Mese: aprile 2019

Il conte che non contava

C’è un nuovo progetto che interessa la Compagnia Teatrale Fubinese. Stiamo infatti allestendo uno spettacolo dedicato al conte Emanuele Cacherano di Bricherasio, nel 150esimo dalla nascita. Fu tra i fondatori della Fiat, oltre che proprietario del castello di Fubine. Un personaggio interessante, che merita di essere ricordato a teatro. Lo spettacolo, intitolato “Il conte socialista” verrà proposto il 30 giugno alle 18 a Fubine, nel parco antistante la tomba di Cacherano, impreziosita da un monumento sepolcrale realizzato dal Bistolfi. La nostra proposta non è una rievocazione storica né una commedia; semplicemente un modo per raccontare un “conte che non contava”, essendo stato sempre messo in disparte dai vertici di quella Fiat di cui era parte integrante. E che dire poi della sua morte, avvolta nel mistero? Credo che proporremo un lavoro interessante, che fa capire qualcosa in un più di un protagonista accantonato, pur essendo un pezzettino della storia d’Italia.

Il diritto alla soddisfazione

Ho fatto trascorrere un po’ di tempo, sperando che l’odio emerso nei giorni scorsi sia evaporato almeno un po’. E vi dico che ho festeggiato lo scudetto della Juventus. Esattamente com’ero rammaricato dopo la meritata sconfitta con l’Ajax, così sono stato felice dopo un tricolore meritatissimo, decidete voi se più per la forza di chi ha vinto o per le lacune di ha perso. E’ ovvio che l’avrei barattato con la Coppa, ma è altrettanto vero che vincere non è mai scontato, che il calcio non è matematica, che le variabili sono proprie di una disciplina in cui un palo, una parata, un infortunio, un fuorigioco millimetrico  possono cambiare la suonata. Tra tutte queste variabili (di cui, a livello europeo, fanno le spese club blasonati e monetariamente potenti), la certezza della Juventus che vince in Italia non può essere solo un premio di consolazione. Ecco perché festeggio, anche se il sapore del primo scudetto di Conte era decisamente più intenso di quest’ultimo di Allegri.  Era lo scudetto, quello di otto anni fa, arrivato dopo due settimi posti che seguirono la stagione in Serie B. E poi, alla fin fine, dal momento che la soddisfazione è un diritto (che dovrebbe essere sancito dalla Costituzione), a me piace di gran lunga provarla  vincendo e non limitandomi a festeggiare perché gli altri perdono, come ho notato anche di recente, con contorno di acredine, odio e  insulti capaci perfino di soffocare la legittima ironia di chi ha  in archivio battute ritrite e non vede l’ora di tirarle fuori.

Il piacere della scoperta

Al “Salotto del mandrogno”, ogni volta, riscopriamo il piacere di scoprire. Ce ne torniamo a casa con la consapevolezza di avere imparato qualcosa, di aver capito qualche aspetto in più della nostra provincia, di aver colmato una lacuna. Nell’ultima serata, per esempio, il pubblico ha avuto modo di assaggiare il formaggio Montebore e il Pane Grosso di Tortona, due eccellenze dell’Alessandrino. Ma abbiamo anche conosciuto i “prof in coro”, gruppo vocale polifonico dagli ottimi propositi, e raccontato di Carmen Acunto, atleta costretta in carrozzina, primatista italiana di getto del peso, lancio del disco e giavellotto: il 20 partirà per Santiago di Compostela facendo 150 km in handbike. Insomma, è stata una serata ricca, piacevole, zeppa di spunti; la potrete riascoltare oggi, venerdì, alla 21 sugli 88.8 e  89.1 di Radio Gold. Per ora, mi limito a ringraziare gli ospiti e il pubblico, elementi indispensabili perché il “Salotto” sia più vivo che mai. E ci vedremo il 22 maggio…

Mercoledì 17, il Montebore al Salotto

Degustazione di formaggio Montebore e Pane Grosso di Tortona al ‘Salotto del mandrogno’, il talk show in programma mercoledì 17 aprile alle ore 21.30, al centro d’incontro Galimberti, in via Pochettini 3, Alessandria. Il mezzo di trasporto della puntata è il trattore.

Ospiti:
Gian Piero Ameglio, presidente della Cia e allevatore
Mauro Berardo, imprenditore agricolo
Renato Peola, presidente  dell’associazione ‘Il Sole dentro’
Agata Marchesotti della cooperativa Vallenostra (specializzata in Montebore)
Cristina Poggi, presidente del Consorzio nazionale produttori grano San Pastore
Irene Calamante, presidente dei panificatori di Pane Grosso di Tortona
Carmen Acunto, che detiene il record italiano paralimpico di getto del peso, lancio del disco e giavellotto (presto in viaggio verso  Santiago di Compostela)
Nadia Presotto, pittrice, esperta di giardini.
E, per la musica, i ‘Prof in coro’.

Ingresso libero
Radio Gold registrerà lo spettacolo e lo manderà in onda venerdì 19 alle ore 21 sugli 88.8 e 899.1 fm.

Chiudere il cerchio

Stasera, alle 21.15, al Teatro dei Batù di Fubine, la Compagnia Teatrale Fubinese tornerà in scena con “La pausa caffè”, commedia fresca fresca che ho avuto il piacere di scrivere e di interpretare con un gruppo di amici brillanti. Chiudiamo un cerchio aperto venerdì a Rivarone e proseguito ieri, sempre ai Batù:  in entrambe le occasioni, tutto esaurito, risate, applausi. Ringrazio fin d’ora tutti quelli che ci sostengono e che partecipano alle nostre avventure. Per stasera ci sono pochissimi posti liberi: per gli amanti del “last minute” il consiglio è telefonare al 335 7291099.

