Sarri non è un cretino

Premessa: a parer mio, la Juventus ha fatto bene a esonerare Sarri esattamente come, lo scorso anno, è stato giusto congedare Allegri. Allegri, bravissimo, aveva dato tutto, vinto molto e chiesto tanto: difficile fare di più. Sarri arrivò per soddisfare la cosiddetta voglia di bel gioco e ha fallito. Ha perso una finale di Coppa Italia meritando di perdere, è andato fuori dalla Champions meritando di uscire (o, comunque, facendo troppo poco per passare il turno) e ha vinto il campionato più per fallimenti altrui che virtù proprie. E solo di rado s’è visto la Juventus giocare bene e andare al di là di prodezze dei singoli.

Ma non è un cretino, Sarri. Anzi. Era un ottimo allenatore, lo è ancora e avrà modo di dimostrarlo. Lo potrà fare in una squadra congeniale al suo modo di vedere calcio; una squadra senza Ronaldo, per capirci, che è fenomenale e (quasi sempre) strepitoso ma che c’entra poco col sarrismo. Volendo tenere Ronaldo, Sarri deve andarsene. Credo da questo concetto non si scappi.

Ma non è un cretino, Sarri. Anzi. Ha fatto la gavetta, conosce il calcio, ha studiato, si aggiorna. E’ credibile. Ha dimostrato bravura in ogni categoria. Non sarà elegante, neanche troppo simpatico, fa spesso il “piangina”, ma credo che meriti il rispetto che si deve a chi, partendo da lontanissimo, è arrivato a vincere l’Europa League col Chelsea e lo scudetto con la Juventus. Poi si sa come vanno le cose nel mondo del pallone: deludi e finisci sulla graticola, sei sbeffeggiato, buttato giù dal carro su cui salgono quelli dell'”io l’avevo detto” insieme a coloro che rinnegano affermazioni e certezze vecchie neanche pochi mesi.

Sarri ne ha viste per così. Si rifarà. Credo sia una certezza, non solo un augurio.

Massimo Brusasco

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