Mese: maggio 2016

Solo per vederli passare

Non bisogna scomodare i miti, né per forza di cosa citare Coppi o Bartali, Girardengo o Malabrocca, colui che battagliava per arrivare ultimo, con l’imperativo di non sforare oltre il tempo massimo. Nemmeno è necessario ricordare le imprese di Gimondi e Merckx, Moser, Saronni, Pantani… Non è il caso neppure di elencare le salite che hanno fatto la storia di quello che forse è lo sport più bello del mondo, interpretato da uomini che s’arrampicano sul Tourmalet o sul Colle delle Finestre, sul Pordoi o sul Galibier, sulla Lombarda, sul Mortirolo o sul Colle dell’Agnello, dove venerdì c’ero anch’io “per vederli passare”. Ore di macchina, poi salita a piedi. Due giorni investiti per uno spettacolo durato, tutto sommato, mezzora, inclusa la carovana fatta di moto della polizia, auto degli sponsor e venditori di magliette. Il ciclismo è fantastico per le imprese dei campioni ma anche per la massa infinita che segue una disciplina fatta di muscoli prima ancora che di strategia, anche se, in tempi recenti, certe vittorie si costruiscono a tavolino e col gioco di squadra. Sul Colle dell’Agnello è stata festa per migliaia di persone, molte delle quali arrivate in bicicletta fin là in cima, o in prossimità della stessa, tra pareti di neve e ghiaccio. Giovani e anziani, magri e grassi, maschi e femmine, atletici e imbolsiti: nessuno che badasse al cronometro, ma tutti che volevano partecipare, anche pedalando, a questa festa popolare che fa spesso da contorno allo sport delle asperità e degli sprint. E, al Colle, mica c’era l’arrivo di tappa. I corridori scollinavano, e via, verso la Francia. Né si immaginava, noi, che quella frazione, partita da Pinerolo, sarebbe stata decisiva, con la caduta del leader della classifica  e il successo di Nibali che, il giorno successivo,  avrebbe indossato la maglia rosa, portandola fino al traguardo di Torino. Straordinario lui, straordiario il Giro d’Italia, straordinario questo sport che è pathos e sudore, passoione e delirio collettivo. Macchiarlo col doping è come dare un calcio alle emozioni, è tradire chi  è innamorato. E’ uccidere i sentimenti, calpestarli, buttarli al macero. E’ fare sentire idioti noi che siamo saliti lassù, solo per “vederli passare”. E che torneremo, non importa per vedere quale campione o qualche gregario: ci basterà esserci.

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Cosa può regalare lo sport

Una gran parte dei  moltissimi amici è legata al calcio. E’ gente con cui ho giocato, sia con che contro, con cui ho discusso o della quale ho avuto modo di raccontare quando, per il giornale, mi occupavo di sport. Ho conservato solidi legami e parecchi ricordi. Sabato ne ho rinverditi, rispondendo all’invito fattomi dal Felizzano, che ha chiamato le cosiddette  vecchie glorie per un ritrovo di quelli che, negli ultimi 40 anni e anche oltre, hanno indossato la casacca biancazzurra. Insomma, ho partecipato  anche io.  A descrivere  le sfumature, c’è da cadere nella retorica e perdersi nella nostalgia. Vi risparmio il supplizio. Mi piace solo dire che il calcio  mi ha regalato amicizie. Tra i buoni motivi per fare sport (non importa quale disciplina) c’è da considerare anche questo; sono sentimenti che vanno al di là di una vittoria, di una sconfitta, di una soddisfazione, di una delusione. E’ un patrimonio che non è fatto di trofei, ma che resta per sempre  (senza prendere polvere).

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L’elogio della necrologia

Invitato quale “ospite d’onore” alla serata del Kiwanis e indotto a parlare “per 20 minuti di quello che vuoi” (così mi dissero), mi sono cimentato nell’elogio della necrologia. E’ successo ieri. Dopo un iniziale e comprensibile scoramento, il pubblico mi ha seguito e credo, infine, che abbia condiviso le mie idee. Così riassumibili. La necrologia – uno dei fondamenti del giornale locale – è la certificazione del legame di un lettore con un territorio: con la necrologia, certamente, si vuole rendere omaggio al defunto, ricordarlo e farlo ricordare, ma è anche un modo per sancire il “senso di appartenenza”, che poi è l’essenza del periodico  locale, tanto più di questi tempi frettolosi in cui – come ci hanno spiegato di recente – i tanto innovativi  Facebook e Twitter sono già fuori moda, perché rimpiazzati, ad esempio, dagli spot e dai brevi filmati di  Snapchat, la chat che non consente di salvare le foto e che cancella automaticamente i messaggi appena letti (o quasi). Lunga vita alla necrologia e a tutto quello che ci dà senso di appartenenza e rende la società un po’ meno liquida. Ai commensali del Kiwanis ho raccontato anche altro (20 minuti… approfittiamone), sempre in tema di giornali, chiudendo l’intervento con “l’articolo che avrei voluto pubblicare”, ovvero un racconto dedicato ad Alessandria che ha perso il vecchio ponte ma non l’atteggiamento, un po’ superficiale, di certi suoi abitanti. Infine: grazie a Gianni Barosini per avermi invitato e a Luciano Giacomini per la targa a ricordo della serata, per me molto piacevole.

