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Festeggiamo i “cento”

Domani, mercoledì, alle 17.30, a Villa Guerci (via Faà di Bruno, Alessandria), “Il Piccolo” fa festa con i ragazzi che hanno conseguito 100 (o 100 e lode) alla maturità. E’ una piccola cerimonia informale, che abbiamo pensato qualche anno fa per premiare i ragazzi, certamente, ma anche per capire qualcosa in più da giovani che, inevitabilmente, hanno un futuro da costruirsi e, molto probabilmente, se lo fabbricheranno lontano da qui. E’ anche un modo, per quanto possibile, per non spezzare quel collegamento che c’è tra il giornale e Alessandria e tra Alessandria e i ragazzi. Proponiamo sempre interessanti relatori che, con poche parole, parlano del loro vissuto e delle prospettive. Ci illudiamo sempre di insegnare qualcosa; finisce spesso che, dai ragazzi, siamo noi a imparare.

Il bello dei ragazzi

Incontrare i ragazzi è spesso un piacere. Ieri, certamente, ne abbiamo avuto la prova durante la festa che “Il Piccolo” ha organizzato invitando a Villa Guerci gli allievi che hanno conseguito 100 (con o senza lode) al recente esame di maturità. Sapere cosa pensano, quali sono i loro obiettivi scolastici, quali i sogni è di importanza vitale per un giornale che vuole garantirsi un futuro. A loro abbiamo offerto un pomeriggio interessante, grazie a ospiti che hanno portato le loro esperienze “di successo” e che sono stati in grado di coinvolgere i presenti. A chi ripone poca fiducia nei giovani, possiamo raccontare di una parentesi felice, che ci riconcilia con l’oggi ma, soprattutto, ci va intravedere un domani roseo.

I 100 alla maturità e la voglia di sognare

Siate curiosi, abbiate dubbi, ricordate che sono le difficoltà a fare crescere e non smettete di sognare. E’ stato detto questo ai ragazzi che “Il Piccolo” ha invitato a Villa Guerci di Alessandria a una festa informale per celebrare chi ha ottenuto 100 oppure 100 e lode al recente esame di maturità. I consigli arrivano dal sindaco, da un architetto, da un esperto di finanza, da un industriale, da una insegnante-cabarettista, da un attore, ovvero le persone cha abbiamo invitato a “raccontarsi” ai giovani. Lo hanno fatto con semplicità, insistendo soprattutto sul sognare e invitandoli ad ascoltare gli altri ma, in fin dei conti, a decidere con la loro testa. E’ stato un piacevole incontro, che ha dimostrato una volta di più che c’è sempre da imparare. Da tutti.