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25 anni fa, oggi

Ho ascoltato storie, testimonianze. Ho visto gente con le lacrime agli occhi e altre commosse nel ricordare. 25 anni fa, il 6 novembre 1994, Alessandria (come mezzo Piemonte) venne devastata dall’alluvione. Ho partecipato a due eventi organizzati per celebrare la ricorrenza, prima in Biblioteca, poi a San Michele. Si è parlato di volontariato e Protezione civile, della gente che ha sofferto e di quella che ha aiutato. Oggi, giovedì, alle 18.30. sarò alla Direzione ambiente della Provincia, in via Galimberti, Alessandria, per partecipare a un dibattito intitolato “Alluvione, la memoria del ricordo”. Con me altri due giornalisti, Antonella Mariotti (La Stampa) e Fabrizio Laddago (Radio Gold). Ricordare è doveroso per migliorare il futuro, ci ha spiegato il prefetto Apruzzese. E’ per questo che si rievoca. Lo facciamo, poi, a poche ore da una tragedia che ci ha portato via tre vigili del fuoco, gente sempre in prima linea che ha operato anche in  situazioni di emergenza, ad esempio nell’Umbria devastata dal terremoto. Memoria e cronaca s’intrecciano tragicamente; la vita è fatta così, d’altronde.

Malgrado tutto

Coperti di dolore, affossati dall’incredulità, vicini a chi soffre, fieri di chi se n’è andato nella triste notte di Quargnento. Avrete letto molto, sentito altrettanto e commentato. Malgrado tutto, si va avanti. E oggi, 6 novembre, lo dobbiamo fare guardando indietro, a 25 anni fa, quando l’alluvione sconvolse Alessandria. Con rabbia e tristezza per la tragedia accorsa ai vigili del fuoco (e, per estensione, a tutti noi), ricordiamo l’esondazione del Tanaro, il fango e tutto quel che ne è conseguito. “Il Piccolo” lo farà (con Radio Gold) attraverso un docufilm che potrete apprezzare al sito www.ilpiccolo.net. Non solo: alle 18, in biblioteca, verrà inaugurata  una piccola mostra, mentre, alle 21.30, a San Michele (sala polifunzionale, via Remotti) avrò il piacere di condurre un talk show dedicato ai volontari che, 25 anni fa, prestarono soccorso alla popolazione alluvionata. Spero vogliate condividere  un doveroso ricordo, in una città che, purtroppo, continua a subire motivi per versare lacrime.

Noi e l’alluvione

Non vi tedierò sciorinandovi un’infinità di ricordi: l’alluvione del 1994 ha segnato tutti noi che l’abbiamo vissuta e riempito i discorsi anche di generazioni successive. Voglio però annunciarvi che, mercoledì 6, sui siti del Piccolo e di Radio Gold, oltre che su Radio Gold Tv, andrà in onda un docufilm che abbiamo girato per raccogliere testimonianza. E’ un ottimo lavoro documentaristico, che spero vogliate apprezzare. Il film si può vedere anche in biblioteca di piazza Vittorio Veneto, sempre martedì ma alle 17.30.

Sempre mercoledì, ma alle 21.30, nel salone polifunzionale di San Michele (via Remotti 43), avrò il piacere di condurre un talk show con ospiti alcuni dei volontari che, 25 anni fa, sono stati impegnati nel sobborgo. E giovedì 7, alle 18.30, sarò ospite di un dibattito che si terrà nella Direzione ambiente della Provincia, in via Galimberti.

Sul Piccolo, venerdì e martedì, storie dedicate all’alluvione, con testimonianze inedite.

La natura è più coerente degli uomini

E’ andata bene. Diciamolo pure: è andata bene. E’ piovuto molto, i fiumi si sono ingrossati, gli allagamenti ci sono stati, i danni pure. Nel 1994 in Piemonte morirono oltre 70 persone per l’alluvione, 13 nella sola Alessandria.   Stavolta, non contiamo vittime, qui.  La natura non si può dominare, ma gli uomini possono darsi una regolata, adeguandosi ad essa. Cosa che, evidentemente, è stata fatta, se è vero che la campagna di informazione è risultata  efficace, che le precauzioni adottate hanno dato effetto, che la macchina dei soccorsi ha funzionato al meglio. Qualche merito, alla fin fine, bisogna pur darlo, a istituzioni e  volontariato. Poi però bisogna anche dire del ponte Meier:  io non so cosa racconteremmo adesso se, al posto della nuova struttura inaugurata poco, ci fosse ancora il vecchio ponte. So che sotto il Meier l’acqua è passata, sotto il Cittadella no. So anche che adesso perfino (alcuni di) quelli che consideravano il Meier il peggiore dei mali stanno benedicendo il ponte, dimenticandosi forse di averlo osteggiato fino a non troppe settimane fa. Insomma, la natura è più coerente degli uomini.

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