Mese: Maggio 2021

Quando tutto cominciò

Chi ha almeno cinquant’anni ricorderà il terremoto del Friuli. Fu epocale. Riempì le cronache per diversi giorni. Cominciammo a sentire parlare di protezione civile, si mise in moto un’eccezionale macchina dei soccorsi. Sarà che quando s’è bambini certe cose restano impresse, ma le immagini che arrivavano da Gemona e dintorni non le dimenticherò facilmente.

Era il 1976. Il 6 maggio, per la precisione. Quindi 45 anni fa. Il mio paese, Fubine, si attivò per costruire una casetta in legno da inviare a una famiglia che aveva perso quella vera. Per reperire fondi, il gruppo della parrocchia (e dintorni) decise di allestire una commedia per il periodo natalizio. La tradizione del “nostro” Gelindo nacque allora. Senza quell’esperienza, probabilmente, non si sarebbe sviluppata la Filodrammatica, da una costola della quale, nel 1981, venne fondata la Compagnia Teatrale Fubinese, che ancor oggi, 40 anni dopo, è sulla scena.

Dal letame nascono i fior, cantava De André. In questo caso, da una tragedia è sbocciata un’iniziativa solidale che, poi, è continuata come chi ci segue ben sa. La foto non è di quel 1976, ma di poco dopo. Era comunque Gelindo. Con me, Angelo Balestrero, che ci ha lasciato straordinari ricordi.

Cenerentola al ballo

L’ipotesi della SuperLega (ma non piace, l’ho scritto qualche post fa) ha irritato fiumi di critici e semplici tifosi, dimentichi, comunque, che ormai da tempo il calcio è soprattutto business e che le società di calcio vivono in una dimensione che non ha niente a che vedere col nostro quotidiano (provate voi a permettervi deficit milionari, se ci riuscite). Il tutto con la complicità della Uefa, che tollera ciò che, tutto sommato, le fa comodo garantendole tornaconto.

Di ieri è la notizia che la Coppa Italia “principale” sarà limitata alle squadre di serie A e serie B. Chi abita dalle mie parti ricorderà il 2016: l’Alessandria, formazione di serie C, arrivò a giocarsi le semifinali del torneo con formazioni del calibro di Juventus, Inter e Milan. Col Milan si giocò l’andata a Torino e il ritorno a San Siro. Fu memorabile, anche se, probabilmente, l’impegno gravoso incise sulla stagione (ennesima promozione mancata).

L’augurio è che i Grigi possano essere nel ranking: significherebbe che saranno promosse in B, a sto giro. La certezza è che, escludendo le cenerentole dal ballo dei principi, si tarpano le ali alle speranze di rivedere una presunta grande contro una presunta piccola, togliendo quel fascino che in Inghilterra ben conoscono (le imprese impossibili, là, riescono spesso) e in Francia è diventato leggenda grazie al Calais.

Quarant’anni, un logo

Siamo lieti di presentare il nuovo logo della Compagnia Teatrale Fubinese, quello che ci accompagnerà per tutto il 2021, nel 40esimo di fondazione del nostro sodalizio. Grazie ad Alessia, Lavinia e non solo, ecco il simbolo che ci porteremmo appresso: sarà in vari colori.

Lo presentiamo oggi, 3 maggio, perché per noi è una giornata importante. Non solo compie gli anni Cesare Langosco, elemento fondamentale della Compagnia, ma anche perché in questa data, nel 2007, abbiamo perso don Franco Cipriano, parroco e amico dei “teatranti”. Lo ricordiamo ogni anno, inizialmente anche attraverso spettacoli, perché a Fubine ha seminato benissimo (come potrebbero testimoniare anche all’associazione L’Abbraccio).

Siamo nati 40 anni fa (primo spettacolo “Bitta ‘na suocera an cà”) e abbiamo voglia di tornare in scena. Speriamo che l’emergenza ben nota ci consenta di incontrarci di nuovo, per divertirci insieme.

Domani la ripartenza

Abbiamo scelto la giornata di domani, 3 maggio, per dare il simbolico via ai festeggiamenti dei 40 anni della Compagnia Teatrale Fubinese. La data non è casuale: il 3 maggio ricordiamo (prima lo facevamo anche con un evento ad hoc) don Franco Cipriano, parroco di Fubine morto prematuramente. Era un amico (e anche un po’ attore…) della nostra Compagnia Teatrale. Scegliamo il “suo” giorno (quello in cui purtroppo ci ha lasciato) per iniziare un’annata che speriamo possa includere iniziative interessanti e piacevoli, per le quali stiamo già lavorando.

A domani, dunque. La Compagnia Teatrale Fubinese invecchia, ma si impegna per farlo nel migliore dei modi.