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Intenso weekend cominciato in anticipo

Va in archivio un weekend decisamente intenso, cominciato… molto prima. Mercoledì il “Salotto del mandrogno”, giovedì l’appuntamento mensile con al “cena teatrale” al ristorante Quarantuno di Alessandria, venerdì la commedia alla Casetta, sabato il Cervellone a Quattordio. Non poteva non finire che con lo sport. E, dunque, ieri, torneo di calcio inserito nella coinvolgente Festa dello sport organizzata dallo Sporting Fubine. Insomma, non ci sia annoia. E, a quanto pare, non si è annoiato neppure il pubblico che ha assistito al “Paradiso del procione”, la commedia che abbiamo presentato alla Casetta di Alessandria, un luogo a me molto caro perché da 14 anni ospita il “Salotto” che conduco. Ora il “Procione” si prende una pausa: dopo tre weekend consecutivi di repliche, un break ci vuole: ci ritroveremo il 26 giugno a Felizzano, nella splendida cornice di piazza Paolo Ercole. Piccola pausa anche per “Calci al pallone”, la trasmissione in onda il lunedì mattina su Radio Voce Spazio. Riprenderemo il 6 giugno e saremo in onda tutte le settimane per commentare gli Europei di calcio.

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“Il paradiso del procione” alla Casetta

Sarà un po’ come sentirsi a casa… perché si è alla Casetta. Stasera, venerdì 20, io e  la Compagnia Teatrale Fubinese, torneremo al circolo di via San Giovanni Bosco, Alessandria, per proporre la nuova commedia “Il paradiso del procione” (si comincerà alle 21.15, ingresso gratuito). Siamo impegnati per il terzo weekend consecutivo: significa che c’è voglia di teatro e, soprattutto, di divertirsi. Noi speriamo, stasera, di offrire un’occasione di svago e risate. I presupposti ci sono, come dimostrato nelle precedenti repliche (a Lu, Fubine, Piacenza e Sarezzano). Insomma, siamo contenti di come sta andando e ci auguriamo di migliorare sempre e di soddisfare chi investe due ore “per noi”. Spero  che, stasera, siate in molti a farlo.

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Viotti, dall’Europa al Villaggio Europa

Consigliere di circoscrizione prima, poi consigliere comunale, segretario del Pd… ora eurodeputato con un’esagerazione di preferenze. Daniele Viotti, ieri, ha lasciato Bruxelles per arrivare ad Alessandria e partecipare al “Salotto del mandrogno” dall’Europa al Villaggio Europa, dunque. Gliene sono infinitamente grato. Con la chiarezza espositiva ben nota e la lucidità di pensiero (si può condividere o meno, ma è sempre apprezzabile), l’onorevole ha intrattenuto il numeroso pubblico della Casetta parlando della sua attività a Bruxelles, del Governo Renzi (è critico, lo invita a essere più determinato, si augura duri fino al 2018), della necessità di micro interventi rispetto a proteggi faraonici  (“la Tav è stata pensata 20 anni fa e sarà realizzata tra 20; sarà ancora utile? Ha senso parlare di ponte sullo Stretto, quando a Messina manca l’acqua?”), di unioni civili, diritti delle persone, uguaglianza. E’ stato un interessante protagonista della serata, insieme a Vittorio Ferrari, presidente dell’Ascom, agli eccezionali musicisti Elisabetta Gagliardi e Nicola Bruno, a Enzo Abello e Antonio Traversa del Club Bordino e a Gian Domenico Solari, regista e attore dello spettacolo di politici e ospedalieri (il 7 giugno all’Alessandrini). Ho trovato la serata decisamente interessante, ricca di spunti, con la consueta partecipazione di Franco Rangone, Gianni Naclerio, Ugo Boccassi e Gianni Pasino. La potrete riascoltare venerdì alle 21 su Radio Gold. Tra l’altro: stesso giorno, stessa ora, io tornerò alla Casetta con la Compagnia Teatrale Fubinese per proporre la commedia “Il paradiso del procione”. Vedete un po’ voi…

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Mercoledì 18 il Salotto: gli ospiti

