Mese: dicembre 2018

Teatro, l’anno finito e quello che inizia

Sala gremita, pubblico entusiasta, qualcuno addirittura ha confessato di avere pianto dal ridere. Venerdì, a Vignale, la Compagnia Teatrale Fubinese ha chiuso il 2018 di spettacoli con “Va là che vai bene”, la proposta musical-cabarettistica che porto in scena con Maurizio Ferrari e Massimo Faletti, ottimi partner di palcoscenico. Grazie all’Avis che ci ha invitato e a tutti gli intervenuti, che ci hanno gratificato permettendoci di chiudere alla grande un anno che ci ha dato molte soddisfazioni. Nel 2018, infatti, abbiamo riproposto “I canonici” e portato in scena “Si siamo aggiustati tutti bene”, due commedie che, pare, sono molto gradite, Non le abbiamo certo accantonate. Anzi, le riproporremo anche nel 2019, l’anno de “La pausa caffè”, la nostra nuova pièce che debutterà ad aprile. Per la fine di giugno, invece, renderemo omaggio al conte Emanuele Cacherano di Bricherasio, nel 150esimo della nascita, con uno spettacolo “ad hoc”. E Fubine Ridens? La nostra rassegna continua: prossimo appuntamento il 12 gennaio, nel Teatro dei Batù di Fubine con la Compagnia Al Bacio di Milano e la commedia “Due belle Roberte”. Se avrete la bontà di seguire questo sito, vi terrò aggiornati, anche sulla musica e il cabaret (col ritorno dei Valter Ego). Chiudo ringraziando il presidente Massimo Bosia, senza il quale molte cose sarebbero diverse, e tutti quelli che ci aiutano e continueranno a farlo.  Infine,  vi auguro  un 2019 sereno. D’altronde, la Compagnia Teatrale Fubinese un po’ di serenità cerca sempre di portarla.

L’ultima dell’anno, a teatro

Come (piacevole) consuetudine, la Compagnia Teatrale Fubinese concluderà le “fatiche” dell’anno a  Vignale Monferrato. Lo faremo venerdì  28 dicembre, alle ore 21.15, nell’aula Cavour di piazza del Popolo. Io, Maurizio Ferrari e Massimo Faletti saremo lieti di proporre il nostro spettacolo di musica e cabaret, rivisto e adattato per l’occasione, con alcune gag nuove di zecca (ad esempio, debutteranno i Ricchi e Poveri…), incastonate in un repertorio collaudato. Vi aspettiamo per divertirci insieme e augurarci buon 2019. E un grazie all’Avis che ci ospita!

Il bello del Natale

A me è toccato scrivere del brutto, ma se mi avessero assegnato il racconto sul “bello del Natale” avrei anche io, come ha fatto Maurizio Neri (vedasi “Il Piccolo” di venerdì 21), raccontato di chi fa qualcosa per gli altri. E lo fa tutto l’anno, senza aspettare per forza il periodo che ci invita a essere più buoni (ma perché, poi?). Ho scelto di pubblicare questa foto che ho scattato sabato: stiamo raccogliendo viveri da inviare nella missione che l’associazione L’Abbraccio di Fubine gestisce in Benin. Non è un’iniziativa natalizia: L’Abbraccio funziona sempre, non foss’altro perché  laggiù in Africa le emergenze sono quotidiane. Il successo della raccolta cibo (che avrà un seguito tra qualche settimana, a quanto pare) è dovuto alla generosità di molti, che ringrazio. Nel mare magnum del disinteresse, qualche buon cuore spicca: lo fa per chi è in Africa, ma anche per i tanti connazionali che non se la passano bene, per chi è malato, per chi ha semplicemente bisogno di un sorriso. Io sono convinto che aiutando gli altri si aiuta se stessi. Ed è bello. A Natale, sempre.

