Mese: marzo 2017

Ciao Gregorio, l’uomo dei cavi

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Gregorio Cacciabue è morto a novant’anni. E’ stato uno dei fondatori della Compagnia Teatrale Fubinese. Non un uomo da palco, ma il tecnico dietro le quinte. Anzi, anche “sopra” le quinte, perché, nel salone della casa del popolo, si era costruito una sorta di soppalco minuscolo dal quale poteva controllare lo svolgimento degli spettacoli e, dunque, governare luci e audio. Immaginatevi una posizione scomoda, moltiplicatela per cento e forse vi renderete l’idea. E poi avete presente il bagagliaio di un’utilitaria? Ecco, adesso pensatelo colmo di cavi di qualunque dimensione, di fili che iniziano e che paiono non finire, di prese tenute assieme dal nastro isolante… La macchina di Gregorio era più o meno così, quando si trattava di trasportare il materiale della Compagnia, fatto di luci fioche, di artifizi che pretendevano di  dare colore, di strampalerie che, a raccontarle ora, sembra che sia passato un secolo. Invece, erano i primi anni Ottanta, quando gli effetti erano garantiti anche dal flash fatto a dado della macchina fotografica o quando  per creare il fumo Gregorio e altri pionieri del nostro teatro andarono a rifornirsi di polvere da sparo in una polveriera… Gregorio era anche quello di “Fiume amaro”, una delle canzoni più tristi della storia della musica leggera italiana: la usava spesso come preludio alle nostre commedie (immaginando, forse, che dopo tanta tristezza, il pubblico avrebbe riso più facilmente). Meno male, però, che c’era Gregorio e che ci sono stati quelli come lui. Si sa: senza le radici non esistono gli alberi. Se domani torneremo in scena con un nuovo spettacolo, è perché abbiamo potuto godere di Gregorio, della sua abnegazione, del suo impegno, della sua bontà e di una fantasia smodata che il digitale d’oggi non richiede. Noi, al tempo, la richiedevamo eccome. E ce ne siamo beati.

E se non avesse detto una cazzata?

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Confesso di non avere particolare simpatia per il ministro Poletti e non so bene per quali motivi si sia meritato l’incarico, affidatogli da Renzi e confermatogli da fotocopia-Gentiloni. Poletti preoccupa spesso tanto per quel che fa quanto per quel che dice. L’ultima sparata suona così:  “Il lavoro? Meglio giocare a calcetto che inviare curricula”. Inizialmente non sapevo se sorridere, deprimermi o vergognarmi (per lui). Poi però ci ho ragionato su, e ho pensato a quanti curricula vengono spediti a pioggia, talvolta senza alcuna selezione dei destinatari, da parte di gente in cerca di occupazione, e ho ragionato su quante aziende con i loro “uffici del personale” archiviano o cestinano i curricula in questione, talmente tanti ne ricevono (e molti sono inappropriati al lavoro che potrebbe offrire chi li riceve). Inoltre  ho pensato alle partite di  calcetto, estendendo il concetto – perché così l’ha spiegata, poi, l’imprudente Poletti – alle molte realtà in cui persone si ritrovano, fra sport, cultura, svago, aggregazione in genere, momenti in cui si sviluppano conoscenze  e dove, necessariamente, si impara qualcosa della persona che si ha di fronte. E dove, infine, si matura, anzi viene spontanea, una sorta di selezione: questo è bravo, questo è intelligente, questo è capace, questo lo vorrei come collega, con questo non berrei neanche un caffè al bar… E così  ho rivalutato Poletti. Ha avuto il torto, penso, di dimenticarsi di essere ministro, dunque di ricoprire un ruolo istituzionale che richiede un linguaggio appropriato; ha avuto anche poca sensibilità, perché di certo ha irritato chi è in disperata ricerca di lavoro. Però, se ha inteso dire che  i rapporti umani sono da tenere in considerazione e che il “vis-à-vis” è un valore aggiunto, forse forse una cazzata non l’ha detta. E adesso vado a preparare la borsa, che stasera si gioca.

Vi siete ricordati di festeggiare?

