Il senso del torneo dei rioni

Premessa: il mio rione, la Stazione, ha vinto il torneo del paese, ma questo non è così importante (anche se fa piacere). Quel che conta è, intanto, che il torneo si sia disputato, dopo gli anni di Covid; che in molti abbiamo partecipato; che il paese si sia rivitalizzato un pochino, in attesa che il periodo festaiolo entri nel vivo.

Il merito di tutto ciò va ai ragazzi di FubineSiAmo: solo chi ha (già) provato a organizzare qualcosa del genere sa cosa vuol dire. Dunque, bravi. Poi, indubbiamente, il plauso va tributato a chi ha partecipato, più o meno direttamente: cito su tutti Stefano, l’anima del rione Valle, che supera le difficoltà e infonde ottimismo.

Il torneo ha senso perché unisce ma divide. Se non ci fossero le rivalità, non ci sarebbe gusto. Se il “volemose bene” prevalesse di netto sugli sfottò non avrebbe molto senso gareggiare. Bene così, dunque. E se qualcuno non ha capito lo spirito dell’iniziativa, pazienza. Resta, comunque, in clamorosa minoranza. (ps: pubblico un addobbo delle Cascine, perché sugli allestimenti hanno vinto abbastanza nettamente. Sul resto, parliamone…).

Massimo Brusasco

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One thought on “Il senso del torneo dei rioni
  1. Luciano

    Non sono d’accordo io sono per il volemose bene, brindare con 30 litri è un tesoro che si trova in 15 minuti,che ti lascia una canzone da cantare su una vespa tra i Colli fubinesi , è un 10 e lode! E per tutti gli altri? Sti cazzi! Sarà per il prossimo anno.

     
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