Fate una telefonata

Fate una telefonata se volete venirci a vedere sabato 13 e domenica 14 aprile a Fubine (ore 21.15, Teatro dei Batù). Chiamate il 335 7291099, perché  i posti scarseggiano. Evidentemente c’è molta curiosità attorno alla nostra nuova commedia “La pausa caffè” che venerdì 12 ha debuttato a Rivarone. Un “numero zero” che pare sia piaciuto al pubblico e che per la Compagnia Teatrale Fubinese è stato un’occasione di rodaggio. Nelle due sere di Fubine, dunque, ci potrete vedere collaudati, apprezzando Massimo Bosia, Maurizio Ferrari, Claudia Capra, Doriana Bellinaso, Gianpietro Brusasco, Cesare Langosco, Paolo Tafuri, Flavia Bigotti, Franco Mordiglia e il sottoscritto. Però una telefonata fatela, va…. (e grazie a Vittorio Destro per la foto).

E’ ora

Abbiamo trascorso insieme un bel po’ di ore. Ci siamo divertiti. Abbiamo mescolato delusione e divertimento, pazienza ed entusiasmo. Abbiamo fatto quello che, solitamente, fanno gli attori dilettanti, come noi della Compagnia Teatrale Fubinese. Noi che iniziamo le prove non prima delle 21.30 e le finiamo attorno a mezzanotte, con qualcuno legittimamente molto stanco. Noi che studiamo ma non come vorremmo, che ci districhiamo ma non sempre con scioltezza, noi che facciamo affidamento anche alla fantasia, oltre che su chi ci sostiene da dietro le quinte. Stasera, venerdì, a Rivarone (ore 21.15, Salone dei ciliegi) , un paese che ci porta bene, debutterà “La pausa caffè”, la nostra nuova commedia, per la quale ci siamo impegnati a fondo, pur con limiti oggettivi che speriamo di nascondere bene. Ci saprà dire il pubblico rivaronese, ma anche quello di Fubine, paese in cui ci esibiremo sabato e domenica (ore 21.15, Teatro dei Batù; prenotate al 335 7291099). Noi ce la mettiamo tutta, voi venite predisposti al divertimento. Al resto qualcuno penserà…

Il diritto alla distrazione

Rivendico il diritto alla distrazione. Non perenne, ma qualche volta sì. E’ un toccasana. Anzi, è necessaria. Secondo me la distrazione è necessaria per farti apprezzare ancor meglio la concentrazione quando la distrazione sarà evaporata. La vita è fatta di alto e basso, di bello e brutto, di complementarietà. Ecco perché la distrazione serve. Lo scrivo dopo avere letto che, in Cina (mi pare), si sta sperimentando un caschetto per bambini: lo devono indossare durante le lezioni scolastiche e, quando si distraggono, ricevono un input che, secondo le intenzioni, dovrebbe ridestarli e farli stare attenti. Lo indossi, piuttosto, chi guida o chi sta svolgendo un lavoro particolarmente delicato, ma non i bambini che hanno bisogno  di liberare la fantasia per vivere in un mondo dove sbocciano favole e i sogni si fanno largo. Magari succedesse anche a noi adulti, alle prese con la frenesia e l’intolleranza quotidiana. Un po’ di distrazione sarebbe manna.

“Teatro per”

“Teatro per gioco” è stata una manifestazione di successo. Che forse dovrebbe chiamarsi “Teatro per passione”. O magari “Teatro per stare insieme”. O “Teatro per fare”, o anche “Teatro per essere”. Comunque sia, teatro. Il teatro dei classici e di autori sconosciuti, il teatro che fa ridere, emozionare o meditare. Ieri sera, a Valenza, c’è stato un bello spot al teatro, grazie a Gianluca Pivetti e Agata Tinnirello, motori di un’iniziativa che ha coinvolto AliEna, Compagnia di Prosa di Quattordio, Ikeatrando, Notte Magica, I Provvisori e anche la Compagnia Teatrale Fubinese, ben lieta di esibirsi al “Sociale” di corso Garibaldi. E’ stata una festa collettiva, con molto pubblico e incasso devoluto in beneficenza. E penso che  i più (organizzatori, presentatori, attori, tecnici, spettatori) siano rincasati con sensazioni positive. Noi ci siamo proposti con “La pausa caffè – Il trailer”, ovvero una riduzione, in forma di trailer cinematografico, appunto, della commedia “La pausa caffè” che debutterà venerdì a Rivarone e sarà presentata sabato e domenica a Fubine. Mettiamola così: il prologo è stato incoraggiante.

Valenza, arriviamo

Grazie ad Agata Tinnirello e a Gianluca Pivetti, stasera, sabato, la Compagnia Teatrale Fubinese sarà al Teatro Sociale di Valenza (ore 21) per aderire a “Teatro per gioco”, un evento a cui partecipano cinque sodalizi della provincia, impegnati in un’iniziativa benefica, con ricavato devoluto all’acquisto di giochi per bambini da installare nei parchi valenzani. Noi presenteremo “La pausa caffè – Il trailer”, ovvero una riduzione, decisamente significativa, della commedia “La pausa caffè”, che debutterà venerdì prossimo a Rivarone. Con me sul palco Massimo Bosia, Cesare Langosco, Paolo Tafuri, Marina Roncati, Doriana Bellinaso, Valter Nicoletta e Franco Mordiglia (dietro le quita, Giancarlo Devidi e Lidia Mordiglia), tutti  alle prese con un copione inedito che rimarrà un “unicum”. Un motivo in più per invitarvi…