Il diritto alla distrazione

Rivendico il diritto alla distrazione. Non perenne, ma qualche volta sì. E’ un toccasana. Anzi, è necessaria. Secondo me la distrazione è necessaria per farti apprezzare ancor meglio la concentrazione quando la distrazione sarà evaporata. La vita è fatta di alto e basso, di bello e brutto, di complementarietà. Ecco perché la distrazione serve. Lo scrivo dopo avere letto che, in Cina (mi pare), si sta sperimentando un caschetto per bambini: lo devono indossare durante le lezioni scolastiche e, quando si distraggono, ricevono un input che, secondo le intenzioni, dovrebbe ridestarli e farli stare attenti. Lo indossi, piuttosto, chi guida o chi sta svolgendo un lavoro particolarmente delicato, ma non i bambini che hanno bisogno  di liberare la fantasia per vivere in un mondo dove sbocciano favole e i sogni si fanno largo. Magari succedesse anche a noi adulti, alle prese con la frenesia e l’intolleranza quotidiana. Un po’ di distrazione sarebbe manna.

Massimo Brusasco

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