Vittorio Ferrari, nuovo presidente dell’Ascom; Gian Domenico Solari, organizzatore dello spettacolo  politici; la cantante Elisabetta Gagliardi col bassista Nicola Bruno; l’eurodeputato Daniele Viotti; i promotori del circuito di auto storiche Bordino sono gli ospiti del “Salotto del mandrogno”, il talk show che ho il piacere di condurre, con la collaborazione dei musicisti Franco Rangone e Gianni Naclerio e le “pillole di saggezza” di Gianni Pasino e Ugo Boccassi. Appuntamento a mercoledì 18 maggio, alle ore 21.30, al circolo Casetta di via San Giovanni Bosco, Alessandria (ingresso gratuito). Sarà una serata interessante, in cui  argomenti di grande attualità si alterneranno alla musica e alla comicità. Io vi aspetto, insomma. E, se vorrete, venerdì 20 alle 21, Radio  Gold 88.8 trasmetterà lo show in differita.

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Alpini, l’appartenenza e la festa

Asti si prepara all’adunata degli Alpini. Ne attende più di 400.000 e sarà un grande evento in una città che è abituata all’accoglienza, anche se stavolta non si tratta né di Palio né di Festival delle sagre, ma di una qualcosa di decisamente più coinvolgente. Quando ho saputo che Alessandria aveva fatto richiesta per ospitare il raduno, e che la domanda è rimasta “congelata” per qualche mese, prima di venire bocciata perché non supportata a sufficienza dalla politica (così risulterebbe, a sentire gli Alpini), mi sono rammaricato. E come me altri ai quali ho raccontato (per iscritto, sul giornale) la notizia. Peccato. Sarebbe stata una bella prova per questa città che è sempre in agonia ma che, talvolta, sa incendiarsi positivamente, facendosi prendere dall’entusiasmo. L’occasione è stata persa, per la soddisfazione dei soliti  che si sarebbero lamentati per la chiusura delle strade causa passaggio delle ‘penne nere’. Comunque, tocca ad Asti. E sarà un trionfo. Con gli Alpini è sempre così: loro aggiungono festa alla festa. A volte c’entra il vino, a volte la semplice voglia  di baldoria e sorrisi. Gli Alpini, poi, convincono per la solidità dei sentimenti, l’abnegazione, la fierezza e il senso di appartenenza. E’ una cosa nobile, questa. Chi non è superficiale lo può capire.

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Fiocco rosa: nata rassegna teatrale

La nascita di una rassegna teatrale è un lieto evento da salutare  con il dovuto entusiasmo. A Sarezzano, nel Tortonese, da sabato sarà soddisfatta la voglia di teatro, grazie alla Sms e, per quanto ne so io, all’intraprendenza di Francesca Pasino, con la quale ho avuto molti contatti, ultimamente, perché la “mia” Compagnia Teatrale Fubinese avrà l’onore di aprire il cartellone: lo farà sabato 14, con la commedia “Il paradiso del procione”.  Il 21 maggio sarà la volta del Piccolo Palco di Alessandria con   “Gli allegri chirurghi” di Ray Cooney, mentre il 28,   gli Amici di Montemarzino porteranno in scena la “Donna che balla” di Alberto Contardi. Gli spettacoli cominceranno alle ore 21 e saranno a offerta libera. Mi auguro una partecipazione significativa: se così fosse, vorrebbe dire vincere una scommessa, nata in un piccolo paese dove non ci si vuole arrendere all’apatia e dove c’è chi, per fortuna, aderisce all’appello di chi invita a spegnere la tivù e andare a teatro. Alla mal parata, c’è sempre il videoregistratore…

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La gara a chi ruba di meno

A un mese dalle elezioni amministrative che interessano (anche) le quattro principali città italiane e a qualche mese da un referendum probabilmente decisivo per il Governo Renzi, assistiamo – ancora  una volta – all’intervento della magistratura contro i politici ai quali, evidentemente, la parola “tangentopoli” non dice proprio nulla e ciò che  è successo a inizio Anni Novanta non ha  fatto alcun effetto. Fatto salvo che fin che la Giustizia non compie il proprio corso, vale la presunzione di innocenza, resto seriamente preoccupato dalle accuse che, in sintesi, si stanno muovendo a vicenda Pd e Movimento Cinque stelle; entrambi i partiti sono impegnati a ricordare le malefatte altrui, a scagionare se stessi (o almeno a mitigarne le colpe)  e a spiegare di avere, comunque, rubato di meno dell’avversario. Noi, che siamo semplicemente opinione pubblica, possiamo avere la pretesa di  una classe politica incorrotta e incorruttibile? Possiamo indignarci di fronte a gente che, anziché preoccuparsi di non rubare, accusa l’altro di avere rubato di più? E, infine: possibile che il recente e burrascoso passato sia trascorso invano, senza insegnare nulla?

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