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A Fubine, finalmente

L’ultimo evento festaiolo di Fubine, prima del Covid, fu la festa di Carnevale, con tanto di “busiunà”. Sul palco, io e Maurizio Ferrari. Il primo dopo l’emergenza (anche se non è mica finita…) sarà il 4 settembre per la festa dell’associazione L’Abbraccio. Stavolta in scena non ci saremo solo noi due ma anche Massimo Faletti e Katia Di Dio, tutti impegnati in uno spettacolo che si intitola “Stai su da dosso”, show che stiamo proponendo in questo periodo bislacco.

Per fortuna c’è chi ha voglia di organizzare, pur con gli obblighi imposti dalla Legge e il buonsenso che dovrebbe albergare in ognuno di noi. Dunque, all’invito dell’Abbraccio abbiamo risposto “presente”, immaginando che anche i fubinesi abbiano voglia di una serata di svago. Ci troveremo alle 21.30 in piazza Garibaldi. E, mi raccomando: prenotatevi al 331 9832806, così permettere ai promotori dell’iniziativa di operare al meglio.

Anche i Briatori si ammalano

La “mia” domanda del giorno suona più o meno così: è peggio un Briatore malato dopo aver fatto lo sbruffone o chi, sui social, gli ricorda che, essendo sbruffone, gli sta proprio bene che si ammali? Non finiremo mai di navigare nei nostri difetti: l’invidia, ad esempio, che fa il pari con il delirio di onnipotenza. Troviamo pretesti per fare (cattiva) politica, per mettere i poveri contro i ricchi e seminare odio. Briatore è indubbiamente un veicolo che fa al caso degli intolleranti, oltre che un formidabile bersaglio per la satira (talvolta splendida).

Sarebbe importante, invece, che la gente capisse che se anche Briatore, che (quasi) tutto crede di potere, è affetto da Covid, dovremmo tutelarci il più possibile tutti noi che crediamo di potere poco. Se poi è prostatite, come è stato detto (ad esempio dall’informata Santanché), facciamo una riflessione ulteriore, ricordando che la prevenzione è sempre fondamentale, anche per i milionari.

Viganò, storia di Coppe

Stasera Inter e Siviglia giocano la finale di Europa League e Sergio Viganò non ha dubbi su chi tifare. Interista nel cuore, ha pure fatto il massaggiatore nella “sua” squadra, vincendo lo scudetto, con Mancini allenatore. Ma quella del Viga, che racconto nel libro “Le mani del mago” (edito da Bradipolibiri), è anche una storia di coppe, tra successi (con la Sampdoria e la Lazio, in Coppa delle coppe, ad esempio) e delusioni, la più cocente delle quali è la finale di Champions persa con la Samp, avversario il Barcellona: 1-0, decisivo Koeman che, da poche ore, è il nuovo allenatore della squadra catalana.

Nel mio libro, cerco di raccontare molto di Viganò, grazie anche a Mancini, Vialli, Gregucci, Lombardo… e altri protagonisti che lo hanno conosciuto. Non c’è solo calcio, però; è una storia che mescola casualità a tenacia, amore per un territorio (il Monferrato) e amicizie autentiche, come quella col Mancio, che continua, consentendoci, forse, di scrivere altri capitoli…

Gioele, non è un po’ troppo?

Dovrei forse dire “chiedo per un amico”, invece chiedo per me. Chiedo da utente dell’informazione e da operatore. Chiedo da persona, mettiamola così. Oggi è stato rinvenuto un corpo che potrebbe essere quello del piccolo Gioele, figlio di Viviana, trovata morta qualche giorno fa, in Sicilia. Inutile ripetere la storia: la saprete. Sappiamo ormai tutto di loro, del marito-papà, dei parenti, degli amici.

