Mese: luglio 2017

I piccoli paesi e i grandi della musica

billy branch

Sono reduce da uno strepitoso concerto a Frascaro, dove, supportato da un gruppo di musicisti di grande livello, ha suonato Billy Branch, uno dei migliori bluesman americani (lo assicura Gabriel Delta, un’autorità del settore). E’ stato uno spettacolo straordinario, reso possibile grazie all’impegno di Cristina Di Sciorno che, qualche anno fa, si innamorò di Frascaro, acquistò casa e nel suo giardino, in tempi recenti, ha allestito un palco e messo tavolini, affidando l’illuminazione alle torce. Suggestioni, emozioni, bel clima. E poi il concerto che, indirettamente, valorizza un paese dove di solito le cose non nascono per caso, ma perché le si programma. E, a proposito di grandi personaggi e piccole località, stasera  a Borgoratto suonerà Ian Paice, batterista dei Deep Purple (evento benefico a sostegno della Lilt). Quando si concretizzano questi binomi, mi pare sempre un qualcosa di miracoloso. In realtà non è così. Viviamo in una zona “ricca di cose” e non si fa fatica a trovare chi le sa apprezzare. Paice e Branch compresi.

Un paese, il teatro, un museo

Domenica siamo andati a Viarigi per recitare e abbiamo trovato un luogo incantevole, ai piedi della torre. Si salgono scale ripide e si arriva su un prato, con palco annesso. Ho preteso non si mettessero quinte: era troppo bella così, da sola, la scenografia. Un po’ rustica, un po’ demodée, molto suggestiva. E, accanto, un museo, uno dei molti dedicati alla civiltà contadina. Ma questo è ordinato, curato bene, razionale, zeppo di curiosità. Vi capitasse, andate a vederlo. Chiedete dell’associazione Retrò, la sede è nell’ex canonica. Poi, naturalmente, c’è stata anche la commedia, quella della Compagnia Teatrale Fubinese, intitolata “I canonici”. Abbiamo trovato anche un pubblico desideroso di divertirsi. E pensiamo che il desiderio sia stato esaudito…

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“Canonici” domenica a Viarigi (con novità)

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Una novità nel cast della commedia “I canonici”, che la Compagnia Teatrale Fubinese proporrà domani, domenica 23 luglio, alle ore 21.15 a Viarigi (Asti), nel cortile dell’associazione Retrò (ex canonica). Sarà dei nostri anche l’amico Valter Nicoletta, che abbiamo chiamato a rimpiazzare Angelo Balestrero, purtroppo in non perfette condizioni di salute. Nulla di grave: abbiamo dato appuntamento ad Angelo per altre serate. E gli auguriamo pronta guarigione,  Intanto, a Viarigi, torna con noi Valter, sempre disponibile in caso di necessità; aggiungerà “del proprio” a uno spettacolo che ci sta dando grosse soddisfazioni. Per chi non l’avesse ancora visto, un’altra opportunità, prima di una pausa che crediamo di meritarci.

Corrida, ci stiamo preparando

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C’è voglia di partecipare, di divertirsi, di condividere. Lo si farà, anche quest’anno, in una serata speciale, quella della “Corrida” che torna nell’ambito della festa patronale di Fubine, sulla scorta del successo del 2016. L’appuntamento è per martedì 1 agosto, ai campi Cerrina. La Compagnia Teatrale Fubinese sta lavorando sodo per proporre uno spettacolo adeguato alle attese. E, posso annunciarlo fin d’ora, oltre a “inevitabili conferme”, avremo nuove proposte che garantiscono divertimento. Non solo: per la prima volta, il cast sarà impreziosito dalla band che, dal vivo, accompagnerà quelli che vorranno cantare. Non vi anticipo altro, per ora. Ma voi state pronti al peggio.

 

Ciao Giulia

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Giulia Russo è morta nell’età dei sogni. Aveva 14 anni e se l’è portata via un tumore al midollo che s’abbatté sul suo piacere di giocare a pallone, sulla voglia di scrivere racconti, di disegnare. Il destino non si impietosisce neppure di fronte alle virtù. Quando decide di colpire, lo fa. Stavolta se l’è presa con una ragazzina che, nelle ultime settimane, ha deciso di mettere per iscritto le sue sventure. E sono parole commoventi, ma anche un carico di speranza e riflessioni che inducono a riconsiderare i valori della vita. Giulia lascia i genitori, un fratellino e un’eredità fatta di parole e disegni, un tesoro che non consola ma che ci conferma che siamo stati fortunati ad averla conosciuta.

Il paese che fa un sacco di cose

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Ieri sera Borgoratto ci ha riservato, come sempre, una grande accoglienza. Mi piace il fatto che un paese piccolo riesca sempre a proporre spettacoli ed eventi. Prima la riuscitissima sagra degli gnocchi, ieri e venerdì prossimo il teatro, il 29, addirittura, Ian Paice, batterista dei Deep Purple. C’è voglia di fare. La Compagna Teatrale Fubinese, ospite per l’ennesima volta sul palco di piazza Roma, non può che ringraziare ed essere compiaciuta. I nostri appuntamenti continueranno: proporremo la commedia “I canonici” la sera di domenica 23 luglio a Viarigi (Asti). Il 4 agosto, poi, io, Maurizio Ferrari e Massimo Faletti saremo a Frascaro per uno show di musica e cabaret. Poi una pausa fino a inizio settembre.

