Categoria: News

Il Brusaschellum

Palazzo-Chigi

A me pare piuttosto chiaro quello che, parlando di legge elettorale, gli italiani gradirebbero. Intanto, un sistema sostanzialmente maggioritario, come sostenuto attraverso uno dei pochi referendum di successo in fatto di quorum. Poi sapere chi, alla fine della giornata elettorale, governerà . Sarà  mica una pretesa conoscere il nome del vincitore? Infine, credo che il popolo italiano voglia poter scegliere, utilizzando il sistema della preferenza. Se può votare il suo candidato preferito, senza imposizioni dall’alto; se può sapere, a fine spoglio, chi governa e se ha la garanzia che il governante può farlo senza inciuci, compromessi, accordi sottobanco, forte di una maggioranza parlamentare in grado di sostenere il governo, e fatte salve naturalmente le competenze del presidente della Repubblica, ecco… io penso che ci si possa ritenere soddisfatti, perfin fieri del nostro Paese. E’ così difficile mettere in piedi un sistema di questo genere, che peraltro non necessita di riforme costituzionali?

Finestra aperta

finestra

Il “Corriere della sera” inaugura l’inserto “Buone notizie”, che poi è il titolo di una rubrica (anzi, una pagina) che “Il Piccolo” ha portato avanti per un bel po’ di mesi.  Io penso che sia un’idea vincente: siamo sommersi da brutture, da tensioni, da aggressività, da social network che troppo spesso incrementano l’acredine, dunque ogni tanto, per fronteggiare la stagnazione delle news negative,  bisogna aprire una finestra consentendo così  ai lettori (ma, ampliando il concetto, anche ai telespettatori, ai radioascoltatori, agli utenti di Facebook…) di prendere una benefica boccata d’aria.  “Il Piccolo”, da venerdì scorso, propone  qualcosa di analogo con la sezione “Società”, di cui vi ho raccontato  in un post precedente: si dà spazio a tutti quelli che agiscono a fin di bene e, contestualmente, si dà modo ai lettori di tirare un sospiro di sollievo, dopo pagine di cronaca che, gioco forza, trattano argomenti che faranno più audience ma raramente sollevano  il morale.

Lo spazio di quelli che fanno

volo

Tra qualche ora sarà in edicola un “Piccolo” un pochino nuovo. Nulla di stravolgente: il bisettimanale alessandrino manterrà le proprie caratteristiche, ma conterrà  una sezione in più che abbiamo chiamato “Società” e che, secondo me, sarà un valore aggiunto al giornale. “Società”, infatti, darà spazio non solo alle buone notizie di cui tutti abbiamo bisogno e a  protagonisti di piccole e grandi imprese,  ma raggrupperà in un unico (ampio) spazio le curiosità che ci fornirà la nostra provincia e sarà una finestra sull’associazionismo, che è la vera spina dorsale di una società (appunto) evoluta.  “Il Piccolo” racconta sempre di molte persone che “fanno qualcosa di positivo”: da domani, venerdì, lo farà in modo più organico, valorizzandole. “Società” è un’idea che mi piace molto e spero venga condivisa. Lo sapremo tra qualche ora, nella giornata dell’open day del giornale (redazione aperta al pubblico dalle 14.30), quando ci sarà anche la premiazione della sagra vincitrice del concorso che abbiamo dedicato al compianto editore Pierino Barbarino.

La normalità di Francesco

papa

Finalmente una buona notizia: la papamobile frena bruscamente e papa Francesco va a sbattere lo zigomo, ferendosi. La buona notizia sta nella normalità della cosa (oltre al fatto che il Pontefice non s’è fatto particolarmente male): un’auto frena e chi ci sta sopra (sopra nel vero senso della parola) subisce il contraccolpo.  La news arriva in un periodo in cui di normale c’è veramente poco. Così, alla rinfusa: 1) carabinieri accusati di stupro, con dibattito a seguire; 2) a Livorno si muore dopo un acquazzone intensissimo più che nella Florida dell’uragano; 3) inizia la scuola e, anziché parlare di didattica, prospettive, futuro… si dibatte di vaccini; 4) ce la si prende pure con la velina, che non ha esattamente tratti europei; 5) fa scandalo la pubblicità del Buondì. Per non dire della questione malaria e delle “fake news” che l’accompagnano. E allora, ben venga la frenata della papamobile e la botta a Francesco. Che, ancora una volta, lui che più di tutti gli altri dovrebbe essere vicino al divino, dimostra di avere moltissimo di umano.

Fubine Ridens, la stagione

pippo-romano

La Compagnia Teatrale Fubinese sta già lavorando per la prossima stagione di Fubine Ridens, che sarà la 21esima consecutiva. Qualche anticipazione ve la possiamo dare: si comincerà  il 21 ottobre all’insegna del cabaret. Ospite del Teatro dei Batù sarà Pippo Romano, un esilarante artista torinese, che ho avuto modo di apprezzare più volte e sono certo che vi farà divertire. Proseguiremo con compagnie che già hanno partecipato alla nostra kermesse, oltre a novità assolute, con un piccolo spazio riservato anche al dialetto. Da ottobre ad aprile, dunque, Fubine ospiterà uno spettacolo al mese, con chiusura affidata alla Compagnia Teatrale Fubinese, presto impegnata nella nuova produzione. Intanto… due appuntamenti con “I canonici”: il 30 settembre a Castellazzo Bormida e l’8 ottobre a Lu.