E’ una storia con tutti i crismi del “giallo dell’estate” e di questo ne ho perfetta coscienza. Ci sono vicende che entrano nella cronaca a pie’ pari e altri che ne restano fuori. Questa ha i crismi giusti: la bella mamma, il bimbetto, un viaggio che non sarebbe dovuto essere quello, l’incidente, la fuga, il mistero. Una farcitura di congetture, una verità che tarda ad arrivare e che qualcuno si augura continui a farsi attendere, così da girarci attorno ancora un po’.

Però stasera… Stasera mi pare che si sia un po’ esagerato, a cominciare dal Tg1, l’autorevole Tg1, direi. Sono dettagli. Microfoni puntati. Telecamere a indugiare sui particolari. Morbosità irrispettosa. Vuole questo la gente? Forse. Io, però, resto dell’idea che chi informa debba cercare di essere un gradino più in alto di chi viene informato, né deve temere di porsi limiti morali. Anche nel 2020, anche coi social che imperano.

Sarri non è un cretino

Premessa: a parer mio, la Juventus ha fatto bene a esonerare Sarri esattamente come, lo scorso anno, è stato giusto congedare Allegri. Allegri, bravissimo, aveva dato tutto, vinto molto e chiesto tanto: difficile fare di più. Sarri arrivò per soddisfare la cosiddetta voglia di bel gioco e ha fallito. Ha perso una finale di Coppa Italia meritando di perdere, è andato fuori dalla Champions meritando di uscire (o, comunque, facendo troppo poco per passare il turno) e ha vinto il campionato più per fallimenti altrui che virtù proprie. E solo di rado s’è visto la Juventus giocare bene e andare al di là di prodezze dei singoli.

Ma non è un cretino, Sarri. Anzi. Era un ottimo allenatore, lo è ancora e avrà modo di dimostrarlo. Lo potrà fare in una squadra congeniale al suo modo di vedere calcio; una squadra senza Ronaldo, per capirci, che è fenomenale e (quasi sempre) strepitoso ma che c’entra poco col sarrismo. Volendo tenere Ronaldo, Sarri deve andarsene. Credo da questo concetto non si scappi.

Ma non è un cretino, Sarri. Anzi. Ha fatto la gavetta, conosce il calcio, ha studiato, si aggiorna. E’ credibile. Ha dimostrato bravura in ogni categoria. Non sarà elegante, neanche troppo simpatico, fa spesso il “piangina”, ma credo che meriti il rispetto che si deve a chi, partendo da lontanissimo, è arrivato a vincere l’Europa League col Chelsea e lo scudetto con la Juventus. Poi si sa come vanno le cose nel mondo del pallone: deludi e finisci sulla graticola, sei sbeffeggiato, buttato giù dal carro su cui salgono quelli dell'”io l’avevo detto” insieme a coloro che rinnegano affermazioni e certezze vecchie neanche pochi mesi.

Sarri ne ha viste per così. Si rifarà. Credo sia una certezza, non solo un augurio.

Splendido, malgrado tutto

C’è fatica e tattica, c’è potenza e intelligenza e sudore. Ci sono avversità meteorologiche con cui confrontarsi, e discese e salite. Io sono innamorato del ciclismo ed è un amore che aumenta tutte le volte che salgo sulla mia bici adatta giusto per andare a fare la spesa.

Ad di là delle vittorie e delle sconfitte, dei gran premi della montagna e delle maglie rosa o gialle, il ciclismo è quello sport che porta gente sulle strade e fa urlare “bravo” anche in direzione dell’atleta sconosciuto: lo si incita, dal ciglio, semplicemente perché si sta dando da fare.

In questi giorni, dalle mie parti, sono passate la Milano-Torino e la Milano-Sanremo e, a Fubine, si sono disputate due importanti gare per Under 23. E’ stata una festa, e pazienza se ad essa non hanno saputo partecipare i soliti lamentosi, polemici quando non si fa niente e pure quando si fa qualcosa, sol perché “non si può passare in macchina”.

