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Il cielo (di Fubine) è sempre più blu

Vabbè, facile tirare in mezzo il cielo di Rino Gaetano, che è sempre più blu, in queste ore di spoglio elettorale. Qui, però, si celebra il blu della Stazione, il rione che ha vinto il torneo di Fubine. E scusate se è poco.

Premessa: è il rione in cui risiedo. Premessa numero 2: il mio contributo è stato pari a zero. Con ciò non posso non evidenziare come, al di là del risultato, abbia vinto un paese intero che, attraverso le sfide, ha messo insieme giovani e meno giovani, vicini di casa che manco si conoscevano, italianissimi e ospiti arrivati da lontano, riportando quel senso di comunità che non può che fare il bene di una realtà come la nostra, spesso (e a ragione) invidiata da chi, nei paraggi, non riesce a essere altrettanto costruttivo. E non solo perché non organizza un torneo di contrade i cui esponenti si preoccupano di addobbi, costumi, sfilata, che sono la cornice alla sostanza delle gare (o, più probabilmente, sono le sfide ad essere l’orpello).

Queste poche righe vogliono essere un omaggio alla “fubinesità”, al gruppo Fubine SiAmo che ha promosso l’iniziativa e ai rioni che hanno partecipato, con entusiasmo e la dovuta rivalità. Poi, si sa, c’è chi lo spumante lo stappa e chi continua a tenerlo in frigo…

Il weekend di ‘Genitori modello’

Sabato 17 (ore 21.15) e domenica 18 (ore 17), al Teatro dei Batù di Fubine, nell’ambito della rassegna Fubine Ridens, la Compagnia Teatrale Fubinese presenterà una delle produzioni del 2024 (per l’altra, appuntamento ad aprile). Si tratta di “Genitori modello”, commedia per quattro attori che Riccardo Robotti dirige e interpreta con Marina Roncati, Anna Cioffi e col sottoscritto.

Risulta che le prenotazioni stiano andando piuttosto bene. Quindi, il consiglio a chi volesse assistere allo spettacolo è di affrettarsi, chiamando il 392 2349719.

Ispirato da ‘Le dieu du carnage’ di Yasmina Reza, la commedia parte da quanto accaduto in un parco milanese sostanzialmente tranquillo, dove l’undicenne Zaccaria colpisce con un bastone il coetaneo Ivan, procurandogli la rottura di due denti. Annie e Aldo, genitori di Zaccaria, si recano a casa di Ester e Michele, mamma e papà di Ivan, per scusarsi e cercare di derubricare l’accaduto a semplice alterco tra due adolescenti. Però, quando tutto sembra risolversi, le iniziali buone intenzioni precipitano, sopraffatte da incomprensioni, diatribe, rivendicazioni, cattiverie… Qualche drink di troppo, inoltre, fa risaltare il peggio dei protagonisti, alle prese con una casa farmaceutica senza scrupoli, un malcelato razzismo, la passione per l’Africa, un criceto abbandonato…

Due appuntamenti per oggi

Amici del teatro, vi segnalo due appuntamenti per oggi, domenica. Alle 17, sarò a Solero, all’auditorium della chiesetta di San Sebastiano, a presentare il monologo “Colombo ha sbagliato strada”.

Alle 21, al Teatro Municipale di Casale Monferrato, la Compagnia Teatrale Fubinese proporrà la commedia “Ansansà”, che rientra in un mini cartellone di spettacoli dedicati al dialetto.

E ieri sera…

E un grazie a chi, ieri sera, è venuto a Pinerolo ad assistere allo spettacolo di cabaret messo in scena con Giusi Iacono e Valter Nicoletta, e a chi, a Fubine, ha applaudito l’ottima compagnia Siparietto di San Matteo di Moncalieri, davvero molto apprezzata.

Il cabaret arriva a Fubine

Abbiamo il piacere di inaugurare la festa patronale di Fubine. Lo faremo domani sera, giovedì; lo faremo con la Compagnia Teatrale Fubinese, in versione trio, e con lo spettacolo “Cosa ci tocca fare”, nuovo di zecca, con qualche… revival, perché ci hanno spiegato che i cavalli di battaglia non vanno abbandonati.

Ebbene, alle 21.30 saremo sul palco dell’area Cerrina (prima, se vi va, potete cenare allo stand della Pro loco); con me, suonerà Massimo Faletti, e reciterà e canterà Maurizio Ferrari.

Ingresso gratuito, forse nessuna zanzara.

