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Festeggiamo i “cento”

Domani, mercoledì, alle 17.30, a Villa Guerci (via Faà di Bruno, Alessandria), “Il Piccolo” fa festa con i ragazzi che hanno conseguito 100 (o 100 e lode) alla maturità. E’ una piccola cerimonia informale, che abbiamo pensato qualche anno fa per premiare i ragazzi, certamente, ma anche per capire qualcosa in più da giovani che, inevitabilmente, hanno un futuro da costruirsi e, molto probabilmente, se lo fabbricheranno lontano da qui. E’ anche un modo, per quanto possibile, per non spezzare quel collegamento che c’è tra il giornale e Alessandria e tra Alessandria e i ragazzi. Proponiamo sempre interessanti relatori che, con poche parole, parlano del loro vissuto e delle prospettive. Ci illudiamo sempre di insegnare qualcosa; finisce spesso che, dai ragazzi, siamo noi a imparare.

Il bello dei ragazzi

Incontrare i ragazzi è spesso un piacere. Ieri, certamente, ne abbiamo avuto la prova durante la festa che “Il Piccolo” ha organizzato invitando a Villa Guerci gli allievi che hanno conseguito 100 (con o senza lode) al recente esame di maturità. Sapere cosa pensano, quali sono i loro obiettivi scolastici, quali i sogni è di importanza vitale per un giornale che vuole garantirsi un futuro. A loro abbiamo offerto un pomeriggio interessante, grazie a ospiti che hanno portato le loro esperienze “di successo” e che sono stati in grado di coinvolgere i presenti. A chi ripone poca fiducia nei giovani, possiamo raccontare di una parentesi felice, che ci riconcilia con l’oggi ma, soprattutto, ci va intravedere un domani roseo.

Il ricco immaturo

Ho sempre pensato che Gigio Donnarumma, tutto sommato, fosse vittima (strapagata) di un sistema sufficientemente sbagliato, ma perfettamente italiano. Consigliato da chi ne sa più di lui (l’invidiato Mino Raiola), ha prima fatto sapere al Milan che non avrebbe rinnovato il contratto, salvo poi tornare sui suoi passi dopo avere alzato la posta ed essersi assicurato, a 18 anni, un faraonico contratto pluriennale che prevede pure – e questo è il topos dell’italianità – l’ingaggio del fratello più scarso. Pur indignato per certe cifre, che comunque – pare – fanno parte del gioco, mi sento ti perdonargli tutto, nella certezza  che sarà uno dei portieri più forti dell’Italia contemporanea. Non posso sopportare, però, che abbia rinunciato all’esame di maturità, previsto per domani, preferendo anticipare le vacanze a Ibiza. Non avrà problemi di trovarsi un lavoro, Gigio, né grane economiche, né la necessità, dunque, di studiare per forza. Ma poiché i calciatori, specie se da copertina, sono esempi, l’aver preferito Ibiza alla scuola (di più: all’atto conclusivo della carriera scolastica) è una stupidaggine colossale che piacerà soltanto a quelli che hanno come modello Mino Raiola,  ex pizzaiolo  diventato ricchissimo non per studio ma per arguzia e sfacciataggine sotto forma di capacità imprenditoriali.