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Qualche cosa su Juventus, tifo e rigori

Scrivo  a bocce ferme quel che avrei (comunque) scritto ieri sera quando le bocce giravano eccome. Real Madrid-Juventus, dunque.  1) la Juventus ha dimostrato di essere forte, ma talvolta occorre  essere impeccabili; 2) all’andata, la partita sarebbe potuta finire 1-3 (su Cuadrado era rigore), ma anche 0-5; 3) il rigore al 93esimo a me è parso piuttosto netto; 4) un arbitro deve giudicare con lo stesso metro in qualunque minuto della partita; 5) Buffon ha giocato benissimo e sbagliato clamorosamente con dichiarazioni che non gli fanno onore, e che posso giustificare solo con la rabbia e l’adrenalina; non è stato, stavolta, il solito ottimo esempio; 6) dire che al Real i rigori si danno e ad altre squadre no è ragionamento infantile e semplicistico, esattamente come quando si sostiene  che, nel campionato italiano, la Juventus è sempre favorita eccetera; 7) tifare contro non sarà galante ma è assolutamente legittimo (in certi casi io lo ritengo addirittura doveroso); 8) la  Juventus ha metà italiani che la amano e metà che la odiano: capisco tanto gli uni quanto gli altri; 9) il Real, sostanzialmente, è più forte della Juventus; 10) il calcio non è mai banale, e la Roma (applausi) lo ha dimostrato.

Oh, Valentina

Sarebbe troppo facile parlare della Signora del calcio. Sarebbe celebrare un altro trionfo, raccontare un miracolo sportivo, esercizio fatto da  ogni commentator, impegnato a parlare di record e a dire che mai una squadra aveva vinto uno scudetto dopo avere conquistato solo un punto nelle prime tre partite. Mi scuserà la Juventus se la tradisco con un’altra signora. Ma oggi, appende il fioretto al chiodo Valentina Vezzali, dopo avere vinto sei ori olimpici, sedici mondiali, tredici europei, in singolo e a squadre. E poi argenti e bronzi. Ha stritolato primati, lei di Jesi, la città della scherma, lei che ha trovato in Italia le sue più agguerrite rivali, lei che, nata nel 1974 nel giorno di San Valentino, ha deciso di chiudere la carriera prima di Olimpiadi alle quali non s’è qualificata, perché s’è imbattuta in  connazionali più forti.  Valentina è stata grazia e aggressività, un po’ come Cassius Clay che pareva volare  e pungeva di brutto mandando al tappeto gli avversari.  Con la Vezzali, mi piace qui celebrare atleti avanti con gli anni ma ancora capaci di imprese, come Totti e Valentino Rossi, il ciclista Gasparotto (fresco vincitore della Amstel Gold Race) e Gigi Buffon, che ha fatto un patto col diavolo e uno con quella Signora  di cui tutto sapete, senza che io ve ne debba tessere virtù.

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