Mese: agosto 2017

Non solo teatro: a settembre si riparte

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A settembre riparte l’attività della Compagnia Teatrale Fubinese. Domenica 3, alle ore 21.15, sarò a Felizzano con Maurizio Ferrari e Massimo Faletti per una versione light di “Va là che vai bene”, il nostro spettacolo di musica e cabaret, che impreziosirà la festa dell’Unione sportiva (che inizierà venerdì). Stand al coperto, buon cibo, allegria. La commedia “I canonici”, invece, tornerà in auge la sera del 30 settembre a Castellazzo Bormida in occasione della sagra della zucca, e l’8 ottobre sbarcherà a Lu, il paese che ha ispirato la pièce incentrata, appunto, sul quadro “I canonici di Lu”, realizzato da Pier Francesco Guala nel 1748. I dettagli della commedia li trovate su questo sito.

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Un orgoglio alessandrino

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Possiamo andare orgogliosi della nostra Protezione civile. Lo dicono i fatti: in caso di calamità, siamo spesso  i primi a partire, perché abbiamo persone preparate e mezzi all’avanguardia. Mica per caso: è frutto di programmazione, studio, impegno, investimenti economici. L’alluvione del 1994 è stata decisiva: ha fatto maturare una coscienza nuova. La nostra Protezione civile era raffazzonata, adesso è un fiore all’occhiello, che l’Italia ha conosciuto a L’Aquila, in Sardegna, in Umbria, in Emilia, in Versilia, ad Amatrice, a Rigopiano… E aggiungiamo anche le competenze raggiunte dai vigili del fuoco, non a caso il vice comandante Bolognese, in queste ore, è a Ischia per mappare i luoghi del terremoto. Sul  “Piccolo” di oggi ho  cercato di spiegare “quanto siamo bravi”, cosa di cui spesso non ci accorgiamo, impegnati come siamo a incattivirci e a sottolineare, soprattutto, quel che non va.

Il nigeriano col cinghiale

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Decidete voi se è una storia che fa sorridere, che disturba, che amareggia,   che deve scatenare irritazione (di chi, poi?) o commozione, che può  fare riflettere… Ci auguriamo, almeno, di poter escludere l’indifferenza. Su Facebook hanno pubblicato una foto: c’è una carcassa di un cinghiale su una bicicletta. Attorno a questa immagine, ruota una storia.  Protagonista un  nigeriano  di 27 anni (in regola con le pratiche per i richiedenti asilo)  che abita a Serravalle; ogni giorno prende il treno per Tortona e in bici va a Sale. Percorso inverso per rientrare. Succede anche  venerdì. Durante il tragitto in bicicletta, in un fossato trova   un cinghiale morto. Lo prende. Spinge la bici fino alla stazione di Tortona, qui lo fermano vigili, Carabinieri forestali,  lo denunciano perché si è appropriato di fauna selvatica, gli sequestrano l’animale. Si intuisce che avrebbe portato il cinghiale sul treno, chissà se per esibirlo come trofeo o, più probabilmente, per mangiarlo in famiglia. Sul “Piccolo”, pubblicando la notizia, ho chiesto se questa è una storia simpatica o triste. Con una considerazione conclusiva: ” Se, alla fin fine, vi ha lasciato un velo  di amarezza,  probabilmente è perché state dalla parte di chi un po’ di sensibilità  ce l’ha ancora”.

Mi concedo una buona notizia

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E’ quando si è circondati da notizie tremende che bisogna cercare spazio per quelle positive. Ecco perché in questa serata, riempita dall’orrore che arriva da Barcellona, vi voglio raccontare di un ragazzo cinese che ha 19 anni e che da qualche giorno è orfano di padre. La buona notizia, infatti, parte da un lutto. Il genitore è venuto in Piemonte per lavorare e sfamare una famiglia molto povera. Si è ammalato di leucemia, è morto all’ospedale di Alessandria, dopo un trapianto di midollo che non ha dato effetti. Il ragazzo ha scritto una lettera, che pubblichiamo in larga parte sul “Piccolo” tra poco in edicola. Ha parlato di suo padre ma, soprattutto, ha voluto ringraziare tutti quelli che hanno aiutato papà a non soffrire. Un esercito di medici, di infermieri, di volontari. Di persone qualunque che si sono prese a cuore un uomo semplice, “senza discriminarlo perché povero e straniero”. Lo hanno accudito fino all’ultimo dei suoi giorni, e c’è anche chi si è prodigato per garantirgli una degna sepoltura. La buona notizia, come avrete capito, sta nel fatto che abbiamo scoperto (ma in realtà ne eravamo a conoscenza…) un’Alessandria generosa, solidale, capace di tendere la mano. Di questo siamo orgogliosi. E’ una boccata d’aria fresca in una (altra)  giornata  di sangue.

