Il bisogno di catalogare (e auguri)

Come d’abitudine, a fine anno siamo bombardati di graduatorie. I 5 film, le 10 canzoni, le 10o foto, i 20 video, i 10 sportivi, le 150  parole, i 10  protagonisti… E poi, tra gli eventi più significativi, ecco spiccare i morti illustri. Quando dicembre se ne va, ogni mass media ci propone un riassunto. E io, sostanzialmente, credo che sia un’operazione necessaria, non solo  per capire cosa ci lasciamo alle spalle (illudendoci di entrare in un anno migliore), ma soprattutto perché abbiamo bisogno di “fissare”, di punti di riferimento, di rinfrescare una memoria che è sempre messa a dura prova da un’infinità di informazioni (fake news comprese), bersagliata di nozioni, intasata da parole e immagini. Arrivare a fine anno  e catalogare diventa, dunque, una sorta di aiuto, un’occasione per farci riflettere, ripensare, ripassare. E farci sapere qualcosa che c’era sfuggito, che avevamo dimenticato o che pensavamo fosse accaduto chissà quanto tempo prima. Ben vengano, allora, i riassunti, pur sapendo che la realtà è di una complessità infinita e che, con l’anno nuovo, si riprenderà l’invasione barbarica del “di tutto e di più”. Ecco, vorrei augurare a  voi (anzi, a noi)  un 2018 in cui prevalga  la capacità di scegliere. Non è mica poco, sapete…

 

Massimo Brusasco

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