Venerdì “I canonici” a Borgoratto

Canonici Teatro (1)

La Compagnia Teatrale Fubinese torna in scena venerdì 7 luglio alle ore 21.15 a Borgoratto Alessandrino, paese che è solito ospitarci con grande calore, grazie soprattutto al sindaco Simone Bigotti e all’assessore Lorenza Randi. Proporremo la commedia “I canonici”, dedicata alla genesi del quadro “I canonici di Lu”, dipinto nel 1748 da Pier Francesco Guala e conservato, dallo scorso settembre, al Museo di arte sacra di Lu. Vi aspettiamo in piazza Roma (ingresso libero) per una piacevole serata; sul palco con me ci saranno Maurizio Ferrari, Massimo Bosia, Paolo Tafuri, Franco Mordiglia, Giuseppe Balestrero, Gian Pietro Brusasco, Franca Reposio, Marina Roncati, Claudia Capra e Angelo Balestrero.

Il ricco immaturo

MILAN, ITALY - AUGUST 21:  Gianluigi Donnarumma of AC Milan salutes the crowd at the end of the Serie A match between AC Milan and FC Torino at Stadio Giuseppe Meazza on August 21, 2016 in Milan, Italy.  (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)

Ho sempre pensato che Gigio Donnarumma, tutto sommato, fosse vittima (strapagata) di un sistema sufficientemente sbagliato, ma perfettamente italiano. Consigliato da chi ne sa più di lui (l’invidiato Mino Raiola), ha prima fatto sapere al Milan che non avrebbe rinnovato il contratto, salvo poi tornare sui suoi passi dopo avere alzato la posta ed essersi assicurato, a 18 anni, un faraonico contratto pluriennale che prevede pure – e questo è il topos dell’italianità – l’ingaggio del fratello più scarso. Pur indignato per certe cifre, che comunque – pare – fanno parte del gioco, mi sento ti perdonargli tutto, nella certezza  che sarà uno dei portieri più forti dell’Italia contemporanea. Non posso sopportare, però, che abbia rinunciato all’esame di maturità, previsto per domani, preferendo anticipare le vacanze a Ibiza. Non avrà problemi di trovarsi un lavoro, Gigio, né grane economiche, né la necessità, dunque, di studiare per forza. Ma poiché i calciatori, specie se da copertina, sono esempi, l’aver preferito Ibiza alla scuola (di più: all’atto conclusivo della carriera scolastica) è una stupidaggine colossale che piacerà soltanto a quelli che hanno come modello Mino Raiola,  ex pizzaiolo  diventato ricchissimo non per studio ma per arguzia e sfacciataggine sotto forma di capacità imprenditoriali.

Il Fantozzi che c’è in noi

E’ notizia di oggi che due dipendenti pubblici timbravano il cartellino e se ne andavano a farsi gli affari propri. Un qualcosa del genere (con molte più persone coinvolte) è stato raccontato anche pochi giorni fa. Insomma: non perdiamo il vizio. Muore Paolo Villaggio, trascinando con sé il ragionier Ugo Fantozzi, e capiamo quando quella “maschera italiana” (citazione da Fabrizio Buratto, mio amico alessandrino che a Fantozzi ha dedicato la tesi di laurea e un libro) sia effettivamente “dentro” di noi. Va da sé che non bisogna generalizzare, ma è altresì chiaro che se, all’alba degli anni Settanta, Villaggio ebbe una spettacolare intuizione, significa – come raccontò più volte  – che il mondo degli impiegati lo conosceva bene, sotto molte sfaccettature. E, vista la cronaca, non è che l’andazzo sia mutato così tanto. Villaggio è stato un genio. E noi con Fantozzi abbiamo riso a crepapelle perché in lui ci siamo sempre, in qualche modo,  immedesimati. Le esagerazione fanno parte della fiction, ma sotto sotto c’è una realtà in cui diventiamo  protagonisti noi che cerchiamo di fare i furbetti, ma che dobbiamo, alla fin fine, confrontarci con quella nuvola carica di pioggia, che spesso ci accompagna.

fantozzi

Salvate il soldato Bonolis

L’argomento di oggi è Vasco Rossi. E ne prendo atto, adeguandomi. 220.000 persone al Modena Park, un ambaradan pazzesco, con diretta televisiva (pur non integrale) e pure nei cinema. E poi sui social tutti a commentare, qualcuno che si indigna, qualcuno che ammette di essere rabbrividito con “Vivere”, qualcuno che confessa di essersi innamorato con “Albachiara”, qualcun altro che ne ricorda il passato turbolento, come se c’entrasse…  C’è chiede meno soldi per Vasco e più per i terremotati, chi parla di playback e chi sostiene che, comunque, Vasco abbia fatto un grande regalo a chi ama davvero la musica. Io, che son comunque pro Vasco, voglio qui difendere non la rockstar ma il povero Paolo Bonolis che ha avuto l’ingrato compito, durante il concerto su Raiuno, di parlare e raccontare mentre quell’altro cantava. Bonolis, stimato professionista (poi può non piacere, s’intende; a me a volte fa venire mal di testa), ha avuto quel compito specifico: commentare un evento che, per varie ragioni di contratti, non sarebbe potuto andare in diretta integralmente. Gli hanno detto di parlare e lui ha parlato, profanando il tempio della musica. Bonolis non ha sbagliato, anzi era pure preparato; semmai ha sbagliato la Rai che ha ragionato all’insegna del “vorrei ma non posso”: non era obbligatorio trasmettere il concerto di Vasco. Mandarlo a spizzichi è stato un po’ come trasmettere la diretta di una partita e interromperla di continuo con filmati dedicati all’infanzia dei calciatori protagonisti.

Vasco Rossi ride durante il concerto di ieri sera a Modena  (ANSA/ALESSANDRO DI MEO)

Vasco Rossi ride durante il concerto di ieri sera a Modena
(ANSA/ALESSANDRO DI MEO)