Mese: giugno 2018

Anche Quattordio si aggiusta bene

Poche righe per ringraziare gli amici di Quattordio che, ieri sera, hanno ospitato la Compagnia Teatrale Fubinese che ha rappresentato la commedia “Si siamo aggiustati tutti bene”. Il suggestivo cortile del Comune si presta molto bene, il pubblico pare si sia divertito. La Pro loco è stata perfetta padrona di casa. E aggiungiamo pure che il clima era ideale. Torneremo in scena venerdì 13 luglio alle ore 21.30 a Borgoratto, in piazza Roma. Poi saremo a Felizzano (il 22)  e a Garbagna (il 28).

Il venerdì di “Medusa” e teatro

Oggi è un venerdì un po’ speciale. Alle 12.30, su Radio Gold (88.8 e 89.1) lanceremo ufficialmente “La medusa”, la canzone dei QMC (Quelli del Massimo consentito), nata all’interno della trasmissione “Il Massimo consentito” che, con Daniele Canuti, presento ogni  settimana. Siamo partiti un mese fa, e adesso finalmente ci siamo, grazie alla collaborazione di un po’ di miei amici (Massimo Faletti, Paolo Ratti, Maurizio Ferrari, Giancarlo Fracasso) e allo staff della radio, grazie al quale è stato prodotto un video, con le Sweet Dolls. Il video sarà in onda sul sito www.radiogold.it dalle ore 13. Se avete voglia di condividerlo, diffonderlo eccetera… fate pure.

Questo “mio” venerdì un po’ speciale proseguirà alle 18.30 al Moscardo, locale di via Volturno, dove avrò il piacere di presentare il libro di Bruno Barba “1958. L’altra volta che non andammo ai Mondiali”. E stasera, alle 21.30, a Quattordio, in piazza del Comune, la Compagnia Teatrale Fubinese presenterà la commedia “Si siamo aggiustati tutti bene”. Ingresso gratuito, vi aspettiamo.

Stasera il mio libro (poi un grande venerdì)

Ebbene, è giunto il momento di presentare il mio libro a Fubine. Stasera, giovedì, alle 21.30, in biblioteca (palazzo delle scuole, via Pavaranza) avrò il piacere di raccontarvi non solo “Il raduno dei Gramigna”, ma anche spunti “paesani” che hanno dato origine ai miei lavori precedenti (“Sognavamo le ragazze cin cin”, “Palla tonda teste quadre” e “I Promessi sposi, la Passione e il gatto che non voleva stare solo”). L’iniziativa, intitolata “Bookbine”, è un anticipo di “Foodbine”, l’evento gastronomico di sabato sera. Ringrazio il Comune, la Pro loco e la Biblioteca, in particolare Chiara Longo, Lidia Mordiglia e Stefano Barbero che si stanno prodigando per realizzare l’evento, al termine del quale ci sarà un rinfresco.

E venerdì, altri appuntamenti: alle 12.30 su Radio Gold, durante la trasmissione “Il Massimo consentito” presenteremo “La medusa”, la canzone dell’estate dei QMC (Quelli del Massimo consentito). Alle 18.30 al Moscardo di via Vinzaglio, Alessandria, avrò il piacere di colloquiare con Bruno Barba, autore del libro “1958. L’altra volta che non andammo ai Mondiali”. E alle 21,30, a Quattordio, in piazza del Comune, la Compagnia Teatrale Fubinese tornerà in scena con la commedia “Si siamo aggiustati tutti bene!” (ingresso libero).

