Aido, qualche info (e qualche grazie)

A Fubine, domenica scorsa, è nato il nuovo Gruppo Aido. Non che mancassero associazioni in paese, ma con l’Aido pensiamo di andare ad ampliare il ventaglio dell’offerta, dal punto di vista solidaristico e, diciamo così, sanitario.

Aido promuove la donazione degli organi, ben sapendo che, donando, si possono salvare vite, o migliorarne la qualità. Noi di Fubine, attraverso iniziative che avremo modo di reclamizzare, ci muoveremo nel solco tracciato dall’Aido nazionale e seguendo la filosofia della sezione provinciale.

Al sito www.aido.it trovate tutto quel che può essere utile per fare chiarezza (e magari per indurvi a iscrivervi).

Dunque, a Fubine è nato il gruppo. Gli amici che ho coinvolto hanno voluto che ne fossi il presidente. Sanno, loro, che mi devono dare una mano e, in effetti, lo stanno già facendo. L’avventura è condivisa con Veronica Fracasso e Stefano Barbero (vice presidenti), Ivana Ferrabone (segretaria), Lidia Mordiglia (tesoriere); Enrica Dameri, Carla Spano, Chiara Longo ed Elisabetta Abbà (consiglieri); Sergio Avite, Rosella Montafia, Enrico Desimone e Massimo Faletti (supplenti). Ma altri sono pronti a sostenerci.

Li ringrazio tutti, così come non posso non ringraziare il Comune di Fubine (il sindaco Lino Pettazzi è iscritto Aido da tempo), Avis e Croce Rossa, i medici del paese, la presidente provinciale uscente Nadia Biancato, Marilena Demichelis, presidente del gruppo intercomunale di Quattordio, a cui Fubine ha fatto riferimento fino a domenica scorsa, e tutte le delegazioni Aido della provincia che, domenica, sono venute a Fubine a darci il benvenuto nella famiglia dell’Associazione.

Un grazie anche a chi ci ha inviato incoraggiamenti, congratulazioni, consigli e a chi ha partecipato al nostro “battesimo”.

Infine, ricordo che il gruppo fubinese è dedicato a Giancarlo Fracasso, mancato lo scorso anno. Chi l’ha conosciuto, sa quanto ha fatto per il paese, in particolare con l’associazione L’Abbraccio. Sono molto felice che, sul nostro gonfalone, spicchi il suo nome.

Massimo Brusasco

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