L’eredità di Nadia

Credo che la vita e la morte di Nadia Toffa (portata via a 40 anni da un tumore) ci debbano insegnare (se non ribadire) alcune cose. 1) siamo vulnerabili e fallibili, pur se giovani, graziosi, gentili, famosi; 2) quando se ne va una persona (per noi) importante, bisogna forse  ritenersi fortunati per averla avuta in dono, più che rammaricarsi perché se n’è andata (vedasi punto 1); 3)  i cretini abbondano anche di fronte a un lutto; non è una novità, e i social contribuiscono ad allargare la macchia d’odio; però è bello vedere/sapere che la “parte buona” è di gran lunga predominante; 4) l’esistenza di Nadia Toffa spiega, soprattutto a chi come me fa il giornalista (seppur minuscolo), che “ne vale la pena”, che ci sono sfide da ingaggiare per forza, che abbiamo responsabilità nei confronti di chi ci guarda o ci legge. E, di conseguenza, la speranza trova ossigeno.

Massimo Brusasco

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