Amatori

ama

Dopo una quarantina d’anni, l’Aics rinuncia a organizzare il campionato di calcio a 11. Troppo poche le squadre, un po’ per questioni di costi, un po’ per il proliferare di tornei di calcetto, meno impegnativi e senza partite nel weekend. Resta la Uisp a tenere alto il vessillo del pallone amatoriale, ma certo è che ad Alessandria si chiude un’epoca. Restano i ricordi dei mille calciatori che hanno calcato una cinquantina di campi, in un significativo lasso di tempo. Restano foto (anche) sbiadite, racconti di partite giocate nel fango o tra la nebbia di certe domeniche mattine d’inverno. E poi il piacere dell’allenamento e, ancor di più, della pizza a seguire. Ogni protagonista ne avrà per così nella memoria, saprà dire della parata fenomenale o più probabilmente del gol sbagliato a porta vuota, o del calcione sferrato all’avversario o degli insulti dedicati a un arbitro perfettamente adeguato alla categoria. E poi gli aneddoti da spogliatoio, che è un po’ la versione sportiva della caserma. E le amicizie, le rivalità, le sfide che assomigliano più alla partita di Fantozzi che a quelle che si vedono in televisione. E  le esagerazioni, con ogni minima cosa che diventa degna di un racconto epico. Il calcio amatoriale ha un fascino tutto suo che “Il Piccolo” di domani cerca di spiegare, parlando di un’Aics che si è arresta al modernismo dei tornei sul sintetico. Sarò un po’ datato,  ma volete mica mettere?

Mister da palco

io e iccio

Anche per questa stagione sportiva sono un tesserato dell’Us Felizzano, la squadra in cui mossi i primi passi da calciatore che mi avviarono a una non-carriera.  Sono il vice di mister  Mario Torriani, allenatore degli Allievi. Stasera, domenica 3 settembre, per il terzo appuntamento della festa della Sportiva, sarò sul palco (ore 21, piazza Paolo Ercole) per presentare una serata di musica, cabaret e ballo, un varietà con artisti del paese e con l’apporto dei miei sodali Massimo Faletti e Maurizio Ferrari, con i quali spero di farvi divertire. Metto insieme, per due ore, le mie grandi passioni, il calcio e il teatro. Per altro, allo stand gastronomico, servono pure gli agnolotti… quindi le passioni diventano tre. Vi aspetto in piazza, con allegria.

Non solo teatro: a settembre si riparte

canonici Brusasco

A settembre riparte l’attività della Compagnia Teatrale Fubinese. Domenica 3, alle ore 21.15, sarò a Felizzano con Maurizio Ferrari e Massimo Faletti per una versione light di “Va là che vai bene”, il nostro spettacolo di musica e cabaret, che impreziosirà la festa dell’Unione sportiva (che inizierà venerdì). Stand al coperto, buon cibo, allegria. La commedia “I canonici”, invece, tornerà in auge la sera del 30 settembre a Castellazzo Bormida in occasione della sagra della zucca, e l’8 ottobre sbarcherà a Lu, il paese che ha ispirato la pièce incentrata, appunto, sul quadro “I canonici di Lu”, realizzato da Pier Francesco Guala nel 1748. I dettagli della commedia li trovate su questo sito.

canonici Brusasco

Un orgoglio alessandrino

Protezione-civile-ok-800x555

Possiamo andare orgogliosi della nostra Protezione civile. Lo dicono i fatti: in caso di calamità, siamo spesso  i primi a partire, perché abbiamo persone preparate e mezzi all’avanguardia. Mica per caso: è frutto di programmazione, studio, impegno, investimenti economici. L’alluvione del 1994 è stata decisiva: ha fatto maturare una coscienza nuova. La nostra Protezione civile era raffazzonata, adesso è un fiore all’occhiello, che l’Italia ha conosciuto a L’Aquila, in Sardegna, in Umbria, in Emilia, in Versilia, ad Amatrice, a Rigopiano… E aggiungiamo anche le competenze raggiunte dai vigili del fuoco, non a caso il vice comandante Bolognese, in queste ore, è a Ischia per mappare i luoghi del terremoto. Sul  “Piccolo” di oggi ho  cercato di spiegare “quanto siamo bravi”, cosa di cui spesso non ci accorgiamo, impegnati come siamo a incattivirci e a sottolineare, soprattutto, quel che non va.

Il nigeriano col cinghiale

cinghiale

Decidete voi se è una storia che fa sorridere, che disturba, che amareggia,   che deve scatenare irritazione (di chi, poi?) o commozione, che può  fare riflettere… Ci auguriamo, almeno, di poter escludere l’indifferenza. Su Facebook hanno pubblicato una foto: c’è una carcassa di un cinghiale su una bicicletta. Attorno a questa immagine, ruota una storia.  Protagonista un  nigeriano  di 27 anni (in regola con le pratiche per i richiedenti asilo)  che abita a Serravalle; ogni giorno prende il treno per Tortona e in bici va a Sale. Percorso inverso per rientrare. Succede anche  venerdì. Durante il tragitto in bicicletta, in un fossato trova   un cinghiale morto. Lo prende. Spinge la bici fino alla stazione di Tortona, qui lo fermano vigili, Carabinieri forestali,  lo denunciano perché si è appropriato di fauna selvatica, gli sequestrano l’animale. Si intuisce che avrebbe portato il cinghiale sul treno, chissà se per esibirlo come trofeo o, più probabilmente, per mangiarlo in famiglia. Sul “Piccolo”, pubblicando la notizia, ho chiesto se questa è una storia simpatica o triste. Con una considerazione conclusiva: ” Se, alla fin fine, vi ha lasciato un velo  di amarezza,  probabilmente è perché state dalla parte di chi un po’ di sensibilità  ce l’ha ancora”.