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Venite al Salotto portando farmaci

Il Salotto del Mandrogno sposa un’importante iniziativa benefica. Per questo invitiamo il pubblico che, martedì 10 febbraio verrà al circolo Galimberti (via Pochettini 3, Alessandria, ore 21.30, ingresso libero) a regalare, per quanto possibile, una confezione di farmaci da banco (il paracetamolo va benissimo).

Quello che raccoglieremo lo consegneremo agli amici di ‘‘I Pensieri di Chadraque’, un’associazione benefica di Alessandria che, a metà marzo, si recherà in Benin per completare un orfanotrofio gestito da suore, dove c’è necessità di farmaci di base.

Per tutti noi il regalare una confezione di medicinali può essere un piccolo sforzo; in Africa, un regalo del genere assume un’importanza straordinaria.

Con ciò, ovviamente, non ci sono preclusioni. Se vi andrà di aderire alla nostra iniziativa, vi ringrazieremo. Altrimenti non importa: contiamo di divertirci lo stesso e di trascorrere una piacevole serata (che sarà piena di sorprese).

Ciao Sergio, amico dell’Aido

Quando, due anni fa, lanciai l’appello per cercare collaboratori per fondare a Fubine Monferrato un gruppo comunale dell’Aido (Associazione italiana donatori organi), Sergio Avite fu tra i primi a telefonarmi: “Se hai bisogno, ci sono”.

Mi avrebbe chiamato molte altre volte, offrendo la propria disponibilità, aggiungendo sempre un “per quello che posso fare” e “basta che non ci sia da salire scale o sollevare pesi”. Era già piuttosto sofferente, ma non si è mai dato per vinto. Anzi, ha sempre partecipato ai nostri banchetti, svolgendo un lavoro silenzioso ma necessario.

Sergio ci ha lasciati sabato. Domani (ore 11, Fubine) ci saranno i funerali. L’Aido parteciperà al dolore dei famigliari ricordando il proprio consigliere più esperto, un “supplente” disponibile, così come con gli Alpini, indossando quel cappello con la penna, di cui andava giustamente fiero.

Sezzadio, serata di successo

Già dagli agnolotti avevamo capito che sarebbe stata una piacevole serata. Ieri, a Sezzadio, la Compagnia Teatrale Fubinese è stata ospitata da Comune e Pro loco per proporre la commedia “Quattro divorzi e un matrimonio”.

In un paese che, per noi, era una novità (quasi) assoluta, abbiamo trovato un pubblico caloroso e divertito che, con applausi e risate, ha sottolineato la nostra performance.

Un grazie agli organizzatori e a chi ha partecipato. “Quattro divorzi” tornerà il primo marzo al Teatro Parvum di Alessandria per un evento benefico, di cui avrò modo di raccontarvi…

Venerdì ‘Quattro divorzi’ a Sezzadio

Stasera, venerdì 30 gennaio, alle ore 21.15, la Compagnia Teatrale Fubinese sarà di scena a Sezzadio per proporre la commedia ‘Quattro divorzi e un matrimonio’, un testo che scrissi due anni fa in occasione del cinquantennale del referendum sul divorzio e del trentennale del celebre film ‘Quattro matrimoni e un funerali’.

Invitati dal Comune e dalla Pro loco, ci troveremo al Salone Saragat. E l’ingresso sarà gratuito.

Con me sul palco apprezzerete Daniela Cassina, Franco Mordiglia, Daniela Faletti, Davide Russo, Flavia Bigotti, Paolo Tafuri, Claudia Capra ed Elisabetta Abbà, con la collaborazione dietro le quinte di Carla Spano.

Se vi andasse di trascorrere un paio d’ora divertenti, potrebbe essere l’occasione buona.

Il nostro patrono e la difesa della lingua

Nel giorno del patrono dei giornalisti (24 gennaio, San Francesco di Sales), prendo a prestito parole del linguista Gian Luigi Beccaria, intervistato ieri da ‘La Repubblica’.

Beccaria denuncia l’eccesso di termini inglesi e la diffusione di parole come “attenzionare” e “monitorare”, definite orribili. La proliferazione di vocaboli come “scenario”, “innovazione”, “iconico” e “narrazione” appiattisce le possibilità espressive della lingua, spiega Beccaria, osservando che l’Italia è diventata “un colabrodo” rispetto ad altri paesi europei che adottano politiche linguistiche più rigorose. La Spagna – sostiene – rappresenta un modello alternativo: gli spagnoli chiamano l’asciugacapelli “secador de pelo” invece di utilizzare il termine inglese “phon”. “Forse gli iberici esagerano sempre un po’, ma secador de pelo lo trovo magnifico“.

Secondo Beccaria, la difesa della lingua richiede un impegno istituzionale e scolastico, ma ormai i professori dedicano gran parte del tempo a riempire moduli, anziché alla didattica e alla trasmissione del patrimonio culturale.

Ecco, forse queste considerazioni possono essere d’aiuto ai giornalisti. E magari anche ai lettori, ai quali continuo ad augurare la capacità di scegliere.

Ricordando il Salotto

Abbiamo parlato di trasgressioni, impianti sportivi, vita di paese, esperienze solidali, libri. Abbiamo anche ascoltato ottima musica e ci siamo divertiti con Gianni Pasino e Serena Imperatrice (oltre che con Gianluca Pivetti che ci ha raccontato una storiella niente male).

Tutto questo, martedì, al Salotto del Mandrogno, andato in scena, come sempre, al centro d’incontro Galimberti. Ringrazio gli ospiti Sonia Fogagnolo, Alberto Prete, Vittoria Oneto, Giovanni Mercurio, don Mario Bianchi, Cristiano Mussi e il già citato Pivetti e tutti quelli che hanno contributo alla riuscita della serata, seguita, ancora una volta, da un pubblico numeroso.

Abbiamo bisogno di spensieratezza e conoscenza. Penso che l’ultima puntata salottiera abbia risposto ad entrambe le esigenze.

Martedì 20 il Salotto: gli ospiti

La scrittrice Sonia Fogagnolo, l’assessore Vittoria Oneta, l’attore Gianluca Pivetti, il parroco don Mario Bianchi. Ma anche Alberto Prete, presidente dell’ambulatorio Nessuno Escluso, il musicista Cristiano Mussi e Francesco Mercurio e Mohamed ed Derras di Ics, reduci da una missione in Senegal: sono loro gli ospiti del Salotto del Mandrogno in programma martedì 20 gennaio alle ore 21.30 al centro d’incontro Galimberti, in via Pochettini 3, ad Alessandria (ingresso gratuito).

Ovviamente ci saranno gli ospiti fissi, ovvero i musicisti Ezio Vescovo, Franco Rangone, Gianni Nesto e gli “incursori” Gianni Pasino e Serena Imperatrice col suo oroscopo molto speciale.

Ci sarà anche Video Servizi Tv che manderà inonda lo spettacolo sulla propria pagina Facebook.

E ci sarò anche io.

Pellicce e risate con Pi Greco a Fubine

Tutto esaurito per lo spettacolo che il Teatro Pi Greco di Torino ha portato in scena ieri, domenica, a Fubine Monferrato. “Che pastiss an cumbineus”, un testo di Papier (autori della compagni stessa) con la regia di Palma Della Rocca, ha divertito il pubblico, tra sottovesti, pellicce, scambi di persona…

Unico inconveniente: il guasto all’impianto di riscaldamento, ma niente di fatale, anzi. Piuttosto va sottolineato come abbia avuto successo l’idea avuta dalla Compagnia Teatrale Fubinese di proporre, nei mesi invernali, gli spettacoli la domenica pomeriggio.

Il prossimo appuntamento, dunque, sarà ancora di domenica: vi aspettiamo l’8 febbraio con ‘L’ispettore’ di Gogol, proposto dalla Compagnia di prosa di Quattordio.

Ci vediamo domenica a teatro

Domani, 18 gennaio, tornerà Fubine Ridens e lo farà in versione pomeridiana. L’appuntamento con la nostra rassegna sarà alle ore 17, al Teatro dei Batù di via Pietro Longo, ovviamente a Fubine Monferrato.

A esibirsi il Teatro Pi Greco di Torino che presenterà la commedia “Che pastiss an cumbineus”, di Papier, per la regia di Palma Della Rocca. Si riderà con un testo che mescola italiano e dialetto.

Le prenotazioni stanno andando molto bene, quindi affrettatevi se volete assicurarvi un posto (biglietto a 8 euro, info: 366 3618120.

Fubine Ridens ripartirà di domenica (il 18)

Lo scorso anno provammo, per i mesi invernali, a dirottare gli spettacoli di Fubine Ridens la domenica pomeriggio. L’esperimento ebbe successo, motivo per cui anche a gennaio e febbraio (ma pure il primo marzo) la rassegna della Compagnia Teatrale Fubinese si svolgerà nel pomeriggio del giorno festivo.

Il prossimo appuntamento, dunque, sarà domenica 18 gennaio, alle ore 17, sempre al Teatro dei Batù di via Longo (ingresso 8 euro, prenotazioni al 366 3618120).

Ospiteremo il Teatro Pi Greco di Torino che proporrà “Che pastiss an cumbineus”. La commedia (di Papier, diretta da Palma Della Rocca) è anche in versione italiana, ma abbiamo preferito quella dialettale; d’altronde è l’unico spettacolo in vernacolo che proponiamo e ben sappiamo quanto il piemontese sia sempre apprezzato da gran parte del nostro pubblico.