Gelindo, il ritorno

Stasera, domenica, alle ore 21, il Teatro dei Batù di Fubine ospiterà “Gelindo a veglia”, spettacolo natalizio diretto dal compianto Luciano Nattino. Organizza il Comune e l’ingresso è gratuito. Gelindo a Fubine è una piacevole tradizione, anche se interrotta più volte. La memoria va al 1976 quando, per reperire denaro finalizzato all’acquisto di una casetta da devolvere a una famiglia del Friuli martoriato dal terremoto, un gruppo di volonterosi portò in scena la “cumedia”, su un testo rivisitato da Vanda Bonelli. Senza quell’iniziativa benefica, la “storia teatrale” di Fubine sarebbe stata probabilmente diversa. Grazie a quel gruppo, nel 1981 sarebbe nata la Compagnia Teatrale Fubinese. Gelindo continuò per qualche anno, venne interrotto, poi ripreso. Il vecchio teatro del Ponte, ora dei Batù, ospitò decine di attori provetti. Ci sarebbe da raccontare molto, includendo anche i “sunadur dal ravi”, gruppo folk nato anch’esso con quell’esperienza del 1976. A Renzo Rollino, il “Gelindo storico”, dobbiamo tutti qualcosa. Stasera, probabilmente, sarà in platea. E a tanti di noi affioreranno ricordi.

Solo oggi il mio libro in regalo

A partire dalle 9 di stamani, venerdì, e fino alle 9 di domani, sabato, il mio libro “Il raduno dei Gramigna” sarà scaricabile gratuitamente. Non avete da fare altro che cliccare qui:

 

 

 

Copiatelo, spargete la voce, e cercate di trascorrere un Natale sereno con un omaggio che vi facciamo io e le Edizioni della goccia, al cui sito (www.edizionidellagoccia.it) potete rivolgervi per informazioni e acquisti.

Se volete saperne di più del libro, cercate le info su questo sito (alla voce: Libri)…. E cercate di trascorrere un buon Natale

Al Salotto, risate e commozione

Ci siamo commossi e abbiamo riso. Abbiamo cantato e riflettuto. Degustato cioccolato e bevuto Barbera. Abbiamo trascorso una piacevole serata, credo, al circolo Galimberti. Un paio d’ore fa si è chiuso  “Il Salotto del mandrogno”, ultima puntata del 2018. Riprenderemo a gennaio, sperando di avere ancora dalla nostra un pubblico numeroso come quello di ieri. Se lo spettacolo è piaciuto, molto merito va ad Angelo Bosio, Paolo Bianchi, Mimi Arabi, Pierluigi Prati, Benedetta Ruffato, Giovanni Tissone, Elena Biorci, Filippo Terranova, Massimo Torchio (coi suoi musicisti), ma anche Franco Rangone, Gianni Naclerio, Ugo Boccassi e Gianni Pasino. Tutti hanno contribuito all’evento, incentrato stavolta sul connubio barca-bellezza. Se vi sfugge il legame, potete sempre sintonizzarvi su Radio Gold (88.8 e 89.1) venerdì dalle 21, quando lo show andrà in replica. Per ora, grazie a tutti, incluso Tony Frisina per la foto. E, naturalmente, buone feste.

Salotto di barca e bellezza

La ragazza della foto si chiama Mimi Arabi: arrivò in Italia con un barcone, insieme a molti profughi. E’ riuscita a riscattarsi, a trovare un lavoro, a mettere su famiglia. E’ stata finalista di “Miss Alessandria”. Racconterà la sua straordinaria storia stasera, mercoledì, alle ore 21.30 al “Salotto del mandrogno”, talk show che si svolgerà al centro di incontro Galimberti, in via Pochettini 3, ad Alessandria (ingresso libero). Il mezzo di trasporto che farà da filo conduttore alla puntata sarà la barca; ecco perché avrò il piacere di ospitare il barcé Angelo Bosio (che è riucito a risalire il Po contro corrente, remando) e la skipper Elena Biorci. E poi ci saranno Benedetta Ruffato (“Miss Alessandria 2018”), Filippo Terranova, Pierluigi Prati, presidente di Alexala, il cantante Massimo Torchio e Paolo Bianchi, agricoltore che promuove progetti in carcere. Finale con Malvasia, cioccolato e… auguri natalizi. Vi aspetto!