 

Brava Milly

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Sul “Piccolo” di oggi racconto, attraverso un’intervista, la storia di Milly. Ha 33 anni, un figlio di due. E una bandana in testa, che usa da quando si è sottoposta a chemioterapia. Milly ha aperto una pagina su Facebook intitolata “Chemiomamma alla riscossa”, attraverso la quale dà consigli e scambia opinioni ma, soprattutto, lancia chiari messaggi a favore della prevenzione “che può salvare la vita”. Milly è una donna coraggiosa, sta combattendo con la malattia e con grande forza ha vinto lo sconforto iniziale. Ripete che non bisogna avere paura di sottoporsi a esami preventivi, soprattutto considerandone l’utilità. Io ringrazio Milly per quello che fa e per la testimonianza che ha portato anche attraverso il giornale. E mi auguro che l’articolo di oggi possa servire. Sarebbe uno splendido risultato.

Vincere perdendo

Bolt

A me piace pensare che sia giusto che Bolt abbia perso, nella sua ultima apparizione sui 100 metri. Tifavo per lui, l’ho fatto anche nella sera dell’epilogo. Mi è spiaciuto vederlo arrivare “solo” terzo (al mondo!). Poi però ho riflettuto su quanto, comunque,  una medaglia di bronzo possa essere importante per uno che ha vinto sempre, stracciando tutti, ovunque, per molti anni. Mi piace l’idea che Bolt, lo stratosferico marziano, sia stato umanizzato. Gli eroi sono tali, e forse lo sono ancora di più, anche quando perdono. Non è questo bronzo a scalfire un atleta pazzesco per fisico e charme, né a limitare una persona che è anche personaggio, fenomenale clown che fa da traino al mondo dell’atletica, la disciplina sportiva per eccellenza.  E poi sarebbe stato banale, forse, l’ennesimo successo nel giorno della calata del sipario. Invece   Bolt, che ha sempre stupito vincendo, ha continuato a stupire cedendo lo scettro a   Gatlin, quello che ha dovuto pagare il conto con la giustizia a causa del famigerato doping. Ha scontato la pena, è tornato in pista e si è dimostrato bravissimo. Ho un altro motivo per pensare che sia stato giusto così, in fondo.

Due serate un po’ speciali

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Prima la Corrida a Fubine, poi lo spettacolo a Frascaro. Agosto è iniziato con due spettacoli che hanno portato allegria, risate, musica. E che il pubblico di entrambi i paesi pare abbia molto apprezzato. La Corrida porta dà un palco a chi vuole esibirsi e, magari, di solito non lo fa: sono lieto che abbiano partecipato “insospettabili”, che hanno deciso di mettersi in gioco. A loro va il mio grazie speciale, che estendo a tutti quelli che, davanti o dietro le quinte, hanno contribuito al successo dell’iniziativa. A Frascaro, venerdì sera, io, Massimo Faletti e Maurizio Ferrari abbiamo presentato il nostro “Va là che vai bene”, musica, cabaret, amenità varie per trascorrere un’ora e mezza divertente. Questa, almeno, è stata la nostra intenzione. Siamo contenti di esserci esibiti davanti a molta gente in un paese “amico” dove ormai ci consideriamo quasi di casa.

Vi aspetto stasera alla Corrida

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C’è fermento. Si dice sempre così, mi pare. Stavolta però c’è davvero. E’ quel misto di attesa e curiosità. Succede anche quest’anno prima della Corrida, lo spettacolo dei “dilettanti allo sbaraglio” che torna stasera, martedì, nell’ambito della festa patronale di Fubine. Francamente non so bene cosa succederà: ho sentito prove di canto, visto gente recitare, mi dicono di balletti. Mi risulta che sul palco salgano veterani ma anche debuttanti assoluti. Diciamo che sono curioso quanto molti di voi. La novità  sarà la band dal vivo, che aggiunge valore allo spettacolo. L’ingresso è a offerta  libera, con parte del ricavato la Compagnia Teatrale Fubinese, che promuove la serata su input della Pro loco, andrà a sostenere le attività dell’oratorio.