Stasera, come sempre succede il Martedì grasso, a Fubine si leggerà la busiunà (ore 21, piazza Garibaldi, con tanto di falò e frittelle…). La busiunà (che altrove si chiama businà) è una poesia satirica in dialetto volta a ironizzare sui protagonisti della vita pubblica del paese con qualche escursione sui “fatti degli altri”, foss’anche privati.
La tradizione è antica e si rifà alle “rivolte del popolo” nei confronti dei padroni, cosa consentita – di fatto – una volta l’anno, cioè nel periodo del Carnevale. Il “bosìn”, da cui deriva il termine “bosinata” tradotto in “businà”, era il contadino del Varesotto che, per l’appunto, a Carnevale era solito ribellarsi al potere costituito.
Stasera, ancora una volta, proporremo la satira, che non sarà graffiante come il tempo in cui i permalosi erano una rarità, ma avrà il preciso compito di divertire, ironizzando su chi, in paese, si è reso protagonista, magari in negativo.
Io e Iccio, confermati lettori anche a sto giro, vi aspettiamo. Le rime sono pronte; non dovessero piacervi, avrete modo di consolarvi con le frittelle che, quelle sì, non deludono mai.