Telethon, noi ci siamo

La Compagnia Teatrale Fubinese è, ancora una volta, al fianco di Telethon, la grande organizzazione che promuove la ricerca scientifica per la cura delle malattie genetiche. Grazie alla disponibilità della farmacia Morando di Fubine, che ci ospita, esponenti della Compagnia si alternano per la vendita dei cuori di cioccolato: 10 euro da devolvere a Telethon. Siamo in farmacia ormai da qualche giorno e, per fortuna, gli “affari” stanno andando bene. Chi volesse dare un contributo, garantendosi ottimo cioccolato firmato Caffarel, non ha che da venirci a trovare, in corso Aldo Porro. Naturalmente, sono molti i modi per sostenere Telethon: il più semplice è inviare un sms al 45510, cosa possibile fino al 31 dicembre. Grazie a chi ci ha già dato una mano e a chi vorrà darcela.

Sarà un “Salotto” in barca

La barca sarà il mezzo di trasporto di cui ci occuperemo nella prossima puntata del “Salotto del mandrogno”. L’appuntamento è per mercoledì 19 dicembre, alle ore 21.30, al centro d’incontro Galimberti di via Pochettini, Alessandria, che ci ospiterà per la terza puntata di questa 17esima edizione. Avremo ospite Angelo Bosio che si è costruito una barca speciale per risalire, remando, il Po, dalla Laguna a Valenza; Elena Biorci, skipper che accompagna turisti amanti della barca a vela; Mimi Arabi, originaria del Ciad, giunta in Italia sul barcone insieme ad altri profughi. Racconterà la sua storia, il passato turbolento e un presente luminoso: è stata anche una delle finaliste dell’edizione 2018 di “Miss Alessandria”. A proposito: tra gli altri ospiti (di cui presto vi racconterò) ci sarà anche la vincitrice, Benedetta Ruffato. Vi aspetto… e vi attenderanno anche una degustazione di Malvasia di Casorzo e cioccolato firmato Giraudi.

Cose di calcio (da Radice a Platini)

Non ho capito perché, prima che di disputasse la partita,  si è cercato di caricare di straordinari significati Juventus-Inter di ieri, comunque non importa.  Mi interessa scrivere di altro: ad esempio che, con l’esonero di Juric e l’ingaggio di Prandelli sulla panchina del Genoa, la serie A ha tutti allenatori italiani. Ci avete fatto caso? Secondo me, comunque, è un buon segno. Così come è confortante che il campionato (e grazie a Mancini che se n’è accorto) stia mettendo in vetrina giovani italiani molto interessanti. Ieri ci ha lasciato Gigi Radice, allenatore dell’ultimo Torino scudettato e di quello che lo scudetto lo perse  facendo 50 punti. Un grande personaggio che, da rivale, ho apprezzato. E’ stato uno dei protagonisti del calcio della mia giovinezza, e non vi sto a tediare dicendovi perché era meglio.  L’immagine di quel periodo (della mia giovinezza, si capisce) è legata a Platini che si sdraia sul prato di Tokio ritenendo ingiusto l’annullamento di un gol nella finale della Intercontinentale che la Juventus vinse contro l’Argentinos Junior. Era l’8 dicembre 1985. A 33 anni di distanza, si discute di altri argentini, quelli di Boca e River, costretti a giocare (domani) la finale della Libertadores a Madrid, per motivi di ordine pubblico. La coppa che celebra la liberazione dal dominio spagnolo trasloca in Spagna. Solo il calcio può giustificare certi paradossi.