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Roma, 4 giorni in 10 punti

Quattro giorni a Roma, in compagnia degli staffettisti che hanno collegato Alessandria, città che compie 850, al Vaticano, passando per Siena (il luogo di Alessandro III, fondatore di Alessandria). Piccolo riassunto di cose degne di nota.

  1. Il senso di appartenenza e di comunità: gli alessandrini hanno avuto 650 km di buoni motivi per sentirsi orgogliosi.
  2. Piazza San Pietro, l’attesa del Papa tra gente da ogni parte del globo. Ti senti un nonnulla ma anche  al centro del mondo, protagonista.
  3. Il Quirinale, palazzo meraviglioso. Lo chiamano “la casa degli italiani”: un’esagerazione soprattutto se si pensa agli italiani che la casa non ce l’hanno.
  4. La Camera dei deputati e i  “mah” che ti verrebbe da dire.
  5. Roma col traffico della notte.
  6. Roma col traffico del giorno.
  7. I cumuli di rifiuti che, purtroppo, ti fanno sentire un po’ a casa.
  8. Gli aò e li mortacci tua.
  9. L’essere riusciti a realizzare, a distanza, un’edizione del “Piccolo”. Grazie a chi ci ha permesso di farlo e ai lettori che hanno apprezzato il numero di venerdì scorso, decisamente speciale.
  10. La compagnia e il  viaggio in pullman senza nemmeno cantare in coro.

La normalità di Francesco

Finalmente una buona notizia: la papamobile frena bruscamente e papa Francesco va a sbattere lo zigomo, ferendosi. La buona notizia sta nella normalità della cosa (oltre al fatto che il Pontefice non s’è fatto particolarmente male): un’auto frena e chi ci sta sopra (sopra nel vero senso della parola) subisce il contraccolpo.  La news arriva in un periodo in cui di normale c’è veramente poco. Così, alla rinfusa: 1) carabinieri accusati di stupro, con dibattito a seguire; 2) a Livorno si muore dopo un acquazzone intensissimo più che nella Florida dell’uragano; 3) inizia la scuola e, anziché parlare di didattica, prospettive, futuro… si dibatte di vaccini; 4) ce la si prende pure con la velina, che non ha esattamente tratti europei; 5) fa scandalo la pubblicità del Buondì. Per non dire della questione malaria e delle “fake news” che l’accompagnano. E allora, ben venga la frenata della papamobile e la botta a Francesco. Che, ancora una volta, lui che più di tutti gli altri dovrebbe essere vicino al divino, dimostra di avere moltissimo di umano.