No, non si può passare. Ci sono atleti che meritano rispetto, attenzione, applausi. Ci sono gli interpreti dello sport straordinario di cui sono innamorato. E quando uno si innamora, non tollera il tradimento. Purtroppo, il mondo del ciclismo ha tradito spesso me e chi come me lo apprezza. Se, malgrado tutto, c’è chi continua a entusiasmarsi quando passa il gruppo, è perché questo sport ha davvero una forza incredibile.

Doppio spettacolo

Vi segnalo due spettacoli: venerdì 7, alle 21.30 in piazza della Chiesa, ultimo appuntamento della rassegna di Cuccaro. Ospite la compagnia Teatro della Nebbia di Casale che presenterà la commedia “Gente di facili costumi”, un successo di Nino Manfredi proposto da Fabio Fazi e Lara Miceli. Ingresso a offerta libera. Organizzano comune di Lu e Cuccaro Monferrato e Pro loco cuccarese.

Sabato 8, invece, vi aspetto al centro d’incontro Galimberti di Alessandria dove, con la Compagnia Teatrale Fubinese (e, in particolare, con Maurizio Ferrari, Massimo Faletti e Katia Di Dio), andrà in scena “Stai su da dosso”, lo spettacolo di musica e cabaret che portiamo in scena in questa anomala estate dell’emergenza Covid. Saremo in via Pochettini, ingresso gratuito.

Un libro per svagarsi

“Ecco, il tuo libro è quello che ci vuole per avere un po’ di svago in quest’estate complicata”. Prendo la frase, pronunciata da un lettore, e ve la giro, sperando che abbiate voglia di essere lettori anche voi. “Miei” lettori in questo caso, visto che si sta parlando de “Le mani del mago”, il libro che ho scritto per Bradipolibri dedicandolo a Sergio Viganò, il massaggiatore dei campioni.

“Le mani del mago” si può trovare nelle librerie di Alessandria (ma anche al bar Disotto di Fubine) oppure ordinare attraverso i soliti canali online. E’ un libro di svago, di sport, di amicizia, di curiosità. Se avete voglia di tirare un po’ il fiato, visto il periodo perlomeno difficile, “Le mani del mago” potrebbe essere una soluzione.

Questo post… di propaganda serve anche a ringraziare tutti quelli che hanno letto il libro, lo hanno commentato e hanno voluto farmelo sapere. Spero, naturalmente, che ci si possa incontrare in qualche presentazione libraria (quando si potrà “davvero”): sono sempre piacevoli occasioni di confronto

Cuccaro, serate-risate

Continua la rassegna teatrale a Cuccaro, grazie all’organizzazione del Comune di Lu e Cuccaro Monferrato e della Pro loco cuccarese. Venerdì 31 luglio tocca alle compagnie I Provvisori e Teatro d’Appendice (con Agata Tinnirello e Gianluca Pivetti) esibirsi alle ore 21.30 in piazza della Chiesa (ingresso a offerta libera). Saranno presentate gag rientranti nel programma di “Ridere come una volta”.

Uno spettacolo che mescola leggerezza e arguzia, per trascorrere una piacevole serata in un luogo che… garantisce freschezza. Con certe temperature, è quel che ci vuole.

Stasera ci vediamo a Casale

Si fa teatro, si fa fatica (siamo pur sempre gente che fa altro nella vita), ci si impegna anche per serate come quella di ieri, ospitato in un posto, Balangero, in provincia di Torino, dove poco sapevano di noi e noi nulla di loro. Abbiamo trovato una realtà effervescente e, soprattutto, un pubblico abituato alle commedie. Non so se noi dal palco abbiamo trascinato gli spettatori o se è successo il contrario, però ne è uscita una serata di quelle da segnare in agenda.

E stasera, domenica 26, si replica. Alle 21.30, nel cortile del castello di Casale Monferrato (ingresso libero), la Compagnia Teatrale Fubinese presenterà la commedia “La pausa caffè”, un commedia collaudata che ormai consideriamo “una garanzia”. Spero vogliate apprezzarla, in un’ambientazione, come quella odierna, molto suggestiva.