Autore: Massimo Brusasco

A Corrida conclusa

Ho fatto trascorrere 24 ore, prima del bilancio della Corrida organizzata dalla Compagnia Teatrale Fubinese (festa patronale di Fubine, 2 agosto). Sono servite, le 24 ore dico, per cercare di metabolizzare. E ho capito che le cose che ho in mente stasera sono le stesse di ieri. Non tutto è stato perfetto, i tempi si sono dilatati, ci siamo confrontati con la necessità di riempire uno spazio molto ampio, lo spettacolo ha avuto qualche momento di flessione… Però ci sono anche stati molti complimenti;   ho visto gente ridere di gusto e artisti ormai di “chiara fama” che si sono alternati a ragazzini al debutto. Ho anche  apprezzato il lavoro di tecnici, addetti al palco, gente di supporto, senza la quale lo spettacolo non si sarebbe potuto svolgere; e ho anche plaudito a chi si è messo in gioco, sfidando se stesso e il pubblico. Non ultimo aspetto: abbiamo raccolto 802 euro di offerte, che devolveremo all’oratorio di Fubine. Insomma, dopo tre ore di show, sono uscito dal mio tubo-simil-VeloOk (grazie a Cesare per il costume!) ch’ero soddisfatto. Lo sono ancora, pur nella consapevolezza che si può fare meglio. Lo stimolo al miglioramento sarà fondamentale per farci tornare sul palco l’anno prossimo. Se vi pare una minaccia, sappiate che lo è. (ps: non è escluso che vi racconti qualcos’altro in un post successivo: è una minaccia anche questa).

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Il senso e il non senso della Corrida (di stasera)

Avete presente quando una trasmissione, per il solo motivo che  funziona su Raitré, viene promossa su Raiuno? Alla “Corrida fubinese” è successa più o meno la stessa cosa. La Pro loco ci ha voluto per la festa patronale. E stasera, martedì, noi della Compagnia Teatrale Fubinese e, in generale, tutti quelli che concorrono allo spettacolo, avremo la grande ribalta (ore 21.30, area Cerrina, ingresso gratuito; eventuali offerte saranno devolute all’oratorio). Sarà un bel test, indubbiamente affascinante: lasciamo la nostra “parva sed apta” sede consueta e andiamo “sul largo”. Ci ingrandiamo per garantire sempre il peggio: è una promessa. “La Corrida” è lo show del non senso, che però un senso ce l’ha: vuole fare divertire con genuinità, poche pretese, leggerezza. Partiamo per realizzare uno spettacolo con queste caratteristiche, senza dimenticare che, comunque, Fubine è una fucina di talenti e, vi assicuro, ne avremo la prova tra poche ore. Per il momento posso dirvi che ad aprire la serata sarà il campione in carica, il grande Dario Biollo, indiscusso vincitore del 2015, senza il quale “La Corrida” sarebbe tutta un’altra cosa. Vi aspettiamo, naturalmente: se avete strumenti per fare rumore… portateli, che vi daremo occasione per usarli.

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In morte di Bella Figheira

Ieri è morta Anna Marchesini, all’età in cui molto si è dato ma moltissimo si può ancora dare. Io me la immagino che sia arrivata in Paradiso, e abbia salutato dicendo “Ciao, sono Bella Figheira”, o che magari sia andata da San Pietro dicendogli, a ripetizione, “Vuoi bere qualcosa, Pedro? Bevi qualcosa”. O che, incontrando la comunità musulmana (il Paradiso è un luogo dove non sai chi puoi trovare…), abbia discusso sulla gag, inscenata con Tullio Solenghi e Massimo Lopez,  che tanto fece discutere. O, ancora, che trovi Ray Charles (in Paradiso, Ray Charles ci dev’essere) e gli dica: “Siccome che so cecata”; o che tenga lezioni di sessuologia a mezza bocca.  Ecco, mi immagino che Anna Marchesini un po’ di scompliglio lo crei, come ha fatto qui con le sue parodie. Di più: con la sua bravura, che ha consentito a testi efficaci di diventare favolosi.  L’artrite reumatoide ce l’ha tolta dalle scene da un pezzo; la sua ultima intervista è la somma di umanità, ironia, buonsenso. Le Teche Rai hanno di che sbizzarrirsi e ce la renderanno immortale. Di certo, tutti noi che ambiamo a fare teatro comico abbiamo cercato di rubare qualcosa dalla Marchesini, attrice prima ancora che cabarettista, sublime con un Trio che ha fatto epoca.  Ah, già che ci siamo, mi immagino pure che la Marchesini incontri Manzoni e gli dica: “Grazie per averci regalato  ‘I Promessi sposi’, ma la nostra versione… vuoi mettere?”.

