidentemente non tutto fila liscio, altrimenti non ci sarebbe commedia. Invece la commedia c’è. Si intitola “Due belle Roberte” e domani, sabato 12 gennaio, alle ore 21.15, lo spettacolo sarà portato in scena a Fubine, nell’ambito della rassegna Fubine Ridens. Sul palco del Teatro dei Batù gli attori della Compagnia Al Bacio di Milano, che abbiamo già avuto modo di apprezzare. E per questo li abbiamo richiamati, certi che anche stavolta delizieranno il pubblico. Mi auguro vogliate partecipare numerosi: costa solo 7 euro, un prezzo che la Compagnia Teatrale Fubinese, organizzatrice della serata, mantiene invariato ormai da molto tempo…

Ho fatto cose (e compiuto gli anni)

Ho condiviso il caffè con gente piacevole; ho chiacchierato con persone interessanti; ho parlato al telefono (più volte, anche) con persone a cui voglio bene. Ho rimandato appuntamenti per dedicare  il tempo necessario; ho scritto e progettato; ho pranzato divertendomi; ho abbracciato e stretto mani; ho avuto conferma che il mio albero genealogico è ben popolato; sono pure salito sul palco per le prove teatrali, con brindisi finale. Ho letto meno di quanto avrei voluto, ma la giornata non è ancora finita. Ho fatto quel che mi piaceva, nel giorno del mio compleanno. Mi manca di rispondere a tutti quelli che mi hanno fatto gli auguri. Sono stati tanti, tantissimi. Li ringrazio. E’ stata, anche grazie a loro, una bella giornata in cui ho vissuto.

Gli eroi normali (e tutti noi)

Martedì, “Il Piccolo” dedica due pagine agli “eroi normali”. Non abbiamo inventato nulla, semplicemente copiato. Anzi, per meglio dire, ci siamo ispirati a Raitre che, proprio domani sera, riserverà la puntata della trasmissione  “Eroi normali”  a Daniela Degiovanni, oncologa di Casale impegnata in prima linea nell’infinita battaglia contro il mesotelioma pleurico. La dottoresse si dà da fare al di là del ruolo. Toglie il camice bianco e il suo impegno continua. Il presidente Mattarella l’ha inclusa tra gli “eroi normali” e anche noi scriviamo di lei. Ne abbiamo individuati altri come la Degiovanni. Li scoprirete sul giornale. La difficoltà non è stata tanto il trovarli, quanto il fare selezione.  Nel mondo del volontariato, dell’associazionismo, del sociale, gli “eroi normali” abbondano. Ma ci sono anche quelli che agiscono individualmente, senza etichette. Si prodigano perché sanno che dare è più appagante che ricevere. Poi, certo, bisogna dare ragione anche a chi oggi mi diceva che “si è eroi normali tutte le volte che ci si sveglia al mattino”, con la giornata da affrontare. E’ un po’ così, in effetti.

La scoperta dell’Arabia calda

Come spesso succede, ci vuole lo sport per farci capire qualcosa in più del mondo. E’ un veicolo che, dal punto di vista della comunicazione, funziona più di mille convegni. Poi però bisognerebbe indagare su quanto effettivamente sappiamo di quel che succede oltre i nostri confini. La scoperta della settimana è che l’Arabia Saudita non ha grande considerazione per le donne. Ma pensate un po’… è bastato organizzare là una partita di calcio (che si chiama Supercoppa “italiana”) per capire che laggiù  la parità di genere non è esattamente di stampo occidentale (il che non significa che in Occidente si rasenti la perfezione…). E tutti a indignarsi, da Salvini alla Boldrini, che, nella geografia della politica nostrana, dovrebbero essere agli antipodi. Dobbiamo metterci d’accordo, però: se vogliamo i soldi degli arabi, che per ospitare la partita sborsano cifre importanti, dobbiamo fare i conti anche con le loro abitudini, seppur  deprecabili. D’altronde, non siamo noi a pretendere il rispetto delle leggi e delle regole italiane dagli stranieri che vengono da noi, peraltro senza neanche arricchirsi? E, infine: chi ha organizzato la partita in Arabia, almeno un giro su Wikipedia avrebbe potuto farlo, per capire con che Paese ci si sarebbe confrontati.

Male non fa

Qualcuno ormai saprà che io inizio l’anno correndo. All’appuntamento di stamani (ore 9, Alessandria), c’erano, come sempre, Gianluca e Gianni. Niente di eroico; un’oretta scarsa a passo turistico. Più che l’atletica c’entra il rituale, che carica di significati e metafore questa tradizione. E c’è un contenitore che ospita  parole (e frasi) come sfida, fatica, bisogno di correre, partenza, consapevolezza, necessità, sport, stare bene, natura, silenzio, inizio, svegliarsi,  speranza, mettersi alla prova, tempo che passa, incontri, amici… Insomma, avrete capito. C’è poi la regola del buon auspico e del “male non fa” (fin che il fisico più o meno regge,  si capisce). E con ciò: buon 2019, passiamocela al meglio, senza farci prendere troppo dalla nostalgia di un passato che non torna, ma guardando avanti con la giusta quantità di entusiasmo. Ed è giusta finché non sconfina nell’illusione.