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Ieri, 27 marzo, era la Giornata del teatro. Mi auguro che qualcuno dei miei “colleghi” teatranti se ne sia ricordato e abbia, in qualche modo, celebrato un’arte che pare sempre figlia di un Dio minore. Eppure, anche senza troppi clamori, di cose ne succedono tra le quinte di un palcoscenico. Parlo di noi, ad esempio, cioè della Compagnia Teatrale Fubinese: da 20 anni organizziamo una rassegna, da 35 siamo in attività e, giusto sabato prossimo, proporremo il nostro nuovo lavoro che ci sta impegnando parecchio. Attorno a noi, cioè nel raggio di pochi chilometri, di voglia di teatro se ne respira abbastanza: penso ai molti sodalizi come il nostro, alle rassegne che pian piano crescono, a iniziative come “Teatro a km zero”, proposto per la prima volta, dal Comune di Alessandria, o ad alcuni momenti che definirei “alti”, come il recente “Sorelle Materassi” all’Alessandrino. Senza contare le proposte al Teatro San Francesco e i vari corsi che, dai Pochi in giù, vengono organizzati puntualmente. E poi ci sono le iniziative estemporanee, frutto dell’entusiasmo di qualcuno che, senza l’incombenza della ritualità, prova a mettersi in gioco, recitando. Io penso che il teatro sia questo e altro ancora: il fare, il proporre, il divertirsi, il commuovere, sempre favorendo il “benessere”, da intendersi come crescita intellettuale ma anche, semplicemente, come un momento di svago e di libertà.

Teatro e cabaret, la settimana dei debutti

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Quella che inizia è una settimana importante, teatralmente parlando. E’ quella dei debutti, con l’entusiasmo, le incertezze (ma anche le certezze, ovvio), le ansie che accompagnano le “prime” di uno spettacolo. Il 30 aprile, al Teatro Gioiello di Torino (via Colombo, 31), Marco e Mauro presenteranno il loro nuovo spettacolo, intitolato “Tacatevi al treno”, che ha avuto a Fubine un’anteprima che possiamo considerare una prova generale. Di Marco e Mauro sono autore ormai da anni: penso che “Tacatevi” sia uno show un po’ diverso dal repertorio canonico, ma egualmente divertente, col marchio di fabbrica di Marco e Mauro che è ormai una garanzia. Le repliche al Gioiello dureranno fino a domenica 2 aprile; mi piace apprezzare che siamo prossimi al “tutto esaurito” per i 4 spettacoli. E, sabato 1 aprile, a Rivarone decollerà “I canonici”, la nuova commedia della Compagnia Teatrale Fubinese. Dopo un inverno di prove, siamo (quasi) pronti. L’8 e il 9 aprile, poi, saremo al Teatro dei Batù di Fubine, due repliche per le quali vi consiglio di prenotare allo 0131 778461.

Stasera vi aspettiamo a Casale

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Trasferta a Casale Monferrato per la Compagnia Teatrale Fubinese che stasera, venerdì 24, alle ore 21. nello spazio spettacoli della Fiera di San Giuseppe (ingresso libero) si esibirà in versione quartetto per uno show di musica e cabaret. Sul palco con me ci saranno Maurizio Ferrari, Massimo Faletti ed Enzo Garlando. Un’ora e mezza di divertimento, tra gag, canzoni inedite e brani piuttosto noti.  Io vi consiglio di partecipare (ma non sono obiettivo).

Ascoltare storie e ottima musica

Va da sé che avere come ospiti i Joy Singers facilita il compito. Il coro gospel di Valenza è stato ancora una volta eccezionale. E ieri, mercoledì, lo ha apprezzato anche il pubblico del “Salotto del mandrogno”: c’era tantissima gente e penso che  i più non si siano pentiti d’avere partecipato. Sul palco, due candidati a sindaco come Oria Trifoglio e Michelangelo Serra, gli scrittori Angelo Marenzana e Danilo Arona, Laura e Caterina dell’associazione Cuore di maglia, il deejay Stefano Venneri e poi quello straordinario coro, diretto da Silvia Benzi e Gabriele Guglielmi, con Andrea Girbaudo alla tastiera, Claudio Mazzucco a presentare… E, naturalmente, c’era il cast fisso, con Gianni Naclerio, Franco Rangone, Ugo Boccassi e Gianni Pasino. Abbiamo ascoltato buona musica e storie interessanti, i propositi di candidati giustamente ambiziosi ed evidenziato, ancora una volta, eccellenze alessandrine: l’associazione Cuore di maglia, secondo me, rientra fra queste. Raccontarvi i dettagli è complicato e non darebbe bene il senso di quanto accaduto. Posso solo invitarvi a seguirci su Radio Gold (88.8, 89.1 fm), venerdì alle ore 21, quando il Salotto sarà replicato. Altrimenti, vi do appuntamento (dal vivo) al prossimo mese…

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Tutti gli ospiti del “Salotto” di mercoledì

