Mese: Gennaio 2020

Torna Fubine Ridens

Stasera, sabato 18 gennaio, alle 21.15, al Teatro dei Batù di Fubine, quarta serata della 23esima edizione di Fubine Ridens. Abbiamo il piacere di ospitare la compagnia Fuori di Quinta di Asti che, dopo averci proposto, un paio di anni fa, “Vengo a vivere da te”, porta in scena “Torno a vivere da me”, sempre per la firma di Desy Icardi. Va da sé che si ride, com’è consuetudine della rassegna, organizzata dalla Compagnia Teatrale Fubinese. Il biglietto costa 7 euro. Prenotate al 335 7291099 o scrivendo a massimobrusasco@libero.it.

Vi ricordo anche la parentesi che, da questa stagione, dedichiamo alla Biblioteca civica di Fubine: un simpatico modo per “alleare” due realtà culturali importanti per il paese.

Se muore una libreria

Se muore una libreria dobbiamo essere tristi. Lo dico da parte interessata, perché tra non molto uscirà un mio nuovo libro. Ma lo dico soprattutto da amante della lettura e dei luoghi che la promuovono, biblioteche comprese. E’ chiaro che il web fa la sua parte e che Amazon è entrato nella nostra vita a suon di pacchi, ma è altrettanto vero che la cortesia e la preparazione di certi commercianti di libri, o bibliotecari, sono un valore aggiunto apprezzato da chi, pur non denigrando la scontistica (anche se a volte è irrazionale), predilige i rapporti umani, il confronto, i consigli. La qualità magari non salverà le librerie, ma può dare una mano, così come leggi di tutela e sostegni economici giustificati dal fatto che la società non può permettersi di perdere (ulteriori) baluardi di cultura. E poi serve una presa di coscienza di noi, che non dovremmo accontentarci né abituarci a situazioni di comodo. Alla lunga potremmo pentircene. Anzi, forse neanche così tanto alla lunga…

Come nel 1879…

Succede che oggi, alle 16.15, sarò ospite di un convegno inserito nei festeggimenti patronali dellAzienda ospedaliera di Alessandria. Racconterò dell’ospedale ai tempi dell’alluvione del 1994. Grazie al collega Alberto Ballerino, ho potuto documentarmi andando a “rileggere” alcuni aspetti della storia della città e, in particolare, il rapporto col Tanaro. Ho trovato innumerevoli alluvioni, più o meno devastanti. Ho letto, ad esempio, le cronache del 1879: “mutatis mutandis” sembra un testo scritto dopo il 1994. Significa che non abbiamo ancora imparato a convivere col fiume, anche se le città sorgono, di solito, sulle rive dei fiumi, considerate vitali.

Il progetto solidale

Vi devo conto del bilancio della festa per il mio 50esimo compleanno che si è svolta mercoledì. Come qualcuno saprà, ho chiesto ai partecipanti alla serata teatrale e al successivo buffet che non mi venisse fatto alcun regalo ma, semmai, di contribuire a un progetto solidale. Ebbene, ieri ho versato 1.350 euro all’associazione Sie di Alessandria impegnata nella realizzazione di un “laboratorio artistico” nei locali della Caritas. Qui troveranno spazio anche donne in difficoltà che vogliono inserirsi nel mondo del lavoro attraverso il ricamo e il cucito. Con il contributo del pubblico del “BrusasCompleanno”, non solo si potrà acquistare una macchina per cucire professionale (era l’obiettivo primario), ma anche favorire l’allestimento dei locali stessi, affinché siano confortevoli e funzionali. Non mi resta che ringraziare in primis la Compagnia Teatrale Fubinese e poi tutti coloro i che hanno partecipato all’evento, scusandomi con quelli che avrei volentieri invitato se solo lo spazio (del teatro dei Batù di Fubine) me l’avesse consentito.

