Mese: marzo 2019

Vediamoci a Coniolo

Se non volete farlo per me, fatelo per il mio libro. Altrimenti, fatelo per il copioso  aperitivo annunciato dal   sindaco Enzo Amich. Vi aspetto a Coniolo, dunque, per un sabato che spero piacevole. Alle 18, in Comune, avrò l’onore di presentare “Il raduno dei Gramigna”, libro uscito nel 2018 e che ho avuto modo di raccontare in più occasioni. Sono lieto di farlo anche a Coniolo (oggi, 10 marzo) per il legame che ormai ho con questo paese, grazie alla commedia “Si siamo aggiustati tutti bene” che ho scritto ambientandola proprio a Coniolo e alle sue cave di marna. L’aperitivo finale farà da suggello all’appuntamento, al quale mi auguro vogliate partecipare numerosi.

Sabato e domenica

Mi permetto due segnalazioni per il fine settimana. Sabato, alle ore 18, sarò a Coniolo (Al) per presentare il mio libro “Il raduno dei Gramigna”: grazie al sindaco Enzo Amich per l’invito e a tutti quelli che vorranno partecipare, “attirati” anche dall’aperitivo in coda. Domenica alle 16, invece, con Maurizio Ferrari e Massimo Faletti, parteciperò  a “Monferrato ridens”, curioso spettacolo organizzato al teatro comunale di Rosignano (Al). Parteciperà anche Fabio Fazi del Teatro della Nebbia. E’ un’idea di Angela Tudisco per consentire ai rosignanesi di trascorre un paio d’ore in allegria.

Continuavano a chiamarla Busiunà

Sì, si chiama “busiunà”, con due “u”. Lo so che è comunemente nota come “businà”, ma che ci volete fare? A Fubine funziona così, per lo stesso motivo per i quali gli “infernòt” sono chiamati, almeno da alcuni tra i più anziani, “linfernòt”. Il bello del dialetto sta proprio nella varietà. Oltre che nella “licenziosità”. Col vernacolo si creano  immagini  che, in lingua, sarebbero insulti. Ci sono esperti che vi possono rendere edotti sulla faccenda. Io mi limito a ricordare che, stasera, come ogni Martedì grasso, a Fubine si legge la “busiunà”, rito pagano con il quale ci si beffa, in rima baciata, dei personaggi più in vista. Ci si trova alle 21 in piazza Garibaldi, per il falò, la lettura, la distribuzione di dolci e vino.  E che sia un buon Carnevale.

Rosetta, Roberto e I Pochi

L’affidabile Tony Frisina mi ha recuperato una foto scattata a marzo 2014, al circolo Casetta, dove andava in scena il “Salotto del mandrogno”. Per parlare di teatro ho chiamato, tra gli altri, Rosetta Pasino, fondatrice dei Pochi, una compagnia che ha fatto la storia teatrale  alessandrina  e che, pur senza i fasti dei tempi di Ennio Dollfus, continua a distinguersi, grazie a Francesco Parise e ad altri docenti cresciuti all’ombra del “maestro”. Rosetta è mancata pochi giorni fa: era prossima a compiere 96 anni. Poche ore dopo, se n’è andato Roberto Pierallini, altro nome celeberrimo per chi mastica teatro da queste parti. Aveva 80 anni. Il destino ha voluto che due protagonisti ci lasciassero a brevissima distanza l’uno dall’altra. A chi ha frequentato I Pochi e, dopo, le compagnie fondate e dirette da Pierallini, Rosetta e Roberto hanno lasciato ottimi ricordi. “Il Piccolo”, martedì, dedicherà due pagine a quelle fantastiche stagioni teatrali quando, peraltro, il Teatro Comunale  era un significativo polo culturale.