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Un’occasione per conoscere (meglio) due candidati a sindaco delle prossime elezioni alessandrine, oltre che per apprezzare buona musica e intrattenersi con protagonisti della vita cittadina. Mercoledì 22 alle ore 21.30, torna ‘Il Salotto del mandrogno’, il talk show condotto che conduco  con il commento musicale di Gianni Naclerio e Franco Rangone e il supporto di Gianni Pasino e Ugo Boccassi. Per la seconda volta, lo spettacolo si svolterà al circolo La Familiare di viale Massobrio, Alessandria, dove ospiteramo i candidati a sindaco Oria Trifoglio del Quarto Polo e Michelangelo Serra dei Cinque stelle. Con loro, due affermati scrittori: Danilo Arona e Angelo Marenzana, entrambi nati negli Anni Cinquanta, periodo che sarà il filo conduttore della serata. E, poi,  spazio anche alle artefici di ‘Cuore di maglia’, un’associazione cittadina (la sede è in via XXIV Maggio) dedita al lavoro a maglia, un’attività che è anche ‘protocollo medico’. Per la musica, spazio ai Joy Singers, celebre coro gospel che si sta facendo onore anche a livello internazionale. Racconteremo anche la storia di n’adozione, quella del cane Sbirulino, new entry nella famiglia Venneri-Ferrando dopo l’avvelenamento di Spillo, morto a causa di un boccone fatale. La puntata, sostenuta da Comune, Fondazione, Fiori allo specchio e Gardenia profumi, sarà registrata e trasmessa, venerdì 24 alle ore 21, su Radio Gold (88.8, 89.1 fm).

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Il 22 il “Salotto”: c’è anche il coro gospel

Dopo lo straordinario esordio di febbraio, il “Salotto del mandrogno” torna al circolo La Familiare di viale Massobrio. Lo farà mercoledì 22 marzo, alle ore 21.30, naturalmente con ingresso libero. Stiamo lavorando per proporre una serata spumeggiante, che sarà resa tale anche dall’ormai celebre coro gospel Joy Singers, una delle più interessanti formazioni del panorama musicale alessandrino. Parleremo anche di politica, presentando due candidati a sindaco: Michelangelo Serra dei Cinque Stelle e Oria Trifoglio, grande outsider con il Quarto Polo. E poi, letteratura e non solo con Angelo Marenzana, che presenterà il suo nuovo libro, e Danilo Arona, ormai abituato ai successi in libreria. Ma il parterre non finirà qui: abbiate pazienza e vi racconteremo anche il resto. Intanto sappiate che tornerà alla tastiera il nostro Gianni Naclerio…

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Teatro, che grande weekend (con noi)

Siete pronti per un grande weekend di teatro all’insegna della risata? Me lo auguro proprio, perché credo valga la pena seguire le iniziative della Compagnia Teatrale Fubinese, impegnata su un doppio fronte, sia in campo organizzativo che da protagonista. Stasera, sabato, alle ore 21.15, nel Teatro dei Batù, torna la rassegna  “Fubine Ridens”. E lo fa con il cabaret di Marco e Mauro, ormai avvezzi a presentare i loro spettacoli, in prima assoluta, a Fubine. L’abbondanza di prenotazioni ci legittima a ipotizzare il tutto esaurito; l’invito ai prenotati è di arrivare a teatro entro le 20.45, dopodiché saranno assegnati i posti a chi eventualmente fosse in attesa, ancora senza biglietto. Domani, domenica, invece, alle 18, la Compagnia Teatrale Fubinese sarà in Sala Ferrero ad Alessandria per presentare la commedia “Il paradiso del procione” che ci sta dando grandi soddisfazione. Vi aspettiamo, insomma.

Il paradiso del procione

Marco e Mauro, il tutto esaurito

Siamo prossimi al “tutto esaurito” per lo spettacolo che Marco e Mauro presenteranno a Fubine, in prima assoluta, sabato 11 marzo alle ore 21.15 al Teatro dei Batù, nell’ambito della rassegna “Fubine Ridens”. Il nostro invito a prenotare è stato accolto massicciamente e il “sold out” è di fatto raggiunto. Invitiamo chi ha prenotato a presentarsi a teatro entro le 20.45, dopodiché la Compagnia Teatrale Fubinese, che organizza l’evento, soddisferà chi si sarà messo in coda pur senza prenotazione. Naturalmente, cercheremo di accontentare quanta più gente possibile, compatibilmente con le “capacità” del locale che ci ospita. Marco e Mauro  porteranno in scena  “Tacatevi al treno”, un nuovo show cabarettistico scritto da me  insieme a loro. Per ulteriori informazioni: 0131 778461, massimobrusasco@libero.it.

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