Gioele, non è un po’ troppo?

Dovrei forse dire “chiedo per un amico”, invece chiedo per me. Chiedo da utente dell’informazione e da operatore. Chiedo da persona, mettiamola così. Oggi è stato rinvenuto un corpo che potrebbe essere quello del piccolo Gioele, figlio di Viviana, trovata morta qualche giorno fa, in Sicilia. Inutile ripetere la storia: la saprete. Sappiamo ormai tutto di loro, del marito-papà, dei parenti, degli amici.

E’ una storia con tutti i crismi del “giallo dell’estate” e di questo ne ho perfetta coscienza. Ci sono vicende che entrano nella cronaca a pie’ pari e altri che ne restano fuori. Questa ha i crismi giusti: la bella mamma, il bimbetto, un viaggio che non sarebbe dovuto essere quello, l’incidente, la fuga, il mistero. Una farcitura di congetture, una verità che tarda ad arrivare e che qualcuno si augura continui a farsi attendere, così da girarci attorno ancora un po’.

Però stasera… Stasera mi pare che si sia un po’ esagerato, a cominciare dal Tg1, l’autorevole Tg1, direi. Sono dettagli. Microfoni puntati. Telecamere a indugiare sui particolari. Morbosità irrispettosa. Vuole questo la gente? Forse. Io, però, resto dell’idea che chi informa debba cercare di essere un gradino più in alto di chi viene informato, né deve temere di porsi limiti morali. Anche nel 2020, anche coi social che imperano.

Massimo Brusasco

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