Se muore una libreria

Se muore una libreria dobbiamo essere tristi. Lo dico da parte interessata, perché tra non molto uscirà un mio nuovo libro. Ma lo dico soprattutto da amante della lettura e dei luoghi che la promuovono, biblioteche comprese. E’ chiaro che il web fa la sua parte e che Amazon è entrato nella nostra vita a suon di pacchi, ma è altrettanto vero che la cortesia e la preparazione di certi commercianti di libri, o bibliotecari, sono un valore aggiunto apprezzato da chi, pur non denigrando la scontistica (anche se a volte è irrazionale), predilige i rapporti umani, il confronto, i consigli. La qualità magari non salverà le librerie, ma può dare una mano, così come leggi di tutela e sostegni economici giustificati dal fatto che la società non può permettersi di perdere (ulteriori) baluardi di cultura. E poi serve una presa di coscienza di noi, che non dovremmo accontentarci né abituarci a situazioni di comodo. Alla lunga potremmo pentircene. Anzi, forse neanche così tanto alla lunga…

Massimo Brusasco

View more posts from this author

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *