Autore: Massimo Brusasco

La busiunà, se vi va

Stasera, come sempre succede il Martedì grasso, a Fubine si leggerà la busiunà (ore 21, piazza Garibaldi, con tanto di falò e frittelle…). La busiunà (che altrove si chiama businà) è una poesia satirica in dialetto volta a ironizzare sui protagonisti della vita pubblica del paese con qualche escursione sui “fatti degli altri”, foss’anche privati.

La tradizione è antica e si rifà alle “rivolte del popolo” nei confronti dei padroni, cosa consentita – di fatto – una volta l’anno, cioè nel periodo del Carnevale. Il “bosìn”, da cui deriva il termine “bosinata” tradotto in “businà”, era il contadino del Varesotto che, per l’appunto, a Carnevale era solito ribellarsi al potere costituito.

Stasera, ancora una volta, proporremo la satira, che non sarà graffiante come il tempo in cui i permalosi erano una rarità, ma avrà il preciso compito di divertire, ironizzando su chi, in paese, si è reso protagonista, magari in negativo.

Io e Iccio, confermati lettori anche a sto giro, vi aspettiamo. Le rime sono pronte; non dovessero piacervi, avrete modo di consolarvi con le frittelle che, quelle sì, non deludono mai.

Compagnia Teatrale, sono 45 anni

Oggi, 14 febbraio, 45esimo giorno dell’anno, siamo lieti di presentare alcune iniziative della Compagnia Teatrale Fubinese che, nel 2026, compie 45 anni e che, nei prossimi mesi, porterà in scena suoi spettacoli in alcune località posizionate lungo il 45esimo parallelo (Vignale, San Salvatore, San Giorgio, Calliano. Moncalieri…).

Intanto, vi presentiamo il logo che ci accompagnerà. E poi vi diciamo, in estrema sintesi, che stiamo preparando il nuovo spettacolo intitolato “Meno male che non c’è nessuno”, che debutterà ad aprile. A maggio, invece, reciteremo lungo le sponde casalesi del Po, in attesa di spettatori che, in barca, raggiungeranno le nostre postazioni.

A luglio, tornerà lo spettacolo itinerante a Fubine dove continuano progetti come quello delle ‘D’annate donne’ e della Piccola Compagnia Teatrale, che ci sta dando molte soddisfazioni.

La rassegna teatrale Fubine Ridens, ora alla 29esima stagione, è il nostro fiore all’occhiello, impreziosita dalla consegna del premio ‘Il fubinese dell’anno’. Il tutto mentre si moltiplicano le iniziative benefiche che ci vedono coinvolti. La prossima sarà venerdì 20 febbraio al circolo Casetta di Alessandria dove, a favore della ricerca scientifica ospedaliera, proporremo lo spettacolo di cabaret “Decolors”, destinato ad accompagnarci anche nel 2026.

Il resto lo troverete su questo sito, che cercherò di aggiornare puntualmente. Grazie a chi ci vuole bene, ci supporta e, naturalmente, a tutti quelli che di questa longeva Compagnia sono parte integrante.

Un Salotto che non dimenticheremo

Passata l’euforia del martedì sera, mi ritrovo immerso da foto pubblicate sui social il mercoledì. Ringrazio l’algoritmo che, evidentemente, mi conosce, ma soprattutto quelli che hanno diffuso immagini di un Salotto del Mandrogno decisamente effervescente. Se fosse stato noioso o, comunque, insignificante, non ci sarebbe questa straordinaria testimonianza d’affetto da parte di chi c’era.

In effetti, credo di poter dire che è stato un Salotto che non dimenticheremo presto. E che non dimenticherà Franco Rangone, straordinario protagonista nel giorno dell’86eimo compleanno. Ha festeggiato (anche) cantando con Serena Torti che, nello stesso giorno, di anni ne ha compiuti 40.

In una serata ricca di spunti (se vi va, Video Servizi Tv ha immortalato tutto: potete vedere l’intera puntata sulla pagina Facebook del Salotto), ci siamo emozionati con gli amici dell’associazione ‘I pensieri di Chadraque’ (Ezio Ponassi, Sonia Furegati e Debora Borra), abbiamo riso con Diego Botta, fatto un po’ di yoga della risata con Lalla Ribaldone e conosciuto una splendida realtà sportiva della Uisp (ospiti: Renato Alfonsi. Carlo Castronovo, Eleonora Zante, Nello Peluso, Maurizio Arduino e alcuni bambini-calciatori). Il clou con le ragazze della ‘Notte delle donne dei tributi’ (Laura Pezzella, Serena Torti, Laura Tartuferi, Carmela Garibaldi, Serena Nasello, Irina Kramktsova, Paola Pezzimenti, Simona Baraldo, e con loro Monica Camagna) che hanno cantato in modo mirabile, improvvisando pure.

Il tutto con il contorno del cast fitto composto, oltre che da Rangone, da Serena Imperatrice, Gianni Pasino, Ezio Vescovo e Gianni Nesto.

Infine, un grazie a chi ha aderito alla nostra campagna solidale, portando farmaci che l’associazione ‘I pensieri di Chadraque’ destinerà a un orfanotrofio del Benin.

Ci ritroveremo il 17 marzo. Proveremo a fare ancora meglio, sempre al circolo Galimberti.

Dal teatro, raccolta fondi per Niscemi

Domenica, la Compagnia Teatrale Fubinese ha raggiunto un doppio risultato. Dal punto di vista prettamente artistico, c’è soddisfazione per lo spettacolo proposto dalla Compagnia di Prosa di Quattordio che, alla rassegna Fubine Ridens, ha presentato la commedia ‘L’ispettore’ di Nikolaj Gogol, un testo intelligente, ben interpretato da attori ottimamente diretti.

Poi c’è anche l’aspetto sociale. Il ricavato della giornata è stato infatti devoluto alla popolazione di Niscemi, attraverso una raccolta fondi promossa dal Comune di Fubine, sensibile alle istanze delle numerose famiglie locali originarie della città siciliana messa a dura prova da una frana.

Grazie anche all’apporto degli amici di Quattordio, siamo riusciti a raccogliere, dunque a devolvere, 650 euro. Non sarà una cifra clamorosa, ma è comunque significativa per una piccola realtà come la nostra. Un grazie a chi, oltre ad avere pagato il biglietto, ha deciso di lasciare un obolo per una giusta causa, dimostrando sensibilità e animo generoso.

Domenica 8, c’è Fubine Ridens

Domenica 8 febbraio, alle ore 17, al Teatro dei Batù di Fubine Monferrato, tornerà la rassegna ‘Fubine Ridens‘, organizzata dalla Compagnia Teatrale Fubinese col patrocinio del Comune.

Ospite la Compagnia di Prosa di Quattordio che presenterà ‘L’ispettore’, considerato uno dei lavori migliori dello scrittore russo Nokolaj Gogol.

Biglietto: 8 euro; prenotazioni al 366 3618120.

TRAMA: I funzionari locali, tutti corrotti, si convincono che il giovanotto sia in realtà un ispettore giunto da San Pietroburgo per controllare l’operato degli impiegati del posto. I quali, per ingraziarselo, iniziano a foraggiarlo con mance e omaggi, che lo inducono a mentire spudoratamente in diverse situazioni.

INIZIATIVA BENEFICA. La Compagnia Teatrale Fubinese devolverà il ricavato a un’iniziativa, promossa dal Comune, a sostegno della popolazione di Niscemi, la città siciliana che si sta confrontando con una frana che mina la stabilità delle abitazioni.

A Fubine, c’è una folta comunità emigrata da Niscemi.

Venite al Salotto portando farmaci

Il Salotto del Mandrogno sposa un’importante iniziativa benefica. Per questo invitiamo il pubblico che, martedì 10 febbraio verrà al circolo Galimberti (via Pochettini 3, Alessandria, ore 21.30, ingresso libero) a regalare, per quanto possibile, una confezione di farmaci da banco (il paracetamolo va benissimo).

Quello che raccoglieremo lo consegneremo agli amici di ‘‘I Pensieri di Chadraque’, un’associazione benefica di Alessandria che, a metà marzo, si recherà in Benin per completare un orfanotrofio gestito da suore, dove c’è necessità di farmaci di base.

Per tutti noi il regalare una confezione di medicinali può essere un piccolo sforzo; in Africa, un regalo del genere assume un’importanza straordinaria.

Con ciò, ovviamente, non ci sono preclusioni. Se vi andrà di aderire alla nostra iniziativa, vi ringrazieremo. Altrimenti non importa: contiamo di divertirci lo stesso e di trascorrere una piacevole serata (che sarà piena di sorprese).

Ciao Sergio, amico dell’Aido

Quando, due anni fa, lanciai l’appello per cercare collaboratori per fondare a Fubine Monferrato un gruppo comunale dell’Aido (Associazione italiana donatori organi), Sergio Avite fu tra i primi a telefonarmi: “Se hai bisogno, ci sono”.

Mi avrebbe chiamato molte altre volte, offrendo la propria disponibilità, aggiungendo sempre un “per quello che posso fare” e “basta che non ci sia da salire scale o sollevare pesi”. Era già piuttosto sofferente, ma non si è mai dato per vinto. Anzi, ha sempre partecipato ai nostri banchetti, svolgendo un lavoro silenzioso ma necessario.

Sergio ci ha lasciati sabato. Domani (ore 11, Fubine) ci saranno i funerali. L’Aido parteciperà al dolore dei famigliari ricordando il proprio consigliere più esperto, un “supplente” disponibile, così come con gli Alpini, indossando quel cappello con la penna, di cui andava giustamente fiero.

Sezzadio, serata di successo

Già dagli agnolotti avevamo capito che sarebbe stata una piacevole serata. Ieri, a Sezzadio, la Compagnia Teatrale Fubinese è stata ospitata da Comune e Pro loco per proporre la commedia “Quattro divorzi e un matrimonio”.

In un paese che, per noi, era una novità (quasi) assoluta, abbiamo trovato un pubblico caloroso e divertito che, con applausi e risate, ha sottolineato la nostra performance.

Un grazie agli organizzatori e a chi ha partecipato. “Quattro divorzi” tornerà il primo marzo al Teatro Parvum di Alessandria per un evento benefico, di cui avrò modo di raccontarvi…

Venerdì ‘Quattro divorzi’ a Sezzadio

Stasera, venerdì 30 gennaio, alle ore 21.15, la Compagnia Teatrale Fubinese sarà di scena a Sezzadio per proporre la commedia ‘Quattro divorzi e un matrimonio’, un testo che scrissi due anni fa in occasione del cinquantennale del referendum sul divorzio e del trentennale del celebre film ‘Quattro matrimoni e un funerali’.

Invitati dal Comune e dalla Pro loco, ci troveremo al Salone Saragat. E l’ingresso sarà gratuito.

Con me sul palco apprezzerete Daniela Cassina, Franco Mordiglia, Daniela Faletti, Davide Russo, Flavia Bigotti, Paolo Tafuri, Claudia Capra ed Elisabetta Abbà, con la collaborazione dietro le quinte di Carla Spano.

Se vi andasse di trascorrere un paio d’ora divertenti, potrebbe essere l’occasione buona.

Il nostro patrono e la difesa della lingua

Nel giorno del patrono dei giornalisti (24 gennaio, San Francesco di Sales), prendo a prestito parole del linguista Gian Luigi Beccaria, intervistato ieri da ‘La Repubblica’.

Beccaria denuncia l’eccesso di termini inglesi e la diffusione di parole come “attenzionare” e “monitorare”, definite orribili. La proliferazione di vocaboli come “scenario”, “innovazione”, “iconico” e “narrazione” appiattisce le possibilità espressive della lingua, spiega Beccaria, osservando che l’Italia è diventata “un colabrodo” rispetto ad altri paesi europei che adottano politiche linguistiche più rigorose. La Spagna – sostiene – rappresenta un modello alternativo: gli spagnoli chiamano l’asciugacapelli “secador de pelo” invece di utilizzare il termine inglese “phon”. “Forse gli iberici esagerano sempre un po’, ma secador de pelo lo trovo magnifico“.

Secondo Beccaria, la difesa della lingua richiede un impegno istituzionale e scolastico, ma ormai i professori dedicano gran parte del tempo a riempire moduli, anziché alla didattica e alla trasmissione del patrimonio culturale.

Ecco, forse queste considerazioni possono essere d’aiuto ai giornalisti. E magari anche ai lettori, ai quali continuo ad augurare la capacità di scegliere.