Sono reduce da una bella esperienza che si intitola “Galleggia o non galleggia”; è una gara tra equipaggi che devono costruire barche di cartone e poi sfidare il Po, sperando di non andare a fondo. C’erano 47 squadre in gara e moltissime persone ad arrostire sotto il sole di Casale. L’entusiasmo l’ha fatto da padrone e ha contagiato sia chi è sceso in acqua con fantasia e buoni propositi che quelli che  hanno applaudito dagli spalti. In mezzo, gli Amici del Po, gruppo molto dinamico, perfetto nell’organizzazione. Io ero presidente della giuria. Al di là delle classifiche, c’è altro che conta: ad esempio che questa manifestazione è una splendida occasione per valorizzare il fiume che taglia la città, farlo conoscere, renderlo famigliare. Penso ad Alessandria, dove il Tanaro è vissuto sempre come un fastidioso impedimento, piuttosto che un’opportunità da sfruttare.

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