Cinquanta

Ho pensato di festeggiare il compleanno per la prima volta. D’altronde ne ho fatti 50, quindi un buon motivo c’era. In realtà c’erano altri buoni motivi: la Compagnia Teatrale Fubinese che, per l’occasione, ha voluto mettere su uno spettacolo; i parenti, gli amici, i colleghi… insomma tutti quelli con cui avevo piacere di condividere una serata (in realtà sarebbero stati molti di più: ma il teatro ha una capienza limitata); un buffet gustoso; il desiderio di sostenere un progetto solidale (ve ne parlerò). E’ andata bene, direi. E non ci sono altre parole oltre a “grazie” da indirizzare non solo a tutti quelli con cui ho trascorso la sera dell’8 gennaio (qualcuno si è sobbarcato km nella nebbia), ma anche a quelli che sono stati con me idealmente, o che, semplicemente, mi hanno rivolto gli auguri sui social, su WhatsApp, per telefono… Non so se riuscirò a rispondere a tutti, ma prometto che ci proverò.

Gretini e cretini

Ci viene difficile capire Trump, quel che succede in Medio Oriente e le rivolte in Libia. E in Australia? Laggiù, in una terra per certi versi meravigliosa e per altri inquietante, se n’è andata letteralmente in fumo, per ora, una porzione di territorio grande quanto l’Austria. La politica ambientale dell’Australia è disastrosa: il Governo ha continuamente disatteso ogni protocollo sul clima, e tra le conseguenze ci sono ettari in fiamme e temperature fuori dall’ordinario. E da noi? La Pianura padana, ormai, è una camera a gas e non ce ne rendiamo conto. Dovremmo essere più gretini (ovvero attenti agli ammonimenti dell’ormai celebre Greta) che cretini. Invece c’è chi si ostina a fare spallucce, a essere “negazionista” anche di fronte a numeri che ci spiegano con chiarezza che ce la passiamo maluccio e che, ad esempio nell’Alessandrino, il tasso di tumori è piuttosto elevato, a causa dell’inquinamento ambientale. Se non dovremmo fregarcene della Libia che pur è vicina e dell’Australia che è molto lontana, a maggior ragione dovrebbe importarci del nostro suolo, della nostra aria, dell’ambiente che ci circonda. Poi però, ed è faccenda di queste ore, entra in vigore un nuovo sistema di smaltimento rifiuti atto a favorire la raccolta differenziata, e c’è chi imperterrito continua, come se niente fosse, a buttare rifiuti alla va là che vai bene, “perché pago le tasse e dunque ho diritti”. E magari sono le stesse persone che si commuovono e palesano indignazione vedendo la foto di un povero koala che cerca di sfuggire alle fiamme…

Il Papa e Sharon Stone

Stiamo imparando una cosa: che possiamo permetterci debolezze. Il Papa, per dire: una fedele lo ha strattonato, lui ha reagito con uno schiaffetto o, comunque, in maniera che non t’aspetteresti da un pontefice. Sto con Francesco non foss’altro perché s’è dimostrato umano tra gli umani, capace peraltro di chiedere scusa pubblicamente, cosa che a molti umani, in realtà, capita di rado. E Sharon Stone? Una app di incontri, se non ho capito male, l’ha bannata, temendo ovviamente si trattasse di un falso. Invece era proprio lei, la Sublime, l’Accavallatrice di gambe. Se Sharon sente la necessità di una chat, si potrà ben perdonare la “solita” casalinga di Voghera dovesse mai iscriversi  anch’ella, no?

E, allora, grazie Francesco e grazie Sharon che vi siete calati sulla terra, dove stanno le persone qualunque che, con più  o meno colpe,  se disturbate, reagiscono e, se annoiate, cercano rimedi.

E siamo ancora qua (eh già)

So che qualcuno aspetta questo post e che ai più non frega niente. Comunque stamani, come ormai tradizione del primo dell’anno, ci si trova di buon’ora a correre. A farmi compagnia, Gianluca Guglielmero, supertisti – noi – di un piccolo plotone che col tempo si è assottigliato. Cominciammo l’avventura quando non c’erano gli smartphone e per  la foto di rito si usava  la macchina fotografica. Signifca che qualche lustro è passato da quando decidemmo che sarebbe stato bello iniziare l’anno di corsa, consiederando l’iniziativa (bizzarra per molti) come una metafora della vita, oltre che un buon auspicio. Non vi tedio sui perché; sappiate solo che oggi, contrariamente a molte volte, ci siamo goduti un piacevole sole che, presto, ha alzato la temperatura (-3 quando mi sono svegliato). Voglio pensare che il buongiorno si vede dal mattino e non che siamo alle prese con l’irreversibile  surriscaldamento del pianeta… A tutti un buon anno, comunque (senza la necessità di dover correre).