Il nostro patrono e la difesa della lingua

Nel giorno del patrono dei giornalisti (24 gennaio, San Francesco di Sales), prendo a prestito parole del linguista Gian Luigi Beccaria, intervistato ieri da ‘La Repubblica’.

Beccaria denuncia l’eccesso di termini inglesi e la diffusione di parole come “attenzionare” e “monitorare”, definite orribili. La proliferazione di vocaboli come “scenario”, “innovazione”, “iconico” e “narrazione” appiattisce le possibilità espressive della lingua, spiega Beccaria, osservando che l’Italia è diventata “un colabrodo” rispetto ad altri paesi europei che adottano politiche linguistiche più rigorose. La Spagna – sostiene – rappresenta un modello alternativo: gli spagnoli chiamano l’asciugacapelli “secador de pelo” invece di utilizzare il termine inglese “phon”. “Forse gli iberici esagerano sempre un po’, ma secador de pelo lo trovo magnifico“.

Secondo Beccaria, la difesa della lingua richiede un impegno istituzionale e scolastico, ma ormai i professori dedicano gran parte del tempo a riempire moduli, anziché alla didattica e alla trasmissione del patrimonio culturale.

Ecco, forse queste considerazioni possono essere d’aiuto ai giornalisti. E magari anche ai lettori, ai quali continuo ad augurare la capacità di scegliere.

Massimo Brusasco

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