Marco, Beppe e noi

Ho dato un volto alla fatalità (poi ognuno la chiami come vuole) in un giorno preciso di trent’anni fa. Il giorno in cui sono morti Marco Abrardo e Beppe Alcamo. Miei amici, miei compagni di pallone, quello biondo e quello moro, il mancino e quello che voleva esserlo perché lo era Maradona. Ero con loro quella sera. C’era, come ci sarebbe poi stata sempre nel periodo, la festa di Quattordio. Al rientro, l’incidente. Beppe non doveva essere in auto con Marco, ma ha chiesto di andare con lui, forse regalando la vita a chi gli ha ceduto il posto. Fatalità. Erano in cinque sul Mercedes: gli altri tre sono rimasti feriti, chi più chi meno. Chi era davanti ha ringraziato il destino che le ha fatto allacciare la cintura poco prima (non c’era l’obbligo, ai tempi). Fatalità, appunto.  Conservo una serie di ricordi di quella sera, perché ci sono precisi momenti della vita in cui è impossibile dimenticarsi   dove si era, cosa si faceva e   con chi.  Io a Marco e a Beppe penso ogni volta che, andando o tornando da Felizzano, arrivo a quella curva.  E mi dico sempre che tra l’allegria e la tragedia può intercorrere anche solo  una frazione di secondo.  Sono passati trent’anni e mi sembra ieri, quando avevamo il gruppo, ci si divertiva con poco, Marco era forte di testa e Beppe si fasciava la caviglia destra, immobilizzandola,  per essere costretto a calciare di mancino, come il ‘suo’ Dieguito. Per loro, con Massimo Faletti, scrissi una canzone, cantata da Paolo Ratti: non so se c’è ancora la  musicassetta di allora, ma nella mia mente è ancora incisa.

Su, cara gente,  cerchiamo di passarcela bene, per quello che ci è consentito.

 

(Pubblico una foto di Fubine. Che per noi era il centro del mondo)

Mondiali da orfani

Orfani dell’Italia è un’altra cosa. Ma, stando almeno ai dati Auditel, i Mondiali di calcio funzionano comunque, malgrado io abbia  la sensazione che il tifoso italiano, in questi giorni, sia più interessato agli sviluppi del calciomercato che alle gesta di Messi e Ronaldo. Probabilmente, quando si entrerà nel clou della manifestazione salirà anche l’interesse, anche se è la prima fase quella storicamente più interessante, per la partecipazione di squadre “minori” che, però, se non proprio qualità tecniche eccelse, sanno aggiungere all’evento qualcosa di interessante, almeno dal punto di vista del folclore. E’ per questo, probabilmente, che la “Gazzetta” ha deciso di sposare la causa dell’Islanda. Noi, al “Piccolo”, abbiamo invece pensato di seguire i Mondiali con Nicholas, un richiedente asilo originario del Camerun ma grande tifoso della Nigeria. Poco fa la Nigeria ha battuto l’Islanda, per la cronaca. In realtà, la mia dichiarazione di preferenza l’ho fatta in tempi non sospetti: tiro Croazia, che il sorteggio beffardo ha voluto nello stesso girone della Nigeria di Nicholas e dell’Islanda della Gazzetta. Un girone in cui i più forti sarebbero dovuti essere altri, ovvero gli argentini, con Messi, Aguero e campioni assortiti. I quali, però, al momento hanno deluso, offrendoci un’altra sorpresa, dopo la frenata iniziale del Brasile e lo stop della Germania. Il Mondiale funziona anche per questo. E il calciomercato  può attendere. Forse.

La cena per dirci arrivederci

Ieri ci siamo ritrovati a cena ed è stato un bel modo per chiudere la 16esima edizione del “Salotto del mandrogno”. Riferisco le parole di Anna, nostro punto di riferimento al circolo La Familiare, che ci ospita da un anno e mezzo: “Ti ringrazio per avermi fatto conoscere questo spettacolo che, adesso, seguirò sempre”. Credo sia un bel premio, non tanto per  me quanto per tutti quelli che si prodigano per la messa in scena del talk show. I miei ringraziamenti li trovate in un post precedente.  Con questo voglio solo augurare buona estate a chi si è dato da fare per il “Salotto” e al pubblico che ci ha sempre seguito con attenzione. Ci rivedremo in autunno, credo. Quella di ieri era l’ultima cena, ma solo per stavolta.

Corrida fubinese, il ritorno

La Corrida fubinese torna… a casa. Dopo due anni in cui è stata ospite nell’ambito della festa patronale, il nostro spettacolo dei “dilettanti allo sbaraglio” riparte da piazzetta Mortara, nel cuore del paese. Succederà martedì 24 luglio, alle ore 21.30, con la regia della Compagnia Teatrale Fubinese. Le iscrizioni sono già aperte: cerchiamo barzellettieri, cantanti, ballerini, fantastisti… e, in generale, gente che abbia voglia di divertirsi con noi. Ovviamente è tutto gratuito. Contattatemi: massimobrusasco@libero.it e vi spiegherò i dettagli.

