Signori (purtroppo) si chiude

La fine dell’anno è molto spesso la fine anche di qualcos’altro. Ad esempio di un’attività lavorativa. C’è chi va in pensione (beato lui), chi ha un contratto che scade, chi invece è costretto a chiudere. Come “U Re”, un negozio eccellente ad Abazia, la frazione di Masio in cui spesso succede qualcosa. “U Re” esiste dal 1900; domani, martedì, Paola e i suoi famigliari faranno le ultime consegne. Troppi oneri, poca tutela del commercio al dettaglio, eccellente qualità ma non sufficiente a garantire la sopravvivenza di una bottega che sotto un certo standard non è mai andata, fin da quando il bisnonno Domenico (“U Re”, appunto) la inaugurò, 119 anni fa.

Stasera, invece, a Spinetta Marengo chiude la pizzeria Bordese che Carmine e la moglie Santina avviarono nel 1956. Bordese è quello che ha portato la pizza agli alessandrini che, tutt’al più, conoscevano la farinata. Avrebbe continuato a lavorare, Carmine, ma a 89 anni (li compie domani) non ha voglia di imbattersi nell’obbligatoria fattura elettronica.

Inizia l’anno e ci sono almeno due luci, sempre luminose, che si spengono. Confidiamo, come doveroso, nelle buone notizie. Ma, per ora, ci sentiamo  un po’ più poveri.

Ps: domani “Il Piccolo” vi racconta nei dettagli di “U Re” e di Bordese…

Massimo Brusasco

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