Ed ecco Marco e Mauro

Lo scenario della festa patronale di Fubine per Marco e Mauro, i cabarettisti di Torino che stasera, venerdì, alle 21.30, saranno di scena ai campi Cerrina. Con loro, Aurelio e Stefania, colonne musicali dello show “Com’è bello far l’amore da Fossano in giù”, uno spettacolo che ci sta dando molte soddisfazioni. E scrivo “ci” perché mi fregio di esserne l’autore, insieme a Marco e Mauro stessi. Si ride, si ascolta musica, si apprezzano parodie, il tutto gratuitamente. Sono lieto che la Pro loco fubinese abbia pensato a Marco e Mauro, decidendo di impreziosire la festa patronale col cabaret. Non mi resta che invitarvi, dunque,

Corrida, se andrà come pare…

Sappiate che stiamo lavorando per garantirvi una serata spumeggiante. “La Corrida”, d’altronde, questo è: un’occasione per divertirsi, con la complicità di chi ha voglia di esibirsi e, naturalmente, del pubblico più o meno benevolo. La Compagnia Teatrale Fubinese, dopo essersi proposta molte volte in palcoscenico, ora… si gode lo spettacolo garantito da altri. Il menù è prelibato, stando ai primi ingredienti. E mercoledì 24 luglio alle ore 21.30, nella piazzetta della Croce rossa, potrete gustarlo anche voi. Vi aspettiamo, belli carichi. E, per rinfrescarvi la memoria, grazie a Chiara Longo vi propongo una foto dello scorso anno…

Tutto sul “Conte socialista”

Ecco tutto quello che potrebbe interessarvi su “Il conte socialista”, lo spettacolo che la Compagnia Teatrale Fubinese porterà inscena domenica30 giugno alle 18 nel parco della Cappella Bricherasio, a Fubine.

 

Cosa succede

Domenica 30 giugno 2019, alle ore 18, a Fubine Monferrato (Al), nel parco della cappella Bricherasio, in via San Giovanni Bosco, la Compagnia Teatrale Fubinese presenta “Il conte socialista”, spettacolo ideato e diretto da Massimo Brusasco e dedicato al conte Emanuele Cacherano di Bricherasio, già proprietario del castello di Fubine, nato 150 anni fa e 120 anni or sono co-fondatore della Fiat. La manifestazione rientra nelle celebrazioni per Bricherasio organizzate dal Comune di Fubine e dall’associazione Monferrato 2020. L’ingresso è gratuito.

Lo spettacolo

Il conte socialista” è una pièce brillante, che trae spunto dalla storia, ma tratta gli eventi in chiave decisamente moderna, come farebbe la televisione del Terzo millennio. Ridendo, si può anche riflettere…

Gli interpreti sono: Giuseppe Balestrero, Anna Cioffi, Marina Roncati, Riccardo Robotti, Doriana Bellinaso, Lidia Mordiglia, Gianpietro Brusasco, Paolo Tafuri, Franco Mordiglia, Massimo Brusasco, Cesare Langosco, Massimo Bosia, Fabio Bellinaso.

Canzoni originali di Massimo Brusasco e Massimo Faletti interpretate da Maurizio Ferrari, Massimo Faletti, Enzo Garlando, Guglielmo Gagliardi.

La storia

Emanuele Cacherano di Bricherasio, di famiglia benestante, fu uno degli artefici della Fiat, nonché fondatore dell’Automobil Club e della rivista “L’automobile”. Fu uno dei protagonisti della vita economica e sociale della Torino di fine Ottocento e inizio Novecento. Fondò la Fiat nel 1899, insieme a un gruppo di giovani rampanti, tra cui Giovanni Agnelli. Nobile ma di idee socialiste, progressista e visionario, morì in circostanze misteriose a 35 anni, nel castello di Agliè, di proprietà dei duchi di Genova, imparentati coi Savoia. Suicidio? Delitto? Non si sa. Di certo, il giorno successivo il decesso ci sarebbe stato un consiglio di amministrazione della Fiat durante il quale Bricherasio avrebbe mosso accuse piuttosto pesanti nei confronti dei “colleghi”.

I personaggi

Oltre al conte, tra i personaggi che rientrano nella storia bisogna citare almeno: Sofia di Bricherasio, pittrice, sorella di Emanuele; Lorenzo Delleani, pittore, maestro di Sofia, autore del quadro “I fondatori della Fiat”; Federico Caprilli, considerato il padre della cavalleria moderna, morto tre anni dopo il suo amico Emanuele; Leonardo Bistolfi, scultore, autore dello splendido monumento sepolcrale di Emanuele, custodito nella cripta della cappella Bricherasio.

La Compagnia Teatrale Fubinese

Nata nel 1981, la Compagnia Teatrale Fubinese, presieduta da Massimo Bosia, propone commedie in lingua, in dialetto monferrino, oltre che spettacoli di cabaret e musicali. Attiva anche in ambito sociale, promuove la rassegna teatrale “Fubine Ridens” e si esibisce abitualmente in provincia di Alessandria e non solo.

Per contatti: 3357291099, massimobrusasco@libero.it

 

E rioni siano

Non ci sarà  il clima di trent’anni fa, ma mi piace questo spirito rinato, questa sana competizione, questa voglia di esserci. Fubine, per tre giorni (ma forse anche qualcosa in più: vedremo) si immerge nel torneo dei rioni. Bravi i ragazzi di Fubine SiAmo a rinverdire una tradizione antica, e plauso a tutti quelli che si stanno dando da fare perché sia festa. Ho il piacere di presentare il torneo, domani sera. Sono certo che sarà baldoria, con la necessaria dose di rivalità. Vi lascio con una foto, da qualche giorno circolante sul web,  che si riferisce agli albori del torneo (sono uno dei due che reggono il cartello) e con una riflessione che mi è stata chiesta dagli organizzatori.

Per me il torneo dei rioni è Ottavio Castellini. Il più placido tra i terrestri fubinesi, ma il più perfido. Una mente diabolica che, in prossimità delle gare, dava il meglio di sé. Forse non gli importava neanche vincere, con le sue (e le mie) Cascine, ma godeva come un matto nel creare scompiglio, nell’animare discussioni e, ne sono convinto, nel fare irritare suo suocero, che ci metteva niente a incendiarsi.
Per me il torneo dei rioni è Ottavio che trovava complici per realizzare gli asini di polistirolo da mettere nel bar Sport; è quello che pensava di trasformare la rotatoria della Stazione in un pollaio; di affiggere manifesti da morto dedicati agli avversari. E’ l’Ottavio che proponeva gare in cui il suo (il nostro, certo) rione era indubbiamente più competitivo (la gara dei trattori, ad esempio), e quello che, con la scusa di parentele fittizie, faceva partecipare, nelle sue squadre, soggetti che a Fubine non si erano mai visti, e che non si sarebbero visti più.
In certi frangenti, un paese ha bisogno di “ottavicastellini”; lui è stato un emblema di senso di appartenenza, impegno e sana rivalità, con pizzico di sadismo.

Se n’è andato da poco, Ottavio. La rinascita del torneo è, implicitamente, un’occasione per ricordarsi di lui e delle sue “gesta”.

 

Continuavano a chiamarla Busiunà

Sì, si chiama “busiunà”, con due “u”. Lo so che è comunemente nota come “businà”, ma che ci volete fare? A Fubine funziona così, per lo stesso motivo per i quali gli “infernòt” sono chiamati, almeno da alcuni tra i più anziani, “linfernòt”. Il bello del dialetto sta proprio nella varietà. Oltre che nella “licenziosità”. Col vernacolo si creano  immagini  che, in lingua, sarebbero insulti. Ci sono esperti che vi possono rendere edotti sulla faccenda. Io mi limito a ricordare che, stasera, come ogni Martedì grasso, a Fubine si legge la “busiunà”, rito pagano con il quale ci si beffa, in rima baciata, dei personaggi più in vista. Ci si trova alle 21 in piazza Garibaldi, per il falò, la lettura, la distribuzione di dolci e vino.  E che sia un buon Carnevale.

Le Roberte e la casa dell’amante

Tutto inizia quando il signor Siluro (non ho ben capito se il nome voglia per forza dire qualcosa…), un tizio che non si è mai sposato perché non crede nel matrimonio, va a casa dell’amante. Evidentemente non tutto fila liscio, altrimenti non ci sarebbe commedia. Invece la commedia c’è. Si intitola “Due belle Roberte” e domani, sabato 12 gennaio, alle ore 21.15, lo spettacolo sarà portato in scena a Fubine, nell’ambito della rassegna Fubine Ridens. Sul palco del Teatro dei Batù gli attori della Compagnia Al Bacio di Milano, che abbiamo già avuto modo di apprezzare. E per questo li abbiamo richiamati, certi che anche stavolta delizieranno il pubblico. Mi auguro vogliate partecipare numerosi: costa solo 7 euro, un prezzo che la Compagnia Teatrale Fubinese, organizzatrice della serata, mantiene invariato ormai da molto tempo…