L’ora del grazie

Il “Salotto del mandrogno” ha concluso martedì la sua 16esima stagione. Significa 150 puntate, o qualcosa del genere. Significa che sul nostro palco sono passate decine e decine di persone. Significa che, attorno a questo talk show, c’è gente che si impegna. Io sono solo quello più in vista. A bocce ferme e riflettori spenti, è il momento dei grazie. Comincio per forza da Piera Raiteri che, nel 2002, ideò lo spettacolo e ancora adesso lo sostiene da “mamma” di questa bizzarra creatura che nasce una volta al mese-. Un grazie poi ad Anna e a tutto lo staff della Familiare, nuova e accogliente sede; a Gianni Naclerio per il mazzo che si fa ogni volta; a Ugo Boccassi, Franco Rangone e Gianni Pasino, perni del cast; a Tony Frisina (che, in 16 anni, si è perso solo una puntata) e a Francesco Castellani, fotografi di fiducia; agli sponsor (Beauty Star, Fondazione Cassa di risparmio, Comune, Fiori allo specchio), a Radio Gold che trasmette le nostre serate in differita; a tutti gli organi di informazione che parlano di noi; agli ospiti che hanno risposto al mio invito e a chi mi ha chiesto di partecipare, certificando il “valore” del nostro spettacolo; a chi suggerisce, propone, critica in modo costruttivo; al pubblico, sempre numeroso, quasi da record nelle ultime due puntate, l’ultima delle quali si è svolta al Giardino botanico, dove Angelo Ranzenigo ci ha garantito una location speciale… Grazie a chi ho dimenticato e avrà la bontà di perdonarmi. Penso e spero che ci ritroveremo a ottobre. Chissà.

Città viva

Mi riservo un ulteriore post per ringraziare tutti quelli che hanno dato una mano al “Salotto del mandrogno”. Serve uno spazio adeguato. E queste poche righe voglio dedicarle solo a chi ha permesso una chiusura straordinaria del nostro talk show, a cominciare da Angelo Ranzenigo, perfetto gestore della location che ci ha ospitato, ovvero i Giardino botanico. Pubblico delle grandi occasioni, location spettacolare. E il meteo a darci miracolosamente una mano. Poi gli ospiti: Sara Terzano, arpista strepitosa; Gianni Barosini, Irena Mantello, Marcello Canestri, Davide Valsecchi, e poi Andre Cortesi e Tatiana Cirillo che ci hanno offerto una favolosa farinata griffata “La ghiottosa”. Abbiamo raccontato storie di una città viva, dinamica, propositiva, ottimista, solidale, come dimostrato anche dall’iniziativa “Quattro stagioni” (anche questa merita un capitolo a parte). Insomma, chiudiamo la 16esima stagione. E siamo molto felici.

Stasera l’ultima del Salotto

Non ci resta che confidare nel meteo. Se sarà favorevole, faremo un grande spettacolo. In caso di pioggia, saremo sì al coperto… ma, inevitabilmente, non sarà la stessa cosa. Comunque sia, stasera, martedì 12 giugno, alle ore 21.30 (ingresso libero), il “Salotto del mandrogno” vivrà l’ultima puntata della 16esima edizione. Ci troveremo in una location speciale, il Giardino botanico di via Monteverde dove vi aspetto con il cast fisso (Boccassi, Naclerio, Pasino, Rangone), il padrone di casa Angelo Ranzenigo, ospiti decisamente interessanti (Gianni Barosini, l’arpista Sara Terzano, Davide Valsecchi, Marcello Canestri, l’architetto Irena Mantello) e una strepitosa farinata che, grazie ad Andrea Cortesi della “Ghiottosa”, vi offriremo a fine serata. E poi promuoveremo  l’iniziativa di “Quattro stagioni”, il progetto “anti spreco” e “pro consumo consapevole” lanciato dalla sede alessandrina dell’Urp della Regione: collaborano all’iniziativa Cia, Novacoop, Conservatorio Vivaldi, ristorante I due buoi e la Bottega equosolidale di via Milano. Vi aspettiamo!