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Stasera ci divertiremo a Cuccaro

Ricorderemo Riccardo Accornero cercando di divertire il pubblico. Lui se n’è andato a gennaio, aveva 31 anni. A Cuccaro, il suo paese, gli hanno dedicato un mese di eventi. Siamo contenti di fare parte del “cartellone” credendo che, comunque, qualche risata non faccia male, anche se si sta celebrando un ragazzo che non c’è più. E poi aiuteremo due associazioni benefiche, Stella Bianca e Sie, che operano sia in Italia che altrove. Dunque, l’appuntamento è per stasera, mercoledì, alle ore 21.30, in piazza della Chiesa a Cuccaro. Ci saremo io, Maurizio Ferrari e Massimo Faletti: una chitarra, tre microfoni e la speranza di portare buonumore. L’ingresso sarà a offerta libera. Ah: rispetto al manifesto, c’è qualche variazione di orario e di cast… perché a noi le cose definitive piacciono poco…

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Io ci ho provato

Se 36 km da percorrere a piedi vi sembrano pochi, provate ad affrontarli una mattina d’estate, con il sole che picchia come un fabbro. Venerdì mi sono unito a Fiorenzo Piccinini e Gianfranco Pasquinelli, che si stanno allenando per percorrere la Assisi-Roma, una camminata benefica per raccogliere soldi per l’ospedale infantile di Alessandria e per aiutare la piccola Giulia, gravemente malata. Siamo partiti da San Salvatore per raggiungere Crea. Sono 36 km abbondanti, appunto. Vi assicuro che è abbastanza faticoso e che, malgrado la promessa di una cassetta di pesche appena colte a Volpedo, non sono riuscito ad arrivare al traguardo. Però l’iniziativa dei due amici (e dei loro soci Gardino, Savio e Siri) è lodevolissima e merita di essere valorizzata. Provo a farlo io sul “Piccolo” di martedì 26 luglio, raccontando com’è andato il nostro allenamento.

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Così si può valorizzare il fiume

Sono reduce da una bella esperienza che si intitola “Galleggia o non galleggia”; è una gara tra equipaggi che devono costruire barche di cartone e poi sfidare il Po, sperando di non andare a fondo. C’erano 47 squadre in gara e moltissime persone ad arrostire sotto il sole di Casale. L’entusiasmo l’ha fatto da padrone e ha contagiato sia chi è sceso in acqua con fantasia e buoni propositi che quelli che  hanno applaudito dagli spalti. In mezzo, gli Amici del Po, gruppo molto dinamico, perfetto nell’organizzazione. Io ero presidente della giuria. Al di là delle classifiche, c’è altro che conta: ad esempio che questa manifestazione è una splendida occasione per valorizzare il fiume che taglia la città, farlo conoscere, renderlo famigliare. Penso ad Alessandria, dove il Tanaro è vissuto sempre come un fastidioso impedimento, piuttosto che un’opportunità da sfruttare.

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A Frascaro, chiacchierando con Vauro

Stasera, venerdì, alle ore 21.30 a Frascaro (piazza Rangone), avrò il piacere di conversare, pubblicamente, con Vauro. Sono stato invitato dagli amici della comunità San Benedetto al Porto, quella fondata da don Andrea Gallo, sacerdote di cui Vauro era molto amico. Per me è ovviamente un onore confrontarmi con il celebre vignettista, un personaggio che dimostra spesso di non amare i compromessi e di avere le idee ben chiare. Io che cerco di raccontare scrivendo, invidio chi, attraverso un disegno  e una semplice battuta, riesce a dire molte più cose di me. Vauro è uno di questi. Stasera, però, si parlerà soprattutto di razzismo, un morbo che non è ancora sconfitto, malgrado tutto. Se vi va, venite a Frascaro. Se non vi interessano le nostre chiacchiere, sappiate che ci sono anche salamelle e ottima birra.vauro

I 100 alla maturità e la voglia di sognare

Siate curiosi, abbiate dubbi, ricordate che sono le difficoltà a fare crescere e non smettete di sognare. E’ stato detto questo ai ragazzi che “Il Piccolo” ha invitato a Villa Guerci di Alessandria a una festa informale per celebrare chi ha ottenuto 100 oppure 100 e lode al recente esame di maturità. I consigli arrivano dal sindaco, da un architetto, da un esperto di finanza, da un industriale, da una insegnante-cabarettista, da un attore, ovvero le persone cha abbiamo invitato a “raccontarsi” ai giovani. Lo hanno fatto con semplicità, insistendo soprattutto sul sognare e invitandoli ad ascoltare gli altri ma, in fin dei conti, a decidere con la loro testa. E’ stato un piacevole incontro, che ha dimostrato una volta di più che c’è sempre da imparare. Da tutti.

 

Sconfitti dalla Nebbia. Però…

Io ho una predilezione per quelli del Teatro della Nebbia: sono bravi. Fabio Fazi non è solo un “uomo di  teatro”, ma un amico. Dirige una squadra affiatata, in cui Gigi Rossi è la punta di diamante che garantisce sempre divertimento. Il Teatro della Nebbia, con la commedia “Quando il gatto è via” ha vinto il Premio Magnoberta, concorso teatrale di Castelletto Merli. Noi della Compagnia Teatrale Fubinese siamo arrivati secondi, con “Il paradiso del procione”, precedendo i Fuori di quinta, già protagonisti (come il Teatro della Nebbia) della nostra rassegna Fubine Ridens. Abbiamo anche incassato il premio come miglior attore protagonista (hanno ritenuto che io fossi tale: grazie) e come scenografia (un plauso  a Doriana, Cesare, Lidia, a tutti quelli che hanno avuto idee per renderla  interessante nella sua semplicità). Al di là delle classifiche, torno a sottolineare l’importanza di organizzare eventi simili. Castelletto Merli e l’associazione Io Vivo Castelletto si danno da fare per promuovere la cultura; Magnoberta abbina il suo marchio a una manifestazione teatrale, e non fa poco. Insomma: è un’esperienza molto felice.

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La normalità (anche a teatro), malgrado tutto

Siamo saliti su un palco ieri sera, a Borgoratto, e lo faremo ancora stasera a Castelletto Merli. Per noi è normale.  Televisione, internet e giornali continuano a raccontarci quello che è avvenuto a Nizza e in Turchia. Terrorismo e golpe militare (fallito); immagini di strazio, quelle che abbiamo ancora negli occhi dopo lo scontro fra i treni in Puglia. Non è che noi, ciarlatani da palcoscenico, si faccia sempre finta di niente. Ma credo che, dopo l’overdose di dramma, si abbia il diritto di una boccata d’aria fresca, quella che, appunto, anche uno spettacolo teatrale può offrire. Ieri sera, riferendomi allo stragista di Nizza che probabilmente è un ingranaggio di una macchina che vuole incutere paura in tutto il mondo, ho detto che dobbiamo opporci con la normalità, per non darla vinta a chi si impegna per sconvolgerci la vita. E’ normale, in una sera d’estate, salire su un palco e recitare. E’ normale. Noi stasera a Castelletto Merli proporremo ‘Il paradiso del procione’ (0re 21.30, ingresso libero), partecipando al premio Magnoberta. Mi auguro ci sia tanta gente, con voglia di